Le clausole delle polizze Rc auto che obbligano gli automobilisti a rivolgersi a carrozzerie convenzionate tornano sotto i riflettori della giustizia. La Corte di Cassazione ha espresso dubbi sulla loro validità, aprendo uno scenario che potrebbe cambiare profondamente il rapporto tra assicurazioni e clienti.
Secondo quanto emerge da un’ordinanza resa nota da Federcarrozzieri, l’associazione delle autocarrozzerie italiane, alcune disposizioni contrattuali utilizzate dalle compagnie assicurative rischiano di essere considerate illegittime. In particolare, si tratta delle clausole che prevedono franchigie o penali – anche fino al 20% del costo della riparazione – nel caso in cui l’assicurato scelga di affidarsi a un carrozziere non convenzionato.
Rc auto e carrozzerie convenzionate: cosa dice la Cassazione
Il nodo centrale riguarda la libertà di scelta dell’automobilista. Le compagnie, attraverso specifiche clausole inserite nei contratti Rc auto, incentivano o impongono di fatto il ricorso a officine convenzionate, penalizzando economicamente chi decide diversamente.
La vicenda nasce da un ricorso contro una compagnia assicurativa, che prevedeva una franchigia del 20% per i clienti che non si affidavano alla rete di carrozzerie convenzionate. Un meccanismo che, secondo i giudici, potrebbe rappresentare una compressione ingiustificata dei diritti dell’assicurato.
Il principio in discussione è semplice ma decisivo: a parità di danno, il risarcimento non dovrebbe variare in base a chi effettua la riparazione. Una differenza che, invece, queste clausole finiscono per introdurre, creando disparità tra utenti.
Penali e franchigie: perché potrebbero essere illegittime
Le penali applicate in caso di scelta di un’officina non convenzionata vengono viste come una limitazione della libertà contrattuale. L’assicurato, pur pagando regolarmente il premio, si trova di fronte a una scelta obbligata: accettare le condizioni della compagnia oppure sostenere un costo aggiuntivo.
Secondo Federcarrozzieri, questa pratica non solo danneggia economicamente gli automobilisti, ma rischia anche di incidere sulla qualità delle riparazioni. Le officine convenzionate, infatti, opererebbero spesso con tariffe stabilite al ribasso dalle compagnie assicurative, con possibili ricadute sugli standard degli interventi.
Il presidente dell’associazione, Davide Galli, parla di «paradosso assurdo», sottolineando come le imprese assicuratrici finiscano per pagare cifre diverse per lo stesso danno, a seconda della struttura scelta per la riparazione.
Verso l’annullamento delle clausole nei contratti Rc auto?
L’ordinanza della Cassazione non rappresenta ancora una decisione definitiva, ma il segnale è chiaro. Se i dubbi sollevati dovessero tradursi in una pronuncia netta, molte delle clausole attualmente presenti nei contratti Rc auto potrebbero essere dichiarate nulle.
Uno scenario che avrebbe effetti rilevanti sia per gli automobilisti sia per le compagnie assicurative, chiamate a rivedere le proprie politiche contrattuali. Per gli utenti, si tratterebbe di un ritorno a una maggiore libertà nella scelta del carrozziere di fiducia, senza il timore di penalizzazioni economiche.
La partita resta aperta, ma il principio messo sul tavolo dalla Cassazione segna un passaggio delicato: quello tra tutela del consumatore e pratiche commerciali delle assicurazioni.







