Garlasco, Sempio sui messaggi nei forum: «Non li rinnego, ma potevo scriverli meglio»

Andrea Sempio

Andrea Sempio torna a parlare pubblicamente del delitto di Garlasco e affronta uno degli aspetti più discussi della sua vita privata: i messaggi pubblicati anni fa sui forum online. Ospite di Storie Italiane, l’uomo indagato nell’ambito della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi ha cercato di chiarire il significato di alcune frasi finite al centro del dibattito mediatico, sostenendo che siano state estrapolate dal loro contesto e attribuendo loro il valore di considerazioni immature, scritte quando aveva circa vent’anni.

Accanto alle sue dichiarazioni arrivano quelle dell’avvocato Liborio Cataliotti, che contesta diversi elementi della ricostruzione accusatoria, dalle intercettazioni nelle quali Sempio sembra riprodurre una conversazione con una donna fino all’ipotesi di un movente a sfondo sessuale.

La difesa sostiene che alcune circostanze siano state interpretate in maniera errata e annuncia nuovi elementi per chiarire il contenuto delle registrazioni. Si tratta, tuttavia, di argomentazioni difensive che dovranno essere valutate nell’ambito del procedimento giudiziario.

Andrea Sempio e i messaggi nei forum

Uno dei temi affrontati durante l’intervista riguarda i vecchi interventi pubblicati da Sempio su internet, tornati all’attenzione degli investigatori e delle trasmissioni televisive dedicate al delitto.

L’indagato ha spiegato che, a suo giudizio, la discussione pubblica si concentra su un numero estremamente limitato di messaggi rispetto alla quantità complessiva dei suoi interventi online.

«Vengono sempre citati tre messaggi su oltre tremila», ha osservato, ridimensionando il peso che quelle frasi avrebbero assunto nel racconto mediatico.

Sempio ha riconosciuto che alcuni contenuti avrebbero potuto essere formulati diversamente, ma ha respinto l’idea che possano essere collegati all’omicidio di Chiara Poggi.

Li ha descritti come «stupidaggini scritte online a vent’anni», aggiungendo che si tratta di frasi risalenti ad anni successivi al delitto.

Secondo la sua versione, quindi, quei messaggi non avrebbero alcuna relazione con quanto accaduto il 13 agosto 2007 nella villetta della famiglia Poggi.

L’indagato ha parlato anche dei propri diari personali, definendoli uno spazio di sfogo privato, nel quale annotava pensieri e considerazioni senza immaginare che un giorno sarebbero diventati oggetto di attenzione pubblica.

Sempio racconta la sua vita dopo l’inchiesta

Nel corso dell’intervista a Storie Italiane, Andrea Sempio ha descritto le conseguenze che la nuova indagine avrebbe avuto sulla sua quotidianità.

Ha parlato di «un anno e mezzo di totale follia», un periodo durante il quale, secondo il suo racconto, sarebbe diventato impossibile mantenere una vita normale.

La pressione mediatica e la continua attenzione nei suoi confronti lo avrebbero spinto a ridurre drasticamente le occasioni di socialità, fino a trascorrere gran parte del tempo in casa.

Sempio ha inoltre sottolineato una differenza tra le reazioni delle persone che incontra direttamente e quelle che legge sui social network.

Nella vita quotidiana, ha spiegato, riceverebbe spesso manifestazioni di solidarietà, mentre online si concentrerebbero soprattutto gli attacchi e i commenti ostili.

A preoccuparlo sarebbe non soltanto l’eventualità di una condanna, ma anche la durata del procedimento giudiziario, che renderebbe difficile programmare il futuro.

L’indagato ha citato le difficoltà nel cercare lavoro, costruire nuove relazioni e riprendere una vita personale senza essere costantemente associato al caso Garlasco.

Le intercettazioni del 14 aprile 2025 e le frasi

Un altro passaggio centrale riguarda le intercettazioni ambientali del 14 aprile 2025, quando Sempio venne registrato mentre si trovava in automobile, intorno alle 3.10 del mattino.

Nel corso di quello che appare come un monologo, l’uomo pronunciava alcune frasi che gli investigatori hanno esaminato in relazione alle telefonate effettuate verso casa Poggi il 7 e l’8 agosto 2007.

