Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo con cui sospende diverse nuove sanzioni nei confronti della Russia che sarebbero entrate in vigore domani, 18 ottobre. Le norme erano previste da una legge promulgata il mese scorso ed erano composte da sanzioni e dazi destinati a colpire banche, settore energetico, oligarchi e ufficiali russi, con l’obiettivo di mettere ulteriore pressione economica a Mosca.
Dopo aver annunciato un accordo con Vladimir Putin sull’importazione di gasolio russo la scorsa settimana, il presidente statunitense ha deciso di bloccare il pacchetto di contromisure. Non ha fornito una motivazione specifica, sostenendo semplicemente che la scelta risponde all’interesse nazionale degli Stati Uniti.
In un messaggio diffuso sul social media X, l’inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev ha commentato la decisione parlando di un momento importante e davvero storico. Secondo l’esponente russo, la normativa avrebbe potuto azzerare ogni cooperazione economica tra i due Paesi, arrecando gravi danni innanzitutto all’economia statunitense e ai mercati globali.
Il contenuto del provvedimento e le norme bloccate
La legge in questione era intitolata a Lindsey Graham, senatore repubblicano scomparso l’11 luglio che ne aveva sostenuto l’iter per oltre un anno in Congresso. Graham, forte sostenitore di Trump nell’ultimo periodo dopo una fase iniziale di critiche, apparteneva all’ala maggiormente anti-russa del Partito Repubblicano.
Il testo aveva ottenuto anche il sostegno dei Democratici in Congresso, sebbene l’opposizione avesse espresso preoccupazioni su due fronti. Il primo riguardava la concessione al presidente di una maggiore autorità sui dazi, mentre il secondo era legato al timore che Trump potesse decidere di non attivare mai i provvedimenti punitivi, scenario che si è puntualmente verificato.
La norma sospesa prevede dazi fino al 500% su tutte le importazioni russe negli Stati Uniti e sanziona sia il sistema finanziario sia le flotte di navi che trasportano gas naturale liquefatto dalla Russia. Inoltre, assegna alla Casa Bianca la facoltà di colpire con dazi fino al 100% le nazioni che acquistano petrolio e gas russo. L’unica restrizione formale prevista per la presidenza risiedeva nell’obbligo di notificare il Congresso in caso di sospensione. Nell’ordine esecutivo, Trump ha confermato di aver inviato la certificazione richiesta, evidenziando che le sanzioni precedentemente in vigore restano operative e che le nuove misure potranno essere riattivate in seguito.
L’intesa sul carburante e le elezioni di Midterm
La decisione si inserisce nel contesto del recente accordo sull’importazione di diesel, a seguito del quale il Dipartimento del Tesoro ha temporaneamente sospeso altre restrizioni nei confronti di Mosca, autorizzando i produttori russi a vendere il carburante fino al mese di aprile. Si tratta di un passaggio rilevante nel riavvicinamento della Russia al sistema economico occidentale promosso dalla Casa Bianca. Nelle ultime settimane, il presidente statunitense ha espresso posizioni favorevoli alla Russia muovendo critiche severe all’Ucraina, un atteggiamento che ha sollevato contestazioni in Europa e tra i Democratici.
Sulla scelta pesano anche le imminenti elezioni di metà mandato fissate per il 3 novembre, in cui i Repubblicani affrontano una situazione complessa dovuta al rincaro dei prezzi e dei carburanti, causato sia dai dazi sia dalle tensioni in Iran. Gli osservatori interpretano quindi l’intesa con la Russia sul diesel come un tentativo di contenere i costi dell’energia nel breve periodo, allentando lo scontento dell’elettorato prima dell’apertura delle urne.







