Tyler Robinson andrà a processo per l’omicidio dell’attivista ultraconservatore Charlie Kirk, ucciso lo scorso 10 settembre mentre teneva un discorso al campus della Utah Valley University a Orem. A deciderlo è stato il giudice distrettuale dello Utah, Tony Graf, al termine di un’udienza preliminare caratterizzata da quelle che lo stesso magistrato ha definito “prove schiaccianti”. L’accusa ha già formalizzato la volontà di richiedere la pena di morte per il ventitreenne, ex studente di ingegneria dell’ateneo.
Avrebbe ammesso il delitto
Secondo la ricostruzione del tribunale, video e testimonianze convergono nella “ragionevole convinzione” che sia stato proprio Robinson a impugnare l’arma e a sparare. Tra i passaggi chiave evidenziati dalla Procura figurano i messaggi di testo scambiati con il convivente Lance Twiggs e la deposizione di quest’ultimo. Twiggs ha raccontato agli inquirenti il comportamento instabile dell’imputato il giorno successivo all’agguato, riferendo di una confessione in lacrime in cui il giovane avrebbe ammesso il delitto dicendo: “Vorrei non averlo fatto”. La difesa ha provato invano a secretare l’intervista e i messaggi, sostenendo che la loro divulgazione potesse pregiudicare il diritto a un giusto processo.
L’imputato non ha ancora dichiarato la propria posizione: su richiesta dei suoi legali, l’udienza per l’eventuale dichiarazione di colpevolezza o innocenza è stata fissata per il prossimo 23 ottobre.
Chi era Charlie Kirk
Figura centrale per il successo di Donald Trump e punto di riferimento per il mondo giovanile della destra americana, Charlie Kirk ha fondato nel 2012 l’organizzazione Turning Point USA. L’obiettivo iniziale era replicare a destra i modelli di mobilitazione giovanile adottati dall’amministrazione Obama, trasformando l’attivismo universitario in un fenomeno mediatico globale.
Nel corso degli anni, Kirk si è affermato prima come creatore di contenuti su YouTube, poi come opinionista su X (ex Twitter), influencer su TikTok e showman in grandi eventi dal vivo. Paragonato da molti osservatori a una versione per Millennials e Gen Z del celebre conduttore radiofonico Rush Limbaugh, Kirk proponeva una linea politica caustica e provocatoria: le sue posizioni toccavano spesso tesi nazionaliste cristiane, con toni marcati e tesi complottiste su temi divisivi quali aborto, diritti dei transgender, questioni razziali e geopolitica. La sociologa della Johns Hopkins University, Amy Binder, ha descritto la sua linea politica come un “conservatorismo insurrezionale progettato per attirare l’attenzione”.







