Giorgia Meloni potrebbe trovarsi davanti a un paradosso politico: per conservare Palazzo Chigi avrebbe bisogno proprio di Roberto Vannacci, il leader di Futuro Nazionale che ha sottratto consensi all’area del centrodestra e modificato gli equilibri della coalizione. È lo scenario delineato dall’ultima simulazione di Youtrend, che applica il meccanismo dello Stabilicum agli attuali rapporti di forza tra i partiti. Il risultato cambia radicalmente a seconda di una sola scelta: Vannacci correrà insieme a Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia oppure presenterà liste autonome?
Nello scenario che vede Futuro Nazionale fuori dalla coalizione, il campo largo otterrebbe 221 seggi alla Camera e 112 al Senato, raggiungendo la maggioranza assoluta in entrambi i rami del Parlamento. Il centrodestra si fermerebbe invece a 139 deputati e 70 senatori, mentre il partito dell’ex generale conquisterebbe 26 seggi alla Camera e 12 al Senato.
La simulazione non costituisce una previsione certa del risultato elettorale, ma mostra quanto il sistema di attribuzione dei seggi possa amplificare le conseguenze delle scelte politiche. Per Meloni, dunque, la questione non riguarda soltanto quanti voti raccoglierà Vannacci, ma soprattutto da quale parte deciderà di presentarsi.
Con Vannacci nella coalizione il centrodestra arriva a 223 deputati
Il quadro si capovolge completamente se Futuro Nazionale entra nell’alleanza guidata da Giorgia Meloni. In questo caso, secondo Youtrend, il centrodestra otterrebbe 223 seggi sui 400 della Camera e 114 sui 205 componenti del Senato, considerando anche i cinque senatori a vita. La coalizione supererebbe così le soglie necessarie per disporre della maggioranza assoluta.
Il campo largo si fermerebbe a 162 deputati e 80 senatori. Azione conquisterebbe 12 seggi alla Camera e tre al Senato, mentre altre liste ne otterrebbero tre per ciascun ramo del Parlamento.
La differenza tra le due ipotesi è particolarmente significativa. Centrodestra e Futuro Nazionale, correndo separati, sommerebbero appena 165 deputati e 82 senatori. Presentandosi insieme arriverebbero invece a 223 e 114, con un vantaggio di 58 seggi alla Camera e 32 al Senato.
Il meccanismo del premio di maggioranza previsto dallo Stabilicum spiega gran parte di questo scarto. La scelta di Vannacci potrebbe quindi determinare non soltanto il peso parlamentare del suo movimento, ma anche quale schieramento riuscirebbe a formare un governo.
Vannacci al 7,8%, Lega al 4,8%: Salvini rischia di perdere peso nella coalizione
Il dato che rende ancora più complicata la situazione riguarda i rapporti di forza interni al centrodestra. Secondo il sondaggio Youtrend, Futuro Nazionale si attesta al 7,8%, pur registrando una flessione di 0,3 punti. Il partito di Vannacci supera così Forza Italia, indicata al 7,4%, mentre la Lega scende al 4,8%. Fratelli d’Italia rimane al 27%, davanti al Partito Democratico al 20,4% e al Movimento 5 Stelle al 13,5%.
Per Matteo Salvini si aprirebbe un problema particolarmente delicato. L’ex generale, dopo aver lasciato la Lega, potrebbe diventare indispensabile per la sopravvivenza elettorale della coalizione, disponendo di un consenso superiore a quello del suo precedente partito.
Meloni dovrebbe quindi valutare non soltanto l’opportunità di un accordo con Vannacci, ma anche le conseguenze sui rapporti tra gli alleati. L’ingresso di Futuro Nazionale potrebbe modificare le trattative sui collegi, sulla composizione delle liste e, in prospettiva, sulla distribuzione degli incarichi di governo.
Il 61% boccia il governo: un altro problema per Giorgia Meloni
Alla questione delle alleanze si aggiunge il giudizio degli elettori sull’esecutivo. Nella rilevazione Youtrend, il 35% degli intervistati esprime una valutazione positiva dell’operato del governo, mentre il 61% ne dà una negativa. Il restante 4% non esprime un giudizio.
Anche l’elettorato di Futuro Nazionale presenta divisioni significative. Il 54% degli elettori del movimento approva il lavoro di Meloni, mentre il 46% lo giudica negativamente. Un dato che rende meno scontata la possibilità di trasferire automaticamente i consensi dell’ex generale alla coalizione di governo.
Un accordo tra i leader potrebbe infatti risolvere il problema dell’attribuzione dei seggi nella simulazione, senza garantire necessariamente che tutti gli elettori accettino la nuova alleanza.
Lo Stabilicum e l’incognita della Corte costituzionale: la partita non è ancora chiusa
C’è infine una variabile che potrebbe cambiare l’intero scenario: la tenuta giuridica dello Stabilicum. Le simulazioni di Youtrend si basano sulle regole previste dal nuovo sistema elettorale, ma eventuali contestazioni di costituzionalità potrebbero incidere sul meccanismo del premio di maggioranza e sulla sua applicazione.
Un intervento della Corte costituzionale, qualora venisse investita della questione e ravvisasse profili di illegittimità, potrebbe modificare le condizioni sulle quali poggiano gli attuali calcoli. Non è quindi possibile considerare definitiva la distribuzione dei seggi descritta dalla simulazione.
Rimane però il nodo politico. Meloni dovrà decidere se aprire una trattativa con Vannacci, accettando il rischio di rafforzare un concorrente interno al centrodestra, oppure puntare su una coalizione senza Futuro Nazionale. La simulazione mostra quanto questa scelta possa pesare, ma saranno gli accordi politici, le regole elettorali effettivamente applicabili e soprattutto il voto degli italiani a determinare la prossima maggioranza.







