Ventisette giorni per capire dove vuole arrivare la Procura di Pavia. La nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi entra nel rettilineo finale e attorno ad Andrea Sempio, unico indagato nel procedimento, gli inquirenti stanno completando una serie di accertamenti che dovranno contribuire alla decisione attesa dopo la chiusura delle indagini, fissata per il 28 settembre.
Sul tavolo ci sono quattro nuove consulenze. Ma è quella affidata allo psichiatra Roberto Catanesi ad avere immediatamente acceso lo scontro. Il consulente dovrà lavorare sul materiale attribuito a Sempio, compresi scritti e soliloqui, mentre la difesa contesta apertamente l’utilità di un’indagine sulla personalità che non faccia emergere una vera patologia.
«Inutile se non si troverà una patologia», taglia corto l’avvocato Liborio Cataliotti, uno dei difensori di Sempio, parlando con La Provincia Pavese. E aggiunge un punto destinato a pesare nella battaglia tra accusa e difesa: «Il consulente non potrà limitarsi a una valutazione personologica, su cui il nostro codice non consente di fondare la colpevolezza di alcuno».
La Procura gioca le ultime carte prima del 28 settembre
Il problema sollevato dalla difesa è sostanziale. Una cosa è accertare l’eventuale presenza di una condizione clinicamente rilevante, altra è tracciare un profilo caratteriale dell’indagato e attribuirgli un possibile significato rispetto all’omicidio.
La Procura sta giocando contemporaneamente su più tavoli scientifici. Accanto alla consulenza psichiatrica figurano gli approfondimenti dattiloscopici affidati a Iuliano e Caprioli, mentre il genetista Carlo Previderè continua a rappresentare uno dei punti di riferimento sul fronte del DNA. L’anatomopatologa Cristina Cattaneo lavora invece anche sulla compatibilità tra le caratteristiche del piede di Sempio e la celebre impronta a pallini trovata nella villetta di via Pascoli.
La strategia appare chiara: verificare fino in fondo gli elementi che potrebbero rafforzare oppure indebolire l’ipotesi accusatoria prima di compiere il passo successivo. Ed è proprio sulla prova scientifica che potrebbe consumarsi lo scontro decisivo.
Gli scritti di Sempio sotto la lente dello psichiatra
La scelta di analizzare anche la personalità dell’indagato apre però un terreno molto più scivoloso. Catanesi dovrà esaminare materiale prodotto da Sempio negli anni, compresi scritti e soliloqui sui quali negli ultimi mesi si è concentrata una crescente attenzione.
I suoi difensori mettono già un paletto netto: nessuno può trasformare caratteristiche della personalità, comportamenti considerati insoliti o interpretazioni psicologiche in una scorciatoia verso la responsabilità penale. La difesa sembra quindi prepararsi a contestare non soltanto le eventuali conclusioni della consulenza, ma soprattutto il peso che gli inquirenti potrebbero attribuirle.
Negli ultimi mesi ogni frase scritta da Sempio, ogni annotazione e persino alcuni vuoti nel materiale conservato dall’indagato hanno alimentato interpretazioni e interrogativi. Il rischio, dal punto di vista dei suoi avvocati, consiste nel sovrapporre la lettura psicologica alla ricerca della prova. Ed è precisamente qui che Cataliotti alza il muro.
DNA, impronte e il piede di Sempio
Molto più concreto appare il terreno delle altre consulenze. La Procura vuole arrivare alla fine di settembre con un quadro scientifico il più possibile definito, soprattutto sui punti che potrebbero collegare Sempio alla scena del crimine.
Il DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi rappresenta uno dei capitoli centrali della nuova indagine. Altrettanto delicato resta il lavoro sulle impronte e, soprattutto, sulla famosa impronta a pallini individuata nella villetta.
Gli accertamenti affidati a Cristina Cattaneo dovranno contribuire a stabilire se le caratteristiche del piede dell’indagato risultino compatibili con quella traccia. Un passaggio che potrebbe diventare decisivo proprio perché la difesa potrà sottoporre ogni conclusione a un confronto tecnico serrato. Il rush finale della Procura sembra quindi muoversi lungo due binari differenti: da una parte le prove materiali e scientifiche, dall’altra l’analisi degli scritti e della personalità di Sempio.
La battaglia sul valore delle prove
È questa distinzione che potrebbe dominare le prossime settimane. Perché un conto è stabilire una compatibilità genetica, anatomica o dattiloscopica, un altro attribuire significato investigativo alle caratteristiche psicologiche di una persona. La difesa ha già fatto capire dove intende combattere.
Cataliotti non contesta soltanto l’eventuale risultato della consulenza psichiatrica. Contesta preventivamente l’idea che una semplice analisi personologica possa entrare nel ragionamento sulla responsabilità dell’indagato. Il confronto diventerà ancora più duro quando tutti i consulenti depositeranno le proprie conclusioni e gli avvocati potranno valutarle nel dettaglio.
Ventisette giorni alla decisione
La data resta quella del 28 settembre. Entro allora la Procura dovrà mettere insieme i risultati delle nuove consulenze e decidere quale consistenza abbia raggiunto il quadro investigativo costruito attorno ad Andrea Sempio. DNA, impronte, compatibilità anatomiche, scritti e valutazioni psichiatriche: gli inquirenti stanno passando al setaccio materiale vecchio e nuovo alla ricerca dei riscontri necessari.
Dall’altra parte la difesa prepara già la battaglia sul valore di ogni singolo elemento e fissa una linea che difficilmente cambierà nelle prossime settimane: il profilo psicologico di un uomo non può trasformarsi in una prova contro di lui. Dopo diciannove anni, Garlasco entra così in un altro settembre decisivo. E questa volta il calendario corre: tra meno di un mese si capirà se la nuova indagine porterà Andrea Sempio verso un processo oppure verso un epilogo completamente diverso.







