Un quadro drammatico e dettagliato emerge dalle prime dichiarazioni rese agli inquirenti da Nicole Formichetti, la docente di italiano coinvolta nella tragica vicenda dell’uccisione di Fabio Colapietro a Torino. Quando la Squadra Mobile ha fatto irruzione nell’appartamento di via Gulli nelle prime ore del 25 settembre, si è trovata di fronte a una scena macabra.
La donna stava impastando del cemento acquistato in precedenza per occultare i resti della vittima, rimasta all’interno dell’abitazione per cinque giorni. Accanto ai sacchi di spazzatura contenenti i resti della vittima, gli agenti hanno rinvenuto utensili da cucina, tra cui una mannaia, un coltello, un acciarino e un paio di forbici, strumenti destinati a completare la distruzione del corpo.
La ricostruzione dell’aggressione fatta dalla Formichetti
Nelle dichiarazioni iniziali raccolte dalla polizia, la professoressa ha descritto le fasi cruciali del delitto, attribuendo l’aggressione fisica a Matheus De Oliveira. Secondo il racconto della donna, il ventiseienne reo confesso avrebbe colpito Colapietro con due pugni al volto, bloccandolo poi fino a causarne il soffocamento.
La vicenda sarebbe scaturita da un incontro casuale legato all’acquisto di sostanze stupefacenti per proseguire una serata di festa con una terza persona, Keith Butig, nota come Sara. La situazione sarebbe degenerata in seguito a una discussione per dieci euro e al tentativo della vittima di appropriarsi di un oggetto prezioso, culminando nella colluttazione mortale sul balconcino dell’appartamento.
I tentativi di occultamento e l’interruzione del silenzio
Il racconto prosegue con i dettagli delle ore successive al delitto, caratterizzate dal continuo uso del pronome plurale per descrivere lo spostamento della salma e i primi tentativi di nasconderla. Il corpo è stato inizialmente spostato nella vasca da bagno, coperto con sacchi di plastica e trattato con varichina per coprire i cattivi odori, prima che De Oliveira procedesse alla depezzatura.
Di fronte al giudice per le indagini preliminari, Formichetti, difesa dall’avvocato Alessandro Bellina, si è avvalsa della facoltà di non rispondere, pur ipotizzando la richiesta di un successivo interrogatorio. La posizione giudiziaria vede la donna indagata per favoreggiamento e concorso nella soppressione di cadavere insieme a Keith Butig, assistito dall’avvocato Francesco Rotella, mentre De Oliveira, difeso da Wilmer Perga, affronta l’accusa principale di omicidio.







