Zakharova attacca Meloni e lo scontro diplomatico tra Roma e Mosca si fa più esplicito. La portavoce del ministero degli Esteri russo ha replicato alle critiche della premier sull’intesa tra Donald Trump e Vladimir Putin per il gasolio russo. «Prima di tutto non sono affari suoi. Secondo, tornare alla frase uno», ha detto all’ANSA. La risposta non entra nel merito delle obiezioni italiane. Contesta direttamente l’intervento della presidente del Consiglio su un’intesa che coinvolge Washington, Mosca e gli equilibri internazionali.
La risposta è arrivata dopo le comunicazioni di Meloni al Senato, alla vigilia del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. La premier ha definito «molto rischiosa» l’intesa tra Trump e Putin. Ha avvertito che gli acquisti di carburante russo potrebbero portare nuove risorse a Mosca. Potrebbero inoltre indebolire le sanzioni occidentali mentre prosegue la guerra in Ucraina. La posizione segna una distanza dalla scelta del presidente americano, con cui Meloni ha costruito un rapporto politico privilegiato.
Zakharova attacca Meloni: il precedente dell’ambasciatore russo
Le dichiarazioni di Zakharova non rappresentano un episodio isolato nel confronto tra Roma e Mosca. Nei giorni precedenti, Alexei Paramonov, ambasciatore della Federazione Russa in Italia, aveva contestato la linea del governo italiano sull’Ucraina, sostenendo in un’intervista all’agenzia Tass che nel Paese esisterebbe un’«altra Italia», distante dalle posizioni ufficiali dell’esecutivo e contraria al coinvolgimento nel conflitto.
Secondo il diplomatico, una parte dell’opinione pubblica italiana non condividerebbe il sostegno a Kiev. Sarebbe inoltre stanca della comunicazione occidentale sulla guerra. È la lettura politica dell’ambasciatore. Non fornisce però una misura verificabile del consenso a quelle posizioni. Il passaggio assume un significato particolare dopo le nuove parole di Zakharova.
Meloni critica l’intesa di Trump, Zelensky ringrazia la premier
Il punto centrale della controversia è l’accordo energetico tra Stati Uniti e Russia. Meloni ha riconosciuto che i prezzi dei carburanti pesano su famiglie e imprese. Ha però sostenuto che l’impennata dei costi sia legata soprattutto alla guerra in Iran. Un’intesa commerciale con Mosca, ha aggiunto, rischierebbe di compromettere la pressione economica occidentale sul Cremlino.
La valutazione ha trovato il sostegno del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha ringraziato pubblicamente la premier italiana per una posizione definita chiara, inequivocabile e basata sui principi. Il leader di Kiev ha riconosciuto a Meloni la volontà di distinguere la ricerca di una pace duratura dalle responsabilità dell’aggressione russa.
Il confronto politico tra Roma, Washington e Kiev
La vicenda mostra un quadro diplomatico complesso. Trump riapre un canale commerciale con Putin. Meloni ne contesta i rischi, mentre Mosca respinge le critiche italiane e Kiev ringrazia Roma. Sullo sfondo c’è la difficoltà di ridurre il costo dell’energia. L’obiettivo occidentale è però mantenere la pressione economica sulla Russia. Intanto il conflitto ucraino continua a condizionare le relazioni internazionali.
Per la presidente del Consiglio si apre anche una questione politica interna alla maggioranza, dove le posizioni sull’Ucraina non sono sempre coincidenti. Il confronto con Mosca arriva infatti mentre la Lega continua a esprimere una linea differente su alcuni aspetti del sostegno a Kiev, rendendo più delicata la ricerca di un equilibrio tra gli alleati di governo e gli interlocutori internazionali.
La sequenza tra Paramonov e Zakharova apre un nuovo capitolo nella tensione tra Mosca e Roma. Prima l’ambasciatore ha evocato un’Italia diversa da quella rappresentata dal governo. Poi la portavoce ha contestato alla premier il diritto di intervenire sull’accordo energetico tra Putin e Trump. Due messaggi politici che rendono esplicita la distanza tra la linea italiana e quella del Cremlino.









