Centrosinistra, Schlein tira dritto sulle primarie ma cresce l’ipotesi Silvia Salis: a Genova sorrisi, abbracci e una sfida ancora sottotraccia

Anche la Salis supera la Schlein

Abbracci, sorrisi, complimenti e una domanda che nessuna delle due ha interesse ad affrontare apertamente: Elly Schlein e Silvia Salis potrebbero ritrovarsi avversarie nella corsa per scegliere chi guiderà il centrosinistra contro Giorgia Meloni? Alla Festa dell’Unità di Genova la segretaria del Pd e la sindaca si mostrano unite, passeggiano a braccetto e si scambiano attestati di stima. Dietro la fotografia, però, si muovono le grandi manovre per le prossime elezioni politiche.

Schlein continua a puntare verso le primarie del campo largo, nonostante i dubbi che attraversano il Pd e le resistenze degli alleati. Salis, invece, ha già fatto sapere di non essere interessata a partecipare ai gazebo. Eppure proprio il suo nome continua a circolare tra quanti cercano una candidatura esterna ai partiti capace di mettere insieme l’intera coalizione.

Schlein: «Smettiamola di parlare di noi»

Interpellata ancora una volta sulla scelta del candidato premier, la segretaria dem prova a spostare il discorso: «Chiedo di smetterla di parlare di noi e di parlare dei problemi concreti degli italiani».

Ma la questione resta inevitabilmente sul tavolo. Schlein non rinuncia alla linea seguita finora e rimanda la decisione al confronto con gli alleati: «Affinato il programma comune della coalizione, con gli alleati decideremo su tutto il resto».

Il nodo è anche la legge elettorale. Prima di stabilire definitivamente regole, candidature e primarie, il centrosinistra vuole capire quale sistema uscirà dal Parlamento. L’eventuale introduzione del ballottaggio cambierebbe infatti radicalmente strategie e rapporti di forza.

Schlein attacca il centrodestra proprio su questo terreno: «La destra ha inserito il ballottaggio perché sono disperati, è inaccettabile». Il capogruppo dem al Senato Francesco Boccia invita però ad aspettare: secondo lui il centrodestra è molto più diviso di quanto appaia e l’approvazione della riforma non può essere considerata scontata.

Il nome di Silvia Salis continua a circolare

È in questa situazione che cresce l’attenzione intorno a Silvia Salis. La sindaca di Genova non ha tessere di partito ed è riuscita nel 2025 a costruire intorno alla propria candidatura una coalizione larghissima, dal Pd fino all’area centrista e riformista, riportando Genova al centrosinistra.

Il cosiddetto «modello Genova» affascina una parte dei dirigenti della coalizione proprio perché potrebbe offrire una soluzione al problema che nessuno è ancora riuscito a risolvere: trovare un candidato capace di tenere insieme Schlein, Giuseppe Conte, Alleanza Verdi e Sinistra e l’area riformista.

Salis avrebbe inoltre il vantaggio di presentarsi come una figura relativamente esterna alle guerre tra partiti. Ex atleta olimpica, amministratrice arrivata da poco alla politica nazionale e oggi concentrata sulla guida della città, potrebbe rappresentare sulla carta quel nome terzo che una parte del centrosinistra cerca da mesi. Il problema è che lei non sembra avere alcuna intenzione di partecipare alle primarie.

Salis non scopre le carte

La sindaca continua infatti a tenere la bocca cucita su qualsiasi possibile futuro nazionale. Ha più volte escluso la partecipazione ai gazebo e, almeno pubblicamente, ribadisce di voler pensare soltanto a Genova.

Una posizione che non impedisce al suo nome di circolare. Anche perché né Schlein né Conte sembrano intenzionati a rinunciare spontaneamente alla possibilità di guidare la coalizione, mentre una candidatura terza potrebbe diventare il compromesso nel caso in cui il confronto tra Pd e Movimento 5 Stelle diventasse ingestibile.

A Genova, intanto, Schlein la riempie di complimenti. Ringrazia pubblicamente Salis, richiama il lavoro dell’amministrazione sui nuovi asili e invita la platea ad applaudirla. La sindaca sorride dalla prima fila.

Primarie, tutto rinviato a ottobre

Per capire se dietro gli abbracci genovesi esista davvero una competizione bisognerà probabilmente aspettare metà ottobre, quando dovrebbe essere più chiaro il destino della nuova legge elettorale.

Solo allora il campo largo potrà decidere davvero come scegliere il proprio candidato. Schlein punta ai gazebo, Conte continua a chiedere chiarezza e una parte del centrosinistra sogna una soluzione capace di superare entrambi.

E mentre tutti discutono del suo futuro, Salis continua a non dire nulla. A metà ottobre arriverà anche il suo nuovo libro, È già domani. Una coincidenza di calendario che inevitabilmente alimenterà ancora di più le indiscrezioni.

Per ora la fotografia di Genova racconta Schlein e Salis sorridenti e a braccetto. Ma la vera partita per scegliere chi sfiderà Giorgia Meloni deve ancora cominciare.