Il tribunale per i minorenni dell’Aquila ha definito un percorso graduale per il rientro a casa dei figli della cosiddetta “famiglia nel bosco”. I ragazzi resteranno nella casa famiglia di Vasto, frequenteranno la scuola pubblica e, tra un mese, potranno trascorrere alcuni weekend con i genitori nella loro abitazione di Palmoli, se gli assistenti sociali lo riterranno possibile. Le tappe successive non sono ancora state rese note e non esiste una data per il ritorno definitivo.
La posizione della difesa
L’avvocato dei genitori, Simone Pillon, ex senatore della Lega e volto delle battaglie dell’integralismo cattolico, ha dichiarato di sperare in un ricongiungimento più rapido e annuncia un ricorso. Secondo Pillon, i bambini potranno comunque passare da subito alcune giornate nella casa di Palmoli, ma dovranno tornare a dormire nella struttura di Vasto. Una linea che punta a contestare la prudenza del tribunale e a chiedere un’accelerazione del percorso di reinserimento.
Come è nato il caso
La vicenda è diventata nazionale lo scorso autunno, quando i tre figli furono allontanati dalla casa di Palmoli, giudicata inadeguata alle loro esigenze: una piccola abitazione di campagna con problemi strutturali e senza bagni interni. I bambini seguivano un percorso scolastico autonomo, una forma di home-schooling che aveva sollevato ulteriori dubbi sulla tutela educativa.
Le decisioni precedenti
In un primo momento il tribunale aveva disposto che i minori vivessero nella casa famiglia di Vasto insieme alla madre. A marzo, però, Catherine Birmingham era stata allontanata sulla base delle relazioni della struttura, che descrivevano un comportamento ostile e poco collaborativo. Da allora il percorso di rientro è stato rimodulato più volte, fino alla nuova decisione che punta a un reinserimento progressivo e monitorato.







