Netflix, il più grande piano di tagli della sua storia: l’azienda licenzia 1.000 dipendenti

Netflix

Trecentotrenta milioni di abbonati e undici miliardi e mezzo di dollari di utile netto non salvano mille posti di lavoro. Netflix ha annunciato il taglio del 6% dei suoi dipendenti in tutto il mondo. La riduzione di personale riguarderà l’area produzione e quella contenuti, il settore high-tech, le risorse umane e gli uffici legali.

Nel 2025 la società ha registrato ricavi per 45,2 miliardi di dollari, in aumento del 16% rispetto all’anno precedente, con un utile netto di 11 miliardi di dollari. E con una previsione per il 2026 di un fatturato superiore ai 51 miliardi. Netflix conta oggi su oltre 330 milioni di abbonati a livello globale.

Taglio dipendenti

Nel 2022 i dipendenti erano 11mila, oggi sono oltre 16mila. Mille di loro andranno a casa. Pesa il rallentamento della crescita economica. Nel secondo trimestre l’aumento dei ricavi si è fermato al 13,4%, il dato più basso da quasi tre anni. Nella prima metà del 2026, le ore complessive di visione da parte degli abbonati sono cresciute di un modesto 2%. In dodici mesi le azioni dell’azienda hanno perso oltre il 40% del loro valore, dopo che nell’aprile 2025 avevano superato la soglia storica di 1.000 dollari per azione.

L’annuncio è arrivato con una mail dei due amministratori delegati, Ted Sarandos e Greg Peters. «Decisioni come questa non sono mai facili, e non le prendiamo alla leggera», scrivono. «La nostra priorità oggi è sostenere chi lascia Netflix». La dirigenza sottolinea che la crescita dell’azienda non sta procedendo con la rapidità desiderata. E che non si tratta di tamponare una crisi di profitti, ma di applicare una stretta disciplina per focalizzare le risorse esclusive sulle attività a più alto impatto.

La pressione della concorrenza

Lo scenario competitivo intorno a Netflix si è fatto notevolmente più aggressivo. Negli Stati Uniti, secondo i rilevamenti Nielsen, YouTube ha conquistato il 14,2% del tempo d’ascolto televisivo a luglio, contro il 7,8% di Netflix. Inoltre, piattaforme come TikTok insidiano sempre più direttamente il tempo d’attenzione degli utenti.

Agli ultimi Emmy Awards, la piattaforma ha conquistato solo 16 statuette, posizionandosi terza alle spalle di Apple TV e HBO, nel suo risultato meno generoso dal 2016.

La mancata acquisizione di Warner Bros

Dopo aver definito i termini dell’operazione da oltre 100 miliardi di dollari Netflix non ha proceduto all’acquisto degli storici studi hollywoodiani e di HBO Max venduti in accoppiata. La rottura dell’accordo, a beneficio di Paramount Skydance, attuale nuovo proprietario, ha portato nelle casse del gruppo californiano ben 2,8 miliardi di dollari di risarcimento quali penali per non aver rispettato i termini della preintesa.  Sebbene la somma abbia portato liquidità immediata, l’esito finale ha privato Netflix dell’accesso a franchise storici come Harry Potter e Batman, lasciando il mercato nelle mani di un nuovo gigante mediatico consolidato.

Il passo indietro su videogiochi

La nuova parola d’ordine, “disciplina”, ha già travolto i progetti di diversificazione che negli ultimi anni non hanno garantito il ritorno economico sperato.

La divisione videogiochi ha subito pesanti ridimensionamenti. Dopo le chiusure di studios come Team Blue e Boss Fight, il 13 agosto Netflix ha confermato lo stop a Night School Studio (la prima acquisizione nel settore avvenuta nel 2021) e a Moonloot ad Helsinki. Ad oggi, tra gli studi interni rimane operativo soltanto Next Games.

Lo scarso rendimento economico delle esperienze dal vivo è costato il posto a Greg Lombardo, vicepresidente responsabile delle Netflix House e di eventi quali il Queen’s Ball di Bridgerton.  Nonostante gli investimenti negli spazi fisici di Filadelfia e Dallas, i costi di gestione non hanno mostrato un ritorno d’affetto o di fatturato sufficiente.

Bilancio aziendale e prospettive per il futuro

L’ultima ristrutturazione di rilievo risaliva al 2022, quando la perdita di 200mila abbonati portò al licenziamento di circa 450 dipendenti su un totale di 11.000. Da quel momento critico nacquero contromisure vincenti, come il piano di abbonamento con pubblicità e il blocco della condivisione delle password.

I tagli attuali, pari a più del doppio di quelli del 2022, non rispondono a una perdita improvvisa di utenti ma segnano una trasformazione strutturale profonda. L’azienda intende ora concentrarsi su settori ad altissimo rendimento, dalle dirette sportive ai podcast video, dalle serie tv di produzione asiatica, fino alle uscite cinematografiche tradizionali come il nuovo film di Narnia diretto da Greta Gerwig. Il prossimo banco di prova decisivo sarà la presentazione dei conti del terzo trimestre, prevista per martedì 20 ottobre.