Un terremoto di magnitudo 5 ha scosso la Sicilia occidentale, provocando momenti di paura a Palermo e in numerose località dell’isola. La scossa più intensa è stata registrata alle 12.19 di venerdì 23 ottobre nel Tirreno meridionale, al termine di una sequenza di eventi sismici iniziata in mattinata. Il movimento tellurico è stato avvertito fino a Catania, mentre a Palermo centinaia di persone sono uscite dagli edifici e gli studenti sono stati fatti evacuare dalle scuole.
La Protezione civile regionale ha disposto l’attivazione delle procedure di allerta per il rischio maremoto, con livello Advisory arancione, invitando i Comuni costieri a rafforzare la vigilanza. Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha raccomandato ai cittadini di non uscire in mare e di attenersi alle indicazioni delle autorità.
Secondo le prime verifiche dei vigili del fuoco e della Protezione civile, non risultano danni a persone o edifici. I controlli sono ancora in corso.
Palermo, studenti fuori dalle scuole e uffici pubblici evacuati
La scossa delle 12.19 ha provocato l’immediata evacuazione di numerosi istituti scolastici palermitani. Gli studenti sono stati accompagnati nei cortili e nelle aree di raccolta, mentre insegnanti e personale scolastico hanno attivato le procedure di sicurezza.
L’evacuazione ha interessato anche Palazzo Comitini, sede della Città metropolitana di Palermo, dove alcuni studenti attendevano di essere ricevuti dopo una manifestazione. L’incontro è stato rinviato a martedì prossimo.
Al liceo classico Vittorio Emanuele, gli studenti che occupavano l’istituto hanno interrotto la protesta e abbandonato le aule.
Le verifiche hanno coinvolto anche uffici e strutture pubbliche. Il sindaco Lagalla ha annunciato la predisposizione di un’ordinanza per disporre ulteriori evacuazioni precauzionali, con l’elenco degli edifici interessati da comunicare dopo le valutazioni tecniche.
«Stiamo seguendo con la massima attenzione l’evolversi della situazione, in costante raccordo con tutte le strutture competenti», ha dichiarato il primo cittadino. «Al momento non ci vengono segnalati danni a persone o cose, ma riteniamo doveroso adottare ogni misura utile a garantire la sicurezza dei cittadini».
Allerta maremoto arancione: la Protezione civile mobilita i Comuni costieri
La conseguenza più delicata della sequenza sismica riguarda l’allerta maremoto diramata dal sistema nazionale SiAM.
Il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, ha comunicato l’emissione di un’allerta di livello Advisory, classificata arancione, che comporta l’attivazione delle procedure di vigilanza lungo le coste interessate.
L’allerta è stata diramata nell’ambito dei protocolli previsti per gli eventi sismici in mare e non equivale alla conferma che un’onda anomala abbia già raggiunto il litorale.
«Si ritiene necessario che tutti i Comuni interessati e le strutture operative provinciali e regionali si pongano in stato di allerta e assicurino la pronta operatività, in considerazione delle repliche già registrate e della possibilità di ulteriori scosse», ha scritto Cocina nella comunicazione urgente inviata ai sindaci, ai prefetti e alle strutture operative.
I Comuni sono stati invitati a verificare le condizioni di edifici e infrastrutture, dando priorità a quelle strategiche, vulnerabili o particolarmente frequentate.
Sono state inoltre programmate due riunioni con i prefetti per coordinare gli interventi e aggiornare il quadro delle verifiche.
Terremoto avvertito anche a Trapani e alle Eolie: evacuato il tribunale
Gli effetti della scossa si sono estesi ben oltre Palermo. A Trapani è stato evacuato il palazzo di giustizia, mentre nell’arcipelago delle Eolie sono state adottate misure precauzionali negli edifici pubblici.
A Lipari sono stati fatti uscire gli alunni di una scuola elementare e il personale del Comune. Anche nelle isole, secondo le prime comunicazioni, non risultano danni.
La sequenza sismica è stata percepita lungo diversi tratti della costa settentrionale della Sicilia e fino alla zona di Catania.
Undici scosse nel Tirreno: la sequenza prima del terremoto più forte
L’evento delle 12.19 è stato preceduto da numerose scosse concentrate nello stesso settore del Tirreno meridionale, a nord delle Eolie.
Alle 11.04 i sismografi avevano registrato un terremoto di magnitudo 3.3, con ipocentro a circa 9 chilometri di profondità. Alle 11.51 si è verificata una scossa più intensa, di magnitudo 4.3, localizzata in mare a una profondità di 24 chilometri.
Cinque minuti più tardi, alle 11.56, è stato rilevato un altro evento di magnitudo 3.6, con ipocentro a 32 chilometri.
La sequenza si inserisce in una fase di attività sismica già rilevata il giorno precedente, quando l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia aveva registrato quattro terremoti in poco più di tre ore. Altri eventi di magnitudo 3.4 e 3.9 erano stati segnalati tra la notte e la mattinata.
L’area interessata si trova in una porzione del Tirreno caratterizzata da una complessa attività geologica, legata ai sistemi tettonici e vulcanici dell’arcipelago eoliano.
Le autorità continuano a monitorare l’evoluzione dello sciame sismico, mentre restano operative le misure precauzionali disposte lungo le coste e negli edifici pubblici delle zone interessate.







