Video intimi di De Martino hackerati e diffusi online: indagato il tecnico delle telecamere

Tronelli e De Martino

Un uomo con le chiavi digitali di casa decide di usarle. Non per controllare, ma per violare. La Procura di Roma indaga su un tecnico della videosorveglianza accusato di aver hackerato il sistema di sicurezza dell’abitazione della famiglia Tronelli, registrato un video intimo tra Stefano De Martino e la fidanzata e diffuso il contenuto online.

Secondo gli inquirenti, il meccanismo è semplice e inquietante. L’uomo lavora per anni come tecnico incaricato della gestione delle telecamere: installa, aggiorna, controlla. Ha accesso alle password e alla rete interna. Non forza nulla. Entra con credenziali legittime. Poi cambia tutto.

Entra nel sistema e registra il video

La sera del 9 agosto 2025, secondo la ricostruzione della Procura, il tecnico si collega al sistema di videosorveglianza dell’appartamento. Sa cosa cercare. Ha scoperto della relazione tra Stefano De Martino, 36 anni, e la giovane Caroline Tronelli, 22.

Accede alle telecamere interne, osserva e registra un video intimo. Non si tratta di un’intrusione esterna. È un accesso interno, autorizzato nei mezzi ma illegittimo nelle finalità.

Pochi minuti dopo, il filmato finisce online. Titolo diretto: “De Martino”. La diffusione è immediata. Migliaia di visualizzazioni in poche ore.

Le accuse: revenge porn e accesso abusivo

La Procura contesta due reati principali: accesso abusivo a sistema informatico e diffusione illecita di contenuti sessualmente espliciti, il cosiddetto revenge porn.

Il tecnico è stato interrogato. Ha fornito una versione dei fatti, ma per gli investigatori non basta. Restano troppe zone d’ombra, a partire dal movente. Gli inquirenti ipotizzano che abbia agito dopo aver saputo della relazione tra i due.

Curiosità, ossessione o guadagno: nessuna pista viene esclusa. Ma il punto fermo è uno solo. L’uomo aveva accesso al sistema e lo ha utilizzato per violare la privacy delle vittime.

Le telecamere nate per proteggere diventano l’arma

Il sistema di videosorveglianza era stato installato dopo una serie di furti interni. Doveva garantire sicurezza. Si trasforma invece nello strumento della violazione.

Le password, rimaste nella disponibilità del tecnico, diventano la chiave dell’intera operazione. Nessuna forzatura, nessun allarme. Solo un accesso silenzioso e invisibile.

Un paradosso che pesa nell’inchiesta e apre una riflessione sulla gestione dei sistemi privati di sicurezza.

L’indagine si allarga: nel mirino anche chi ha condiviso

La diffusione del video non si ferma al primo upload. Il filmato circola rapidamente: siti paralleli, gruppi Telegram, chat private. Viene tagliato, rielaborato, trasformato.

La Procura segue la traccia digitale. Individua diversi profili che hanno condiviso o rilanciato il contenuto. Anche per loro si profila l’ipotesi di reato di revenge porn.

Le iscrizioni nel registro degli indagati potrebbero aumentare nelle prossime settimane.

Il caso De Martino non riguarda più solo chi ha registrato il video. Riguarda tutta la catena di diffusione. E segna un punto preciso: chiunque contribuisca a far circolare quel materiale rischia conseguenze penali.