Silvia Salis, sindaca di Genova, ha presentato È già domani nella libreria Feltrinelli della sua città. Il volume autobiografico ripercorre il suo cammino personale e politico. L’incontro con il giornalista Corrado Formigli è diventato anche un’occasione per parlare del centrosinistra. Salis ha affrontato le difficoltà del Partito democratico e le promesse che, a suo giudizio, il governo Meloni non ha mantenuto.
La sindaca ribadisce che la sua priorità è amministrare Genova. Tuttavia, le risposte sulle prospettive nazionali mostrano una disponibilità a misurarsi con sfide più ampie. Salis non annuncia candidature a Palazzo Chigi. Non manifesta neppure la volontà di contendere la leadership a Elly Schlein. Il suo messaggio politico è chiaro: il centrosinistra deve allargare il proprio elettorato. Deve recuperare anche i moderati che negli ultimi anni si sono allontanati dal Pd.
Il messaggio a Schlein: senza il centro il Pd non vince
Il passaggio più significativo riguarda il Partito democratico. Salis rivendica la propria identità progressista, ma considera un errore rinunciare ai moderati. In passato, questa componente ha contribuito ai successi elettorali del partito. La sindaca richiama anche la stagione di Matteo Renzi. Alle europee del 2014 il Pd superò il 40%. Quel risultato, secondo Salis, invita a riflettere sulla perdita di consensi e sull’uscita di diverse sensibilità dall’area democratica.
Il ragionamento contiene una critica indiretta alla strategia di Elly Schlein. Non diventa però uno scontro personale. Salis riconosce alla segretaria il merito di avere restituito un’identità al Pd. Ammette tuttavia di avere idee diverse sulla sua gestione. Preferisce non esporle pubblicamente, per evitare nuove divisioni. La differenza politica resta evidente: Schlein punta sull’identità progressista. Salis vuole intercettare anche gli elettori lontani sia dalla sinistra sia dal centrodestra.
Primarie e campo largo, Salis frena: prima serve una coalizione
La sindaca esprime perplessità anche sulle primarie per scegliere il candidato alla presidenza del Consiglio. Teme che la competizione possa accentuare le rivalità interne. Prima, sostiene, il centrosinistra dovrebbe trovare una sintesi politica credibile. Servono un programma condiviso e una prospettiva di governo riconoscibile dagli elettori.
Salis accoglie con prudenza anche l’ipotesi di federare le forze centriste. Prima di discutere di nomi, secondo lei, bisogna capire se le formazioni vogliono costruire un progetto comune. Il ragionamento riguarda Italia Viva di Matteo Renzi e le altre componenti moderate. Potrebbero allearsi con il Pd e il Movimento 5 Stelle. La sfida è trovare un equilibrio tra identità progressista e apertura al centro.
La sfida a Meloni tra promesse mancate e diritti
Nel confronto con Formigli, Salis ha affrontato i temi che dividono maggioranza e opposizione. Tra questi, immigrazione, evasione fiscale e politiche familiari. L’incontro ha toccato anche il sostegno alla popolazione palestinese e la guerra in Ucraina. Salis ha ribadito la propria collocazione progressista. Per costruire un’alternativa di governo, ha detto, servono battaglie sui diritti e risposte concrete ai problemi economici e sociali.
Salis ha parlato anche della maternità e della procreazione medicalmente assistita. Ha raccontato il percorso affrontato per diventare madre. Ha chiesto maggiori finanziamenti pubblici e criticato le politiche del governo sulla natalità. Poi è arrivata una battuta sulla presidente del Consiglio. Alla domanda su cosa invidiasse a Giorgia Meloni, Salis ha indicato il suo elettorato. Ha ironizzato sulla facilità con cui gli elettori di destra sembrerebbero dimenticare le promesse non mantenute.
Un libro, un tour nazionale e un futuro ancora da scrivere
La presentazione a Genova è la prima tappa del tour. Salis porterà il libro anche a Milano e Firenze. Il calendario alimenta le interpretazioni sulle sue ambizioni nazionali. Lei continua però a indicare Genova come priorità. Evita annunci che trasformino la promozione del volume in una candidatura anticipata.
La questione politica resta aperta. Il centrosinistra cerca una formula per competere con Meloni. Schlein rivendica la guida del Pd e Giuseppe Conte mantiene le proprie ambizioni. In questo scenario Salis prova a costruire un profilo riconoscibile. Vuole parlare ai progressisti senza respingere i moderati. Questo spazio potrebbe diventare decisivo per la futura alternativa al centrodestra.
Il libro si intitola È già domani, ma il futuro politico della sindaca è ancora da scrivere. Per ora Salis non sfida apertamente Schlein e non annuncia una corsa contro Meloni. Ha però iniziato a occupare uno spazio nazionale che, fino a pochi mesi fa, sembrava lontano da Genova.









