Beppe Signori torna in Nazionale dopo il calvario giudiziario: sarà capo delegazione dell’Under 20. «Un grande motivo di orgoglio»

Beppe Signorini

Beppe Signori torna in Nazionale. A 58 anni, dopo una vicenda giudiziaria che ha segnato profondamente la sua vita e la sua carriera, l’ex attaccante di Lazio, Foggia e Bologna riparte dalla maglia azzurra. Non sarà in campo a segnare con quel sinistro che negli anni Novanta terrorizzava i portieri della Serie A, ma accompagnerà i giovani talenti italiani nel ruolo di capo delegazione della Nazionale Under 20. Una nomina che ha il significato di un ritorno nel calcio istituzionale, dopo l’arresto del 2011, la radiazione federale e dieci anni trascorsi a difendersi dalle accuse.

A volere il suo rientro sono stati Giovanni Malagò, commissario della Figc, e Claudio Ranieri. La scelta rappresenta anche una forma di riconoscimento nei confronti di un campione che ha dovuto attendere due sentenze di assoluzione prima di potersi lasciare alle spalle il calvario giudiziario. «Tornare in azzurro è un’emozione speciale e un grande motivo di orgoglio», ha commentato Signori, che ha spiegato di voler accompagnare i ragazzi nella rincorsa al loro sogno.

Beppe Signori torna in Nazionale: la decisione di Malagò e Ranieri

Il ritorno di Beppe Signori nel calcio azzurro è maturato attraverso un incontro avvenuto a Bologna, prima della partita tra Italia e Turchia. Da quel confronto è nata la decisione di affidargli un ruolo all’interno dello staff della Nazionale Under 20, permettendogli di mettere la propria esperienza al servizio delle nuove generazioni.

«Beppe ha voglia di rimettersi in gioco», è il messaggio arrivato dagli ambienti federali. Una volontà che trova adesso una risposta concreta, con un incarico che riporta Signori all’interno di quella Nazionale della quale era stato protagonista da calciatore.

Nell’Under 20 ritroverà anche alcuni volti conosciuti durante la carriera: il commissario tecnico Carmine Nunziata, il vice Matteo Brighi e il preparatore dei portieri Stefano Ferron, con i quali ha condiviso esperienze nel mondo del calcio.

Per Signori sarà l’occasione di trasmettere ai giovani non soltanto le conoscenze tecniche accumulate in una carriera straordinaria, ma anche l’esperienza personale di chi ha conosciuto il successo, la caduta e una lunga battaglia per riabilitare il proprio nome.

Il calvario giudiziario di Beppe Signori: dall’arresto del 2011 alle assoluzioni

La vicenda che ha cambiato la vita di Beppe Signori comincia nel giugno 2011, quando viene arrestato a Bologna nell’ambito di un’inchiesta sulle scommesse clandestine nel calcio. L’ex attaccante finisce coinvolto in un procedimento che travolge la sua reputazione e lo allontana dal mondo nel quale aveva costruito tutta la propria carriera.

L’accusa più grave riguarda l’associazione a delinquere nell’ambito del calcioscommesse. Signori affronta un percorso giudiziario lungo dieci anni, durante il quale continua a sostenere la propria innocenza.

La svolta arriva con le decisioni dei tribunali di Piacenza e Modena. Signori viene assolto in sede penale con la formula «perché il fatto non sussiste», chiudendo una vicenda che lo aveva accompagnato per un intero decennio.

Le assoluzioni restituiscono all’ex calciatore il riconoscimento giudiziario della propria estraneità ai fatti contestati, ma non possono cancellare gli anni trascorsi lontano dal calcio e il peso delle accuse sulla sua vita personale e professionale.

La radiazione della Figc e la grazia concessa nel 2021

Parallelamente alla vicenda penale, Signori aveva dovuto affrontare anche le conseguenze della giustizia sportiva. La Figc lo aveva radiato, impedendogli di ricoprire incarichi nell’ambiente calcistico federale.

Una sanzione che aveva reso ancora più difficile il suo rapporto con il mondo del pallone. Per un uomo che aveva dedicato la propria esistenza al calcio, l’esclusione dalle attività federali rappresentava una conseguenza particolarmente pesante.

Nel 2021 arriva la grazia concessa dalla Figc, allora presieduta da Gabriele Gravina. Il provvedimento elimina gli effetti della radiazione e riapre formalmente a Signori la possibilità di tornare a lavorare nel calcio.

Tuttavia, per trasformare quella possibilità in un incarico concreto sarebbero dovuti trascorrere altri cinque anni. La decisione di Malagò e Ranieri rappresenta dunque il passaggio che completa il suo rientro nell’ambiente federale.

Dal Foggia di Zeman alla Lazio: i 188 gol di un grande attaccante

Prima che il suo nome venisse associato al calcioscommesse, Beppe Signori era stato uno degli attaccanti italiani più forti e riconoscibili della sua generazione.

La sua esplosione arriva nel Foggia allenato da Zdeněk Zeman, dove diventa uno dei protagonisti di una squadra capace di conquistare l’attenzione di tutta Italia grazie a un calcio offensivo e spettacolare.

Il trasferimento alla Lazio segna la consacrazione definitiva. Signori diventa il simbolo offensivo della formazione biancoceleste, conquistando per tre volte il titolo di capocannoniere della Serie A. La rapidità, il dribbling e soprattutto la precisione del suo sinistro lo rendono uno degli attaccanti più temuti del campionato.

Conclude la propria esperienza nella massima serie italiana con 188 gol, un bottino che lo colloca al decimo posto nella classifica storica dei marcatori della Serie A. Dopo gli anni alla Lazio, prosegue la carriera anche con la maglia del Bologna, città nella quale decide successivamente di stabilirsi.

Signori e il ritorno in azzurro: una seconda possibilità dopo dieci anni perduti

La nomina a capo delegazione dell’Under 20 ha un valore che supera quello strettamente sportivo. Signori torna a rappresentare il calcio italiano dopo essere stato escluso per anni dalle sue istituzioni, con la possibilità di ricostruire un rapporto professionale interrotto dalla vicenda giudiziaria.

Il suo incarico non sarà quello di allenare direttamente i ragazzi, ma di accompagnarli nel percorso con la Nazionale, mettendo a disposizione l’esperienza maturata ai massimi livelli del calcio italiano.

«Accompagnerò i giovani nella rincorsa al loro grande sogno», ha raccontato con emozione, descrivendo il significato di questa nuova esperienza.

Per chi lo ha visto segnare con le maglie di Foggia, Lazio e Bologna, il ritorno di Beppe Signori in Nazionale rappresenta anche il recupero di un protagonista importante della storia del calcio italiano. La grazia federale e il nuovo incarico gli restituiscono un posto nel mondo del pallone, ma non gli anni trascorsi a difendersi da accuse dalle quali è stato assolto.

È questa la parte della sua storia che nessuna nomina potrà riscrivere. Adesso, però, Signori può tornare a guardare al futuro e a vivere da protagonista un ambiente dal quale era rimasto lontano troppo a lungo.