Trump sempre più vicino a Putin: ora vuole riportare il gas russo in Europa e offre a Mosca nuovi vantaggi economici

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Donald Trump continua a cercare la pace in Ucraina offrendo vantaggi economici alla Russia. L’ultima proposta dell’amministrazione americana prevede addirittura di riportare il gas russo in Europa, riaprendo i collegamenti energetici interrotti dopo l’invasione. Una scelta che potrebbe restituire miliardi di entrate a Vladimir Putin e consentire al Cremlino di recuperare parte dell’influenza perduta sui Paesi europei.

Secondo le indiscrezioni emerse sui negoziati, gli inviati americani Jared Kushner e Steve Witkoff avrebbero presentato l’ipotesi ai funzionari europei e ucraini, compreso il presidente Volodymyr Zelensky. L’obiettivo dichiarato sarebbe convincere Mosca a interrompere le ostilità attraverso nuovi incentivi commerciali. Tuttavia, la proposta solleva una questione politica evidente: mentre Putin continua a combattere, Trump valuta come restituirgli una delle principali fonti di ricchezza del Paese.

Trump offre a Putin nuovi guadagni e chiede all’Ucraina di riaprire i gasdotti

Il piano americano prevederebbe anche un ruolo diretto di Kiev, chiamata a considerare la riattivazione dei gasdotti utilizzati in passato per trasportare il metano russo verso l’Europa. In cambio, l’Ucraina potrebbe ottenere nuovi ricavi attraverso i diritti di transito.

Washington sostiene che il ritorno delle forniture contribuirebbe ad abbassare i prezzi dell’energia e a creare interessi economici comuni. Eppure, proprio la dipendenza dal gas russo aveva rappresentato per anni uno dei principali strumenti di pressione politica del Cremlino.

Di conseguenza, l’Europa rischierebbe di ritrovarsi nuovamente legata alle decisioni di Mosca, vanificando parte degli sforzi compiuti per diversificare gli approvvigionamenti. Inoltre, i nuovi introiti garantirebbero alla Russia risorse preziose senza che Putin abbia ancora accettato di modificare le proprie condizioni per concludere la guerra.

Trump e Putin, la Casa Bianca punta sugli affari invece che sulle sanzioni

La proposta energetica si inserisce in una strategia diplomatica che privilegia gli incentivi economici rispetto all’inasprimento delle pressioni sul Cremlino. Da tempo, infatti, funzionari americani e russi discutono possibili accordi commerciali da realizzare nell’ambito di un’intesa sulla guerra.

La Casa Bianca sostiene che il conflitto stia provocando gravi difficoltà economiche e che un accordo complessivo debba offrire prospettive di ripresa a entrambe le parti. Per questo motivo, Washington considera gli affari energetici uno strumento utile per favorire una pace duratura.

Tuttavia, i colloqui economici non avrebbero finora convinto Putin ad abbandonare le proprie richieste fondamentali. Anzi, secondo i critici della strategia americana, la prospettiva di nuove concessioni potrebbe incoraggiare Mosca a mantenere una posizione intransigente, aspettando condizioni ancora più favorevoli.

Trump favorisce Putin? L’Europa teme di pagare il prezzo dell’accordo

La distanza tra Washington e gli alleati europei emerge soprattutto sulle conseguenze politiche della proposta. Dopo aver investito risorse considerevoli per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia, l’Unione europea dovrebbe infatti tornare ad acquistare proprio il gas utilizzato in passato dal Cremlino come strumento di influenza.

Nel frattempo, l’amministrazione Trump ha continuato a valutare alleggerimenti delle restrizioni economiche contro Mosca. Una linea che alimenta ulteriori perplessità sulla possibilità di ottenere concessioni russe attraverso la promessa di nuovi guadagni.

Il problema, dunque, riguarda lo squilibrio tra ciò che Washington propone di concedere e ciò che Putin sarebbe disposto a garantire. La Russia potrebbe recuperare mercati, entrate e influenza politica, mentre l’Ucraina attende ancora garanzie concrete sulla propria sicurezza.

Per Trump, gli incentivi economici rappresentano una strada per arrivare alla pace. Per i governi contrari al ritorno del gas russo, invece, il rischio è che l’accordo finisca per rafforzare Putin e indebolire l’Europa. E soprattutto che il Cremlino ottenga nuovi vantaggi senza aver ancora posto fine alla guerra.