Mirella Gregori, sopralluogo della Commissione scopre un sotterraneo segreto nel bar dove fu vista l’ultima volta

Mirella Gregori

Una svolta inaspettata riapre il mistero legato alla scomparsa di Mirella Gregori, la quindicenne romana svanita nel nulla il 7 maggio 1983. In seguito a un’inchiesta giornalistica pubblicata su Corriere della Sera dal cronista Fabrizio Peronaci, una delegazione della Commissione parlamentare d’inchiesta ha condotto un’ispezione presso i locali di via Nomentana 81. Nel sito dove un tempo sorgeva il bar Baffo, gestito dai genitori dell’amica della giovane Sonia De Vito, i commissari guidati dal presidente Fabio Roscani hanno rilevato l’esistenza di un ampio locale sotterraneo di circa venti metri per cinque, la cui presenza non risulta da alcuna planimetria ufficiale dell’epoca.

I rilievi nell’ex bar Baffo e l’enigma della botola sigillata

L’accesso al sotterraneo avveniva tramite una botola che ad oggi risulta completamente sigillata con il cemento. Il sopralluogo è scattato all’indomani dell’audizione dei responsabili dei Servizi catastali, durante la quale si cercava di chiarire l’eventuale presenza di uscite secondarie dal locale. Oltre alla cantina inesplorata, l’ispezione ha accertato che sul retro dell’edificio si apre un piccolo chiostro interno. Il presidente della Commissione ha spiegato che l’accertamento ha fornito elementi di grande interesse che necessiteranno di ulteriori approfondimenti tecnici.

Il giorno della scomparsa di Mirella Gregori

I nuovi rilievi riaccendono i riflettori sugli ultimi momenti noti della ragazza. Il pomeriggio del 7 maggio 1983, dopo aver risposto a una citofonata di un presunto amico di nome Alessandro, Mirella uscì dalla sua abitazione di via Nomentana 91 per raggiungere il vicino bar al civico 81. All’interno del locale la quindicenne si trattenne per circa quindici minuti con l’amica Sonia De Vito prima che se ne perdessero le tracce e proprie tracce. Fino ad oggi le indagini non avevano mai considerato la possibilità di perquisire gli spazi sotterranei dell’immobile.

Il legame mai provato con la vicenda di Emanuela Orlandi

La drammatica vicenda della quindicenne è finita spesso al centro di ricostruzioni parallele con il caso di Emanuela Orlandi, svanita il 22 giugno dello stesso anno. I punti di contatto spaziano dalle rivendicazioni del sedicente telefonista noto come l’Amerikano fino alle dichiarazioni di Marco Fassoni Accetti. Tuttavia, nonostante gli appelli delle famiglie e l’interessamento dei servizi segreti nei decenni passati, una prova materiale del collegamento tra le due sparizioni non è mai emersa, rendendo la scoperta del vano segreto di via Nomentana uno dei tasselli investigativi potenzialmente più rilevanti degli ultimi anni.