Il delitto di Garlasco continua a dividere esperti e avvocati, ma questa volta il confronto sulle prove scientifiche si è trasformato in uno scontro personale davanti alle telecamere. Durante la puntata del 12 ottobre di Lo Stato delle Cose, Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi, e Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, si sono affrontati duramente sulle due analisi negative del DNA effettuate nel settembre 2007 sui pedali della bicicletta dell’ex fidanzato di Chiara Poggi. A rendere ancora più acceso il dibattito è stato un documento del RIS mostrato da Massimo Giletti, sul quale compare una dicitura manoscritta dell’allora capitano Alberto Marino: «Esito negativo».
La questione è particolarmente delicata perché la Procura di Pavia ha confermato che i risultati delle due analisi non erano presenti negli atti del procedimento conclusosi con la condanna definitiva di Stasi. Resta quindi da comprendere quale fosse il loro effettivo significato scientifico e perché non siano confluiti nella documentazione processuale.
Garlasco, Capra e De Rensis litigano in diretta: «Se ha il coraggio parli»
Il confronto sul delitto di Garlasco si è acceso quando Marzio Capra ha confermato di conoscere già nel 2007 i risultati negativi delle analisi. «Ero a conoscenza di questi risultati negativi, li avevo visti a suo tempo», ha dichiarato il genetista, spiegando di aver recuperato i propri appunti per ricostruire quanto accaduto.
Capra ha però precisato che un risultato negativo non dimostra automaticamente l’assenza di DNA, poiché l’interpretazione dipende dalle procedure di laboratorio e dal contesto degli accertamenti. La discussione è degenerata quando il consulente della famiglia Poggi ha richiamato l’esperienza professionale di Matteo Fabbri, consulente della difesa di Stasi, osservando che nel 2007 si era laureato da poco.
De Rensis ha contestato quelle parole e Capra ha reagito con un attacco diretto: «Non tutti sono delle persone stupende come il dottor De Rensis, che sa sempre tutto. Nessuno lo vede mai nei luoghi importanti, ma sa sempre tutto. In televisione è sempre presente».
L’avvocato ha replicato richiamando un precedente giudiziario: «La sua modestia intellettuale potrebbe essere spazzata via solo citando la sentenza della Cassazione del caso Bossetti, ma io non sono così basso». A quel punto Capra lo ha sfidato: «Abbia il coraggio di citare». Ne è seguito un botta e risposta sempre più teso, culminato nelle frasi «Se ha il coraggio parli» e «Se lei sta zitto io parlo». Massimo Giletti è intervenuto per riportare la discussione sul contenuto delle analisi.
Garlasco, Giletti mostra il documento del RIS: «Esito negativo»
Il momento centrale della trasmissione è arrivato quando Massimo Giletti ha mostrato un documento attribuito all’allora capitano del RIS Alberto Marino, sul quale compariva chiaramente la scritta «Esito negativo».
Il conduttore si è rivolto direttamente a Marzio Capra chiedendo: «Sono deficiente io, caro dottor Capra, a non capire che questo è negativo?». Il genetista ha risposto affermativamente, spiegando successivamente che il documento riguardava il prelievo di un’ulteriore traccia e che il risultato doveva essere interpretato nel quadro complessivo degli accertamenti.
La controversia riguarda due tracciati negativi del 20 settembre 2007, successivi a un’analisi che aveva restituito un profilo genetico attribuito a Chiara Poggi. La loro esistenza e la mancata presenza negli atti del processo hanno riaperto il confronto sulla gestione delle prove scientifiche. Il problema non riguarda soltanto il significato di quei risultati, ma anche la ricostruzione del percorso seguito dai documenti all’interno dell’indagine.
Garlasco, De Rensis chiama in causa Rosa Muscio e annuncia nuovi documenti
Antonio De Rensis ha concentrato la propria attenzione su Rosa Muscio, la pubblico ministero che coordinò le prime indagini sul delitto di Garlasco.
«Se il pubblico ministero Muscio dirà che nessuno gli ha fornito quelle due repliche negative, dopo ci saranno dei problemi», ha dichiarato l’avvocato di Alberto Stasi, sottolineando l’importanza di stabilire chi conoscesse gli esiti degli accertamenti e quali comunicazioni fossero state effettuate.
De Rensis ha inoltre annunciato l’esistenza di ulteriore documentazione preparata dalla difesa durante il mese di agosto, destinata ad alimentare il confronto sulle analisi effettuate nel 2007.
La Procura di Pavia potrebbe ascoltare come persone informate sui fatti sia Rosa Muscio sia gli ex consulenti della difesa Francesco Maria Avato e Matteo Fabbri. Quest’ultimo aveva già replicato pubblicamente alle osservazioni di Capra, invitandolo a riferire direttamente ai magistrati quanto sapeva: «Se il dottor Capra ha visto questi profili che vada alla Procura di Pavia e come noi rilasci le proprie dichiarazioni».
Garlasco, i nuovi accertamenti e la posizione di Andrea Sempio
Lo scontro televisivo si inserisce in una fase importante delle nuove indagini sul delitto di Garlasco. La Procura di Pavia sta approfondendo le modalità con cui furono effettuati e documentati gli accertamenti scientifici durante le prime investigazioni.
Parallelamente prosegue il procedimento che vede indagato Andrea Sempio. Il suo avvocato Liborio Cataliotti ha recentemente parlato di una prova che considera «formidabile» per la difesa, richiamando le dimensioni delle impronte di scarpe individuate sulla scena del delitto.
La questione delle due analisi negative sui pedali resta però uno dei punti più controversi. Occorre chiarire se i risultati fossero stati comunicati alla magistrata titolare delle indagini, quale valore tecnico avessero e per quale ragione non siano stati inseriti negli atti processuali.
Le dichiarazioni di Capra, che sostiene di conoscere quei risultati fin dal 2007, aggiungono un ulteriore elemento alla ricostruzione. Per la difesa di Stasi, la mancata disponibilità delle due analisi rappresenta una questione che merita risposte precise. Saranno gli approfondimenti della Procura a stabilire se si sia trattato di una lacuna documentale oppure se emergano responsabilità nella gestione degli accertamenti.







