Ucraina, Meloni difende Kiev ma nella risoluzione scompare Trump: la premier cerca l’equilibrio tra Washington e Bruxelles

Meloni e Trump alla Casa Bianca

Per Giorgia Meloni, l’Ucraina continua a rappresentare uno dei passaggi più delicati della politica estera italiana, ma questa volta il problema non riguarda soltanto il sostegno a Kiev o i rapporti con Mosca. Al centro del confronto parlamentare si colloca anche la necessità di conciliare la tradizionale fedeltà atlantica del governo con le posizioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, le cui iniziative diplomatiche hanno introdotto nuovi elementi di tensione nel rapporto con gli alleati europei.

La bozza di risoluzione che la maggioranza prepara in vista delle comunicazioni della presidente del Consiglio conferma il sostegno italiano all’Ucraina, ma evita riferimenti espliciti alle recenti dichiarazioni di Trump contro il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e alla questione delle forniture energetiche russe. È quanto emerge dalle ricostruzioni pubblicate il 12 ottobre da la Repubblica e Il Fatto Quotidiano. L’assenza non equivale automaticamente a una presa di distanza da Washington. Assume però un significato politico mentre l’Europa cerca una posizione comune sulla guerra.

Meloni e Ucraina: il sostegno a Kiev e la ricerca di un negoziato

La risoluzione della maggioranza punta a confermare l’assistenza all’Ucraina e a sostenere un maggiore coinvolgimento dell’Unione europea nel percorso diplomatico. Tra le ipotesi compare anche quella di un rappresentante speciale o di un formato di Stati incaricato di favorire il negoziato con un mandato europeo.

La prospettiva risponde a un’esigenza politica precisa: evitare che Washington e Mosca decidano da sole il futuro della sicurezza europea, lasciando Bruxelles in una posizione marginale.

Per Meloni si tratta di una scelta particolarmente delicata. Il governo italiano ha costruito una parte significativa della propria credibilità internazionale sulla continuità del sostegno a Kiev e sulla collaborazione con gli alleati occidentali, ma deve contemporaneamente preservare il rapporto politico con l’amministrazione americana.

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Trump non compare nella bozza, ma resta il nodo politico

L’assenza del nome di Trump nel documento non autorizza a parlare di una rottura tra Roma e Washington. Sarebbe una conclusione che gli elementi disponibili non sostengono. Indica, piuttosto, la scelta della maggioranza di concentrare il testo sulle posizioni ufficiali dell’Italia e sugli obiettivi diplomatici da perseguire in sede europea.

La questione delle forniture russe aggiunge un ulteriore elemento di complessità: il dibattito americano riguarda in particolare il gasolio, mentre in Europa la discussione energetica si intreccia anche con il gas. Le sanzioni contro Mosca incidono sugli interessi economici europei. Il tema riguarda inoltre le famiglie alle prese con il costo dell’energia. Un cambiamento dell’approccio americano potrebbe riaprire discussioni che in Europa non sono mai state completamente superate.

Meloni deve quindi evitare due rischi opposti: apparire distante dagli Stati Uniti oppure dare l’impressione di subordinare la posizione italiana alle scelte della Casa Bianca. Il rapporto con Washington non risolve da solo il problema di una posizione europea riconoscibile e condivisa.

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Mercoledì il passaggio parlamentare

Il Parlamento affronterà il confronto mercoledì 14 ottobre, prima del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. Dopo le comunicazioni al Senato, il calendario della Camera prevede alle 10 la consegna del testo e dalle 15:15 la discussione e il voto sulle risoluzioni. Sarà l’occasione per chiarire la posizione italiana e misurare il grado di compattezza della maggioranza sui principali dossier internazionali.

Il confronto consentirà anche alle opposizioni di mettere alla prova la linea del governo. I partiti partono tuttavia da orientamenti diversi sulle armi all’Ucraina e sulle prospettive negoziali.

La sfida della premier non consiste soltanto nel confermare una posizione diplomatica. Meloni deve dimostrare che l’Italia mantiene un ruolo riconoscibile sull’Ucraina mentre cambiano gli equilibri internazionali. Evitare di nominare Trump in una risoluzione può semplificare il testo; evitare di affrontare le conseguenze delle sue scelte sarà molto più difficile.

Il documento resta una bozza: il voto parlamentare dovrà definire gli impegni finali del governo. Per il testo anticipato dalla stampa, la ricostruzione del Fatto Quotidiano riporta le principali richieste della maggioranza.