Anche i leader europei vanno in vacanza. O almeno ci provano. Perché nell’estate della politica permanente, dei social e dei paparazzi, persino un tuffo, una moto d’acqua o un paio di occhiali da sole finiscono per diventare comunicazione politica. E così l’agosto 2026 consegna una curiosa cartolina dell’Europa che governa: Giorgia Meloni si divide tra Lazio, Puglia e Sardegna, Emmanuel Macron sfreccia sulla Costa Azzurra, Pedro Sánchez si trasforma in dispensatore di consigli musicali da Lanzarote e Friedrich Merz sceglie la strategia più radicale di tutte: sparire. Quattro modi molto diversi di affrontare le ferie e soprattutto di mostrarle. O di nasconderle.
Giorgia Meloni, il tour dei mari italiani
Giorgia Meloni ha scelto l’Italia e una vacanza itinerante. La parte più pubblica delle ferie della presidente del Consiglio è cominciata sul litorale laziale, dove i fotografi l’hanno immortalata in costume verde nei giorni del compleanno della madre Anna Paratore.
Poi la premier ha puntato verso sud. A Ferragosto è arrivato il selfie di auguri mentre Meloni si trovava già in barca a Polignano a Mare. La pausa pugliese è proseguita in Valle d’Itria, meta ormai abituale delle sue estati, insieme alla sorella Arianna, all’ex cognato Francesco Lollobrigida e alla famiglia del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.
Non è mancata neppure la Sardegna, con gli scatti pubblicati dai settimanali che hanno mostrato Meloni al mare alla Maddalena. Una vacanza spezzettata dagli impegni istituzionali: il rientro ai Giochi del Mediterraneo, la tappa ad Amatrice e poi il ritorno pieno al lavoro con il Consiglio dei ministri sul caro carburanti.
Macron, l’ultima estate all’Eliseo in versione James Bond
Se Meloni sceglie il basso profilo familiare, Emmanuel Macron sembra avere imboccato la strada opposta. Il presidente francese ha trascorso parte delle vacanze a Fort de Brégançon, residenza estiva ufficiale dei presidenti della Repubblica sulla Costa Azzurra, e Paris Match lo ha immortalato in una sequenza decisamente poco presidenziale.
Moto d’acqua, giubbotto di salvataggio, capelli tirati indietro dal vento e occhiali da sole: Macron sembra più vicino al protagonista di un film d’azione che all’inquilino dell’Eliseo. Altri scatti lo mostrano impegnato con surf e foil.
Una scelta che non tutti i francesi hanno apprezzato. I suoi avversari gli hanno contestato la permanenza nella residenza presidenziale mentre il Paese affrontava l’ondata di caldo e gli incendi divoravano migliaia di ettari nella zona di Bordeaux.
Macron, che non ha ancora cinquant’anni, si avvicina intanto alla conclusione della sua lunga stagione all’Eliseo. A Bormes-les-Mimosas ha salutato con un «Mi mancherete». Resta da capire quanto i francesi ricambieranno la nostalgia, mentre i sondaggi continuano a fotografare l’avanzata del Rassemblement national.
Sánchez in vacanza diventa dj su Instagram
Pedro Sánchez ha scelto invece Lanzarote e una comunicazione molto più studiata. Il premier spagnolo, soprannominato da anni El Guapo, si è mostrato il primo agosto seduto su un divano, camicia blu petrolio e jeans, per presentare ai follower la sua playlist dell’estate 2026.
Una specie di versione iberica delle celebri playlist estive lanciate anni fa da Barack Obama. Dentro ci sono Charli XCX, Foo Fighters, Paul McCartney e altri pezzi scelti dal presidente del governo spagnolo.
La politica, però, non ha rispettato la pausa musicale. Proprio mentre Sánchez presentava la sua colonna sonora estiva esplodeva la crisi di Ceuta, seguita dalle polemiche europee sull’immigrazione e dalla decisione italiana di sospendere temporaneamente Schengen nei confronti degli arrivi dalla Spagna.
Sánchez ha continuato comunque le vacanze. Una scelta significativa anche perché il prossimo anno dovrà affrontare le elezioni nazionali e già in autunno torneranno sotto i riflettori le vicende giudiziarie che riguardano la moglie Begoña Gómez.
Merz sceglie la vacanza fantasma
Il premio per la discrezione assoluta va però a Friedrich Merz. Il cancelliere tedesco, dopo mesi trascorsi a proporsi come uno dei nuovi punti di riferimento politici dell’Europa, alla fine di luglio ha salutato tutti ed è praticamente scomparso. Nessuna passerella sulla spiaggia, niente moto d’acqua, niente playlist su Instagram. Non è diventata pubblica nemmeno la destinazione scelta per le ferie.
Di Merz sono rimaste soprattutto alcune fotografie precedenti alla partenza, nelle quali compare con curiosi occhiali da sole applicati sopra le lenti da vista, accessorio che ha inevitabilmente attirato l’ironia dei commentatori. La riservatezza del cancelliere ha provocato qualche battuta in più proprio perché Merz ha più volte invitato i tedeschi a lavorare maggiormente. Al ritorno dalle ferie ha trovato anche qualche fischio ad accoglierlo.
Qualcosa delle sue vacanze, tuttavia, è trapelato: le letture. Il cancelliere avrebbe portato con sé, tra gli altri libri, un’enciclica di papa Leone e «La nave dei folli» di Sebastian Brant. Titolo che, nell’Europa politica dell’estate 2026, offre inevitabilmente materiale per più di una battuta.
Quattro leader, quattro cartoline dall’Europa
Alla fine anche le vacanze raccontano qualcosa dello stile politico dei protagonisti. Meloni mantiene una dimensione familiare e nazionale, spostandosi tra alcune delle località italiane che frequenta abitualmente. Macron continua a coltivare una rappresentazione fisica e dinamica della propria immagine. Sánchez porta persino le ferie dentro la comunicazione social, trasformando la playlist personale in contenuto politico. Merz fa esattamente il contrario e sceglie l’invisibilità.
Il risultato è l’album dell’estate dei potenti europei: una premier in barca, un presidente sulla moto d’acqua, un capo di governo che gioca al dj e un cancelliere di cui nessuno riesce nemmeno a scoprire la spiaggia. Per qualche settimana hanno provato tutti a lasciare a casa l’Europa. L’Europa, come al solito, è andata in vacanza con loro.