Tra le espressioni riportate figurano «non ci voglio parlare con te», pronunciata imitando una voce femminile, e «ah ecco che fai la dura». Nella registrazione compaiono anche le frasi «ma io non l’ho mai vista in questo modo» e «da un lato l’interesse non era reciproco».

Il significato di queste parole è uno dei punti controversi dell’inchiesta. La questione riguarda soprattutto la possibilità che Sempio stesse rievocando un’esperienza personale oppure ripetendo contenuti ascoltati attraverso programmi e discussioni online. La difesa sostiene con decisione questa seconda interpretazione.

L’avvocato Cataliotti

Secondo l’avvocato Liborio Cataliotti, le frasi intercettate non sarebbero il ricordo di una conversazione realmente avvenuta tra Sempio e Chiara Poggi. Il legale sostiene invece che il suo assistito stesse riproducendo ad alta voce contenuti ascoltati nei podcast dedicati al delitto e nei relativi commenti pubblicati dagli utenti.

«Sempio attingeva ai podcast e ai relativi commenti e li riproduceva ad alta voce», ha dichiarato Cataliotti. L’avvocato ha annunciato che, una volta ottenuta la documentazione relativa alle intercettazioni, la difesa sarebbe in grado di presentare quella che definisce «una prova schiacciante» a sostegno della propria ricostruzione.

Cataliotti ha richiamato anche una memoria difensiva firmata insieme all’avvocata Angela Taccia, nella quale sarebbe stata ricostruita la cronologia delle trasmissioni televisive e dei contenuti online dedicati alle telefonate del 2007.

Secondo il legale, in quel periodo circolavano numerosi commenti sul tema, che Sempio avrebbe ascoltato e successivamente ripetuto. La difesa sostiene inoltre che già il 30 marzo 2025 l’indagato avesse spiegato l’abitudine di parlare da solo commentando i podcast.

Questa ricostruzione, se supportata dai riscontri annunciati, potrebbe offrire una diversa chiave di lettura delle registrazioni. La sua attendibilità dovrà comunque essere verificata attraverso il confronto con gli atti dell’inchiesta.

La difesa contesta il presunto movente sessuale

L’avvocato Cataliotti ha affrontato anche l’ipotesi di un movente a sfondo sessuale, contestandone la fondatezza.

Secondo il legale, gli elementi disponibili non permetterebbero di attribuire al delitto una connotazione sessuale.

«Il reato non presenta nessun connotato sessuale, non ci sono segni di violenza, non ci sono segni sugli indumenti intimi della ragazza», ha affermato.

Cataliotti ha quindi messo in discussione la coerenza della ricostruzione secondo cui Chiara Poggi avrebbe respinto telefonicamente Sempio nei giorni precedenti all’omicidio, per poi aprirgli la porta la mattina del delitto.

«La ragazza, dopo averlo rifiutato telefonicamente una settimana prima, gli aprirebbe in indumenti intimi, ovvero in pigiamino la mattina?», ha domandato il difensore, definendo illogica una simile ipotesi.

Si tratta di una contestazione rivolta alla possibile ricostruzione del movente, non di un accertamento definitivo sulla dinamica dell’omicidio.

Le dichiarazioni del legale evidenziano comunque uno dei principali terreni di confronto tra accusa e difesa: il significato da attribuire ai rapporti tra le persone coinvolte e agli elementi raccolti durante le indagini.

L’inchiesta su Chiara e il futuro giudiziario di Sempio

Il ritorno televisivo di Andrea Sempio si inserisce in una fase nella quale il delitto di Chiara Poggi continua a essere oggetto di nuove verifiche e di un intenso confronto pubblico.

L’omicidio del 13 agosto 2007 ha già portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi, mentre la nuova indagine che coinvolge Sempio rappresenta un distinto percorso investigativo, nel quale le responsabilità devono essere accertate secondo le regole del procedimento penale.

Le dichiarazioni dell’indagato e quelle dei suoi avvocati mostrano una strategia difensiva orientata a contestare il significato attribuito a messaggi, annotazioni personali e conversazioni intercettate.

Il prossimo passaggio riguarderà la verifica degli elementi annunciati dalla difesa, soprattutto in relazione ai podcast e alla cronologia delle registrazioni.

Sempio continua a respingere qualsiasi collegamento tra i propri messaggi e l’omicidio di Chiara Poggi. La valutazione delle sue spiegazioni, così come degli elementi raccolti dalla Procura, spetterà però all’autorità giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza.