Mario Calabresi verso la corsa a sindaco di Milano: lascia l’incarico attuale e prepara la sfida alle primarie del centrosinistra

Mario Calabresi

Da direttore di giornali a candidato sindaco di Milano. Mario Calabresi sembra ormai pronto a compiere quel passo verso la politica che fino a poche settimane fa si limitava ad ammettere di stare valutando. L’ex direttore di Repubblica e La Stampa si prepara infatti a lasciare gli incarichi in Chora & Will Media, mentre prende sempre più consistenza la sua candidatura alle primarie con le quali il centrosinistra dovrebbe scegliere chi proverà a raccogliere l’eredità di Giuseppe Sala alle Comunali del 2027.

A rivelare l’imminente uscita di Calabresi da Chora & Will sono Andrea Biondi e Sara Monaci sul Sole 24 Ore. Secondo il quotidiano economico, il giornalista dovrebbe lasciare tutti gli incarichi nella società nata dall’integrazione tra Chora Media e Will Media e oggi inserita nel gruppo Be Content. Calabresi aveva fondato Chora insieme al finanziere e scrittore Guido Maria Brera e ne ha rappresentato uno dei volti principali.

Il movimento societario acquista inevitabilmente un significato politico perché arriva mentre il suo nome circola con crescente insistenza come possibile candidato sindaco. E Il Foglio compie un passo ulteriore: Calabresi sarebbe ormai pronto ad annunciare ufficialmente la sua discesa in campo.

Quel «ci sto pensando» del 22 luglio

In realtà Calabresi aveva già aperto personalmente la porta alla candidatura. Il 22 luglio, durante un appuntamento alla festa del Pd di Peschiera Borromeo, alla domanda sulla possibilità di correre per Palazzo Marino aveva risposto con tre parole sufficientemente eloquenti: «Ci sto pensando». Adesso quel pensiero sembra molto più vicino a diventare una candidatura.

Una prima comunicazione potrebbe arrivare già nei prossimi giorni, anche per chiarire la sua posizione professionale prima dell’ingresso nell’arena politica. La data cerchiata in rosso resta però il 12 settembre, quando Calabresi parteciperà alla Festa dell’Unità di Milano e dialogherà sul palco con don Luigi Ciotti. Potrebbe essere quella l’occasione per uscire definitivamente allo scoperto.

La candidatura dell’ex direttore avrebbe alle spalle, secondo il Sole 24 Ore, il sostegno di una parte consistente del Pd milanese e di ambienti indipendenti del centrosinistra. Un profilo civico, dunque, ma tutt’altro che estraneo al mondo politico e culturale che negli ultimi anni ha governato Milano.

Da Repubblica e La Stampa ai podcast, poi Palazzo Marino

Calabresi porta con sé un curriculum molto diverso da quello del classico amministratore locale. Ha diretto La Stampa dal 2009 al 2015 e Repubblica dal 2016 al 2019, prima di lasciare il giornalismo quotidiano e puntare sulla nuova industria dei contenuti digitali.

Con Chora ha scommesso sul podcast quando in Italia il settore aveva ancora dimensioni molto più ridotte rispetto a quelle attuali. La successiva integrazione con Will ha creato uno dei gruppi più riconoscibili nel mercato italiano dell’informazione digitale e dei contenuti audio.

Il passaggio alla politica rappresenterebbe quindi una svolta netta. E proprio per questo l’uscita dagli incarichi societari diventerebbe un passaggio praticamente obbligato prima della candidatura.

Il problema, per il centrosinistra milanese, sarà capire se Calabresi rappresenti il candidato capace di allargare il perimetro della coalizione oppure soltanto uno dei concorrenti di primarie che si annunciano molto affollate.

Majorino e Scavuzzo, la partita per il dopo Sala

Il principale avversario di Calabresi potrebbe essere Pierfrancesco Majorino, europarlamentare Pd, già assessore a Milano e candidato del centrosinistra alla presidenza della Lombardia nel 2023. Majorino dispone di una struttura politica e di un radicamento nel partito che l’ex direttore dei due quotidiani non possiede.

Sul tavolo resta anche il nome della vicesindaca Anna Scavuzzo, esponente dell’attuale amministrazione e possibile candidata nel segno della continuità con l’esperienza di Sala.

Tra gli aspiranti compare inoltre Lorenzo Pacini, consigliere municipale che prova a occupare uno spazio più radicale e guarda al modello politico incarnato a New York da Zohran Mamdani.

Il centrosinistra dovrà dunque decidere prima di tutto se ricorrere davvero alle primarie e con quale perimetro. Ma l’eventuale ingresso di Calabresi cambierebbe immediatamente peso e visibilità della competizione.

Il centrosinistra cerca l’erede di Sala

Milano rappresenta una delle partite più delicate delle amministrative del 2027. Dopo dieci anni di Giuseppe Sala e prima ancora i cinque anni di Giuliano Pisapia, il centrosinistra governa Palazzo Marino dal 2011. Conservare la città significa difendere una delle proprie roccaforti più importanti; perderla avrebbe invece un significato nazionale.

La scelta del candidato diventa ancora più delicata dopo le difficoltà attraversate dall’amministrazione Sala e le inchieste che hanno investito il sistema urbanistico milanese. Il centrosinistra dovrà decidere quanto rivendicare quella stagione e quanto, invece, segnare una discontinuità.

Calabresi potrebbe tentare proprio questa operazione: presentarsi come un candidato civico, riconoscibile dall’elettorato progressista ma non identificabile completamente con gli apparati del Pd e con l’amministrazione uscente. Prima, però, dovrà vincere una partita tutt’altro che scontata dentro il centrosinistra.

Per mesi il suo nome è rimasto nel territorio delle indiscrezioni. Poi è arrivato il «ci sto pensando». Ora l’addio annunciato a Chora & Will sembra togliere un altro ostacolo dalla strada verso Palazzo Marino. E il 12 settembre potrebbe trasformare definitivamente Mario Calabresi da possibile candidato nel candidato che sfida il Pd sul terreno delle primarie.