Frigoriferi e congelatori portati fino a 50 gradi, tonnellate di carne, latticini e surgelati da gettare, oltre 500 supermercati colpiti contemporaneamente e danni economici per decine di milioni di euro. La Francia si risveglia sotto shock dopo un cyberattacco che, nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 ottobre, ha mandato in tilt i sistemi di refrigerazione di alcune delle principali catene della grande distribuzione.
Quando i dipendenti hanno aperto i negozi, si sono trovati davanti a una situazione surreale: invece dell’aria fredda dei reparti alimentari, un’ondata di calore. Qualcuno, agendo a distanza sui sistemi informatici, aveva modificato le temperature degli impianti, compromettendo la conservazione di enormi quantità di prodotti.
Tra i marchi coinvolti figurano Intermarché, Super U, Leclerc e Metro. I responsabili di Intermarché hanno parlato di «una catastrofe», mentre la Procura di Parigi ha aperto un’inchiesta per identificare gli autori dell’operazione.
Carne, latte e surgelati da buttare: danni per decine di milioni
L’attacco non ha colpito semplicemente i siti internet o le casse dei supermercati, ma una delle infrastrutture più delicate dell’intera filiera alimentare: la catena del freddo. Alterare le temperature dei frigoriferi significa rendere inutilizzabili alimenti che richiedono condizioni precise di conservazione.
Carne, insaccati, latticini, verdure e prodotti surgelati sono finiti al macero. Secondo le prime ricostruzioni, le perdite complessive ammontano a decine di milioni di euro, alle quali si aggiungono i costi per il ripristino degli impianti e la gestione dell’emergenza.
Thierry Cotillard, presidente del gruppo Les Mousquetaires, ha denunciato la frequenza degli attacchi informatici contro il settore: «Gli attacchi sono uno strumento di destabilizzazione politica. Siamo bersaglio di tre o quattro azioni ogni giorno».
L’ombra degli hacker russi: la pista della guerra ibrida
Chi ha organizzato un’operazione capace di colpire centinaia di supermercati in tutto il Paese? Nessuno ha rivendicato il cyberattacco e gli investigatori stanno valutando diverse piste, compresa quella di un gruppo legato a uno Stato straniero.
Fra le ipotesi circola quella di un’operazione riconducibile alla Russia, nel quadro delle attività di guerra ibrida e destabilizzazione contro i Paesi europei.
Antoine Hautin, esperto di sicurezza informatica alla guida dell’azienda Almond, ritiene poco convincente l’ipotesi di un sabotaggio commerciale o di un’azione finalizzata a ottenere un riscatto, considerando il numero e la distribuzione geografica dei bersagli.
«L’ipotesi che mi sembra più plausibile è quella di un attore statale, o simile, che cerchi di destabilizzare la nostra società», ha dichiarato a Le Figaro, ricordando gli allarmi dell’intelligence sulle minacce informatiche in vista delle elezioni presidenziali francesi.
Attacchi anche in Olanda e Belgio: Europa nel mirino?
L’emergenza francese arriva dopo altri episodi informatici che hanno interessato la grande distribuzione europea. Domenica 11 ottobre, nei Paesi Bassi, un attacco ha provocato malfunzionamenti ai sistemi delle catene Albert Heijn, Etos e Gall & Gall, compromettendo gli acquisti online e i cartellini elettronici nei reparti.
Anche Delhaize, in Belgio, ha segnalato problemi informatici nella giornata di lunedì. Gli investigatori non hanno ancora stabilito se gli episodi nei tre Paesi siano collegati o se si tratti di attacchi distinti.
Il nuovo incubo della cybercriminalità: colpire il cibo senza sparare un colpo
L’episodio francese mostra quanto un’infrastruttura apparentemente ordinaria, come il sistema di refrigerazione di un supermercato, possa diventare un bersaglio strategico. Non occorre bloccare una centrale elettrica o un aeroporto per provocare danni enormi: basta compromettere i dispositivi che regolano la temperatura di centinaia di celle frigorifere.
L’inchiesta della Procura di Parigi dovrà accertare come gli aggressori siano riusciti a intervenire sugli impianti, quali vulnerabilità abbiano sfruttato e soprattutto chi abbia ordinato l’operazione.
Intanto la Francia fa i conti con montagne di alimenti distrutti e un interrogativo inquietante: se qualcuno è riuscito a trasformare a distanza i frigoriferi di 500 supermercati in forni, quali altre infrastrutture possono essere colpite con la stessa facilità?







