Cinque giorni. È questo l’intervallo di tempo attorno al quale ruota un altro piccolo mistero nella sterminata storia del delitto di Garlasco. Non riguarda DNA, impronte o reperti recuperati nella villetta di via Pascoli, ma due date dell’estate 2022 e una domanda rimasta senza una risposta definitiva: perché Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi, avrebbe contattato proprio lo studio di Antonio De Rensis pochi giorni dopo aver saputo che il penalista era entrato nel collegio difensivo di Alberto Stasi?
La sequenza parte dall’8 luglio 2022. Secondo la ricostruzione emersa in queste ore, quel giorno Cappa avrebbe ricevuto una telefonata dal cugino, l’ingegnere Paolo Reale. Durante la conversazione Reale le avrebbe comunicato una novità importante: Stasi aveva rafforzato la propria squadra difensiva affidandosi a un altro avvocato, indicato inizialmente soltanto con il cognome De Rensis e poi identificato in Antonio De Rensis. Cinque giorni più tardi accade qualcosa che oggi riaccende le domande.
Dall’8 al 13 luglio: le due date al centro del caso
Il 13 luglio 2022, infatti, lo studio De Rensis riceve un contatto legato a Stefania Cappa. L’obiettivo sarebbe quello di invitare il penalista come relatore a un convegno. Una richiesta che, isolata dal resto, potrebbe apparire come un normalissimo contatto professionale. Inserita nella cronologia di quei cinque giorni assume però un significato diverso.
De Rensis era appena entrato nella difesa dell’uomo condannato definitivamente per l’omicidio di sua cugina. A porre apertamente la questione è oggi lo stesso penalista. De Rensis precisa innanzitutto un particolare importante: «Io non ho mai parlato con l’avvocato Cappa, hanno parlato due avvocati del mio studio». Il punto, dunque, non riguarda un colloquio personale tra i due, che il penalista esclude. Riguarda piuttosto la scelta di rivolgersi proprio al suo studio. Perché?
De Rensis: «Perché, tra tanti avvocati, proprio io?»
La domanda nasce soprattutto dalla cronologia. Se Stefania Cappa conosceva già dall’8 luglio il ruolo assunto da De Rensis nella difesa di Stasi, perché cinque giorni dopo il suo nome compare tra quelli scelti per il convegno?
Il penalista ha spiegato che, se all’epoca avesse conosciuto questa circostanza, avrebbe voluto rivolgere direttamente la domanda a Cappa: perché scegliere proprio lui tra i numerosi avvocati italiani esperti di diritto sportivo?
Esiste però un altro elemento da considerare. Secondo quanto riferito dall’avvocato Gian Luigi Tizzoni, storico legale della famiglia Poggi, la nomina di De Rensis non costituiva affatto una notizia riservata: i giornali ne avevano già parlato da circa un mese e mezzo.
Questo particolare ridimensiona inevitabilmente l’idea che la telefonata dell’8 luglio abbia svelato a Cappa qualcosa che non avrebbe potuto conoscere altrimenti. Ma non cancella la domanda sulla successione degli eventi: l’8 luglio riceve la comunicazione dal cugino, il 13 luglio parte il contatto con lo studio.
Il sospetto e quello che sappiamo davvero
È proprio qui che bisogna separare i fatti dalle interpretazioni. Non esistono, sulla base degli elementi resi pubblici, prove che dimostrino un complotto, un tentativo di avvicinamento alla difesa di Stasi o un disegno concordato. Esistono invece due date e un contatto professionale. Ed esiste la domanda sollevata da De Rensis.
Nel caso Garlasco questa distinzione assume un peso particolare. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la nuova stagione investigativa ha riportato alla luce telefonate, testimonianze, documenti, vecchie dichiarazioni e rapporti personali che per anni erano rimasti ai margini della vicenda.
La tentazione di costruire una spiegazione complessiva partendo da ogni coincidenza è fortissima. Ma una coincidenza temporale, anche quando appare singolare, resta una coincidenza finché altri elementi non consentono di attribuirle un significato.
Un altro tassello nel mosaico di Garlasco
Resta dunque un episodio che merita una spiegazione, soprattutto per la particolare successione temporale. L’8 luglio Stefania Cappa avrebbe appreso dal cugino Paolo Reale dell’ingresso di Antonio De Rensis nella difesa di Alberto Stasi. Il 13 luglio lo studio del penalista ricevette il contatto per il convegno. Cinque giorni separano i due episodi.
De Rensis sostiene che, conoscendo allora la sequenza che conosce oggi, avrebbe chiesto a Cappa perché avesse scelto proprio lui. Cappa potrebbe naturalmente avere una spiegazione del tutto professionale per quella scelta. E il fatto che la nomina del penalista fosse già comparsa sulla stampa rende ancora più difficile attribuire alla telefonata dell’8 luglio un significato particolare.
Ma nel nuovo racconto di Garlasco, nel quale gli investigatori stanno tornando a esaminare anche dettagli rimasti per anni sullo sfondo, quelle due date sono tornate improvvisamente vicine. E la domanda, almeno per ora, resta lì: perché proprio De Rensis?







