C’è un ragazzo che fugge nella notte, ripreso dalle telecamere mentre si allontana dal luogo di un incidente mortale. E c’è un nome che, due anni dopo, torna a circolare con insistenza a Testaccio, accompagnato da un’accusa pesantissima. Il mistero della morte di Edoardo Clementi, 17 anni, avvenuta a Roma il 4 ottobre 2024, potrebbe tornare al centro di un’indagine giudiziaria. A riaprire gli interrogativi è un biglietto anonimo comparso davanti all’abitazione del sedicenne coinvolto nelle aggressioni della cosiddetta banda della minicar nera a Monteverde. La famiglia Clementi, attraverso i propri legali, vuole sapere se quel ragazzo sia la persona che fuggì dopo lo schianto costato la vita a Edoardo.
Edoardo Clementi, il mistero della morte a 17 anni e del ragazzo mai identificato
La notte del 4 ottobre 2024 Edoardo Clementi viaggiava su un motorino rubato nella zona Ostiense. Dopo aver ignorato un alt dei carabinieri, lo scooter finì contro il muro della caserma dei Vigili del Fuoco, all’imbocco del ponte di Ferro. L’impatto fu fatale.
Le telecamere registrarono però un particolare inquietante: un secondo ragazzo, che si trovava sul mezzo, si allontanò dopo l’incidente e fece perdere le proprie tracce. La sua identità è rimasta sconosciuta.
Chi conosceva Edoardo lo descriveva come uno studente serio, lontano da precedenti problemi con la giustizia. Anche per questo la presenza su uno scooter rubato aveva sollevato interrogativi. Chi era con lui? Perché era fuggito? E che cosa era accaduto nelle ore precedenti allo schianto?
Edoardo Clementi, il biglietto davanti alla casa del sedicenne: «Con lui c’era vostro figlio»
Domenica, davanti all’abitazione di un sedicenne residente a Testaccio, qualcuno ha lasciato un foglietto indirizzato alla sua famiglia. Il ragazzo è uno dei due minorenni denunciati per le aggressioni compiute a bordo di una minicar nera tra Monteverde e ponte Testaccio.
Il messaggio contiene un’accusa esplicita: «Fate ammazzare gli altri, lo sanno tutti che insieme a Edoardo c’era il vostro ragazzo».
Il sospetto non nasce oggi. Già dopo la tragedia del 2024, nel quartiere circolavano voci che indicavano proprio quel minorenne come il possibile accompagnatore di Edoardo. Nessuno, però, era riuscito a dare un nome al ragazzo ripreso dalle telecamere.
Adesso il biglietto riporta quelle voci al centro dell’attenzione, proprio mentre il sedicenne è coinvolto in un’altra vicenda giudiziaria che ha sconvolto Roma.
Edoardo Clementi, il testimone: «Quel ragazzo lo portò sulla cattiva strada»
Gli avvocati Antonio Nucera e Francesco Poggio, che assistono la famiglia Clementi, intendono chiedere la riapertura dell’inchiesta. «Presenteremo una richiesta di riapertura dell’indagine che prenda spunto da quel biglietto per fare luce su quella sera», hanno annunciato.
I legali hanno raccolto anche le dichiarazioni di un testimone che conosceva i rapporti tra Edoardo e il sedicenne.
«Erano amici Edoardo e il 16enne. Quel ragazzo ha avuto una pessima influenza su Edoardo, lo portò sulla cattiva strada. Cosa avvenne quella notte è un’amara verità, nota in tutto il quartiere, e che sarebbe opportuno raccontare per restituire dignità a Edoardo», ha raccontato.
Il testimone sarebbe pronto a fornire il proprio contributo qualora venissero disposti nuovi accertamenti. Per la famiglia, l’obiettivo è soprattutto identificare la persona che si allontanò dopo l’incidente e ricostruire le ultime ore di vita del diciassettenne.
La minicar nera di Monteverde, oggi gli interrogatori dei due minorenni
Intanto oggi, 20 ottobre, i due ragazzi denunciati per le aggressioni a Monteverde sono attesi davanti alla Procura per i minorenni di Roma. Il diciassettenne, figlio di un carabiniere e conducente della minicar, dovrebbe essere ascoltato alle 12. Alle 13.30 sarà la volta del sedicenne, che avrebbe materialmente compiuto diverse aggressioni.
L’episodio più grave risale al 5 ottobre, quando l’attore Davide Iacopini è stato fatto cadere dal monopattino sul quale viaggiava. Secondo la ricostruzione investigativa, il sedicenne avrebbe afferrato il manubrio mentre la minicar era in movimento, provocando la caduta dell’attore contro un’automobile parcheggiata. Iacopini è stato operato e, secondo le ultime informazioni disponibili, si trova ancora in terapia intensiva al San Camillo.
I due minorenni, entrambi residenti a Testaccio, hanno già reso dichiarazioni agli investigatori e hanno un precedente per furto in concorso.
Per il sedicenne, dunque, l’attenzione potrebbe estendersi anche a una notte di due anni prima, quando Edoardo Clementi perse la vita a pochi chilometri da casa. Una notte della quale, secondo chi conosceva i ragazzi, qualcuno potrebbe sapere molto più di quanto sia stato raccontato finora.







