Napoli, l’americano Matt Rizzetta offre 2,2 miliardi a De Laurentiis ma incassa un no: chi è l’imprenditore che vuole comprare gli azzurri

De Laurentis

Due miliardi e duecento milioni di euro per acquistare il Napoli. Una cifra superiore a quella richiesta da Aurelio De Laurentiis, ma che non sarebbe bastata a convincere il presidente azzurro a cedere la società. Il motivo? Non il prezzo, bensì il pagamento. Il gruppo di investitori americani guidato da Matt Rizzetta avrebbe proposto di versare 2,2 miliardi in due tranche da 1,1 miliardi ciascuna, mentre De Laurentiis pretenderebbe due miliardi in un’unica soluzione, senza dilazioni.

È questo il nodo che avrebbe bloccato, almeno per il momento, il progetto dell’imprenditore italoamericano di 43 anni, già protagonista di diversi investimenti nello sport italiano. Rizzetta è presidente del Campobasso Calcio, controlla il Napoli Basket e da mesi lavora alla possibilità di acquisire anche il club calcistico partenopeo.

I contatti con De Laurentiis sarebbero ripresi in occasione della partita di Champions League tra Napoli e Bodø/Glimt. Rizzetta ha dichiarato di sentirsi «onorato di essere l’erede di Aurelio De Laurentiis», ma non è chiaro se tra le parti sia stata avviata una trattativa concreta.

La cifra di 2,2 miliardi sarebbe stata messa sul tavolo nei mesi precedenti, mentre il rifiuto del presidente azzurro risalirebbe a giugno. Il nuovo incontro avrebbe quindi riacceso l’attenzione su un’operazione che, per dimensioni economiche, rappresenterebbe una delle più importanti nella storia del calcio italiano.

Chi è Matt Rizzetta, il newyorkese con le radici nel Sud Italia

Nato nel 1982 e cresciuto a New York, Matt Rizzetta è un imprenditore americano con profonde origini italiane: i nonni erano foggiani, mentre il padre è calabrese. Un legame familiare con il Mezzogiorno che ha accompagnato anche le sue scelte imprenditoriali, portandolo a investire prima in Molise e successivamente a Napoli.

La sua fortuna nasce nel settore della comunicazione. Nel 2010 fonda North 6th Agency, società specializzata in pubbliche relazioni e servizi di comunicazione, della quale rimane amministratore delegato fino al 2020.

Parallelamente sviluppa North Sixth Group, una piattaforma di investimenti con interessi nello sport, nell’intrattenimento, nei media e nella tecnologia. È attraverso questa struttura che comincia a costruire una rete di partecipazioni sportive tra Europa e Nord America.

Il primo investimento significativo nel calcio italiano arriva nel 2021, quando il suo gruppo entra nell’azionariato dell’Ascoli. La partecipazione raggiunge il 31%, prima di essere ceduta nel 2024. Ma è con il Campobasso che Rizzetta si fa conoscere davvero nel panorama calcistico nazionale.

Dal Campobasso alla Serie C: la scalata del magnate americano

La vicenda del Campobasso comincia in un momento particolarmente difficile per il calcio molisano. Dopo le complicazioni societarie e l’esclusione dalla Serie C nel 2022, Rizzetta acquisisce nel settembre dello stesso anno l’US Campobasso 1919, dando vita a un nuovo progetto sportivo.

La squadra riparte dai campionati dilettantistici e conquista due promozioni consecutive, vincendo prima l’Eccellenza e poi la Serie D. Il percorso riporta il club in Serie C, categoria nella quale milita attualmente.

L’operazione permette a Rizzetta di consolidare la propria reputazione come investitore interessato a società con una forte identità territoriale e un potenziale di crescita.

Il progetto ottiene anche una vetrina internazionale grazie a Running With the Wolves, una serie originale realizzata con Disney da ESPN, della quale Rizzetta è co-creatore e produttore esecutivo. La produzione racconta la rinascita del Campobasso e il rapporto tra la squadra e la comunità locale.

Per l’imprenditore, dunque, il calcio non rappresenta soltanto un investimento nei risultati sportivi, ma anche un settore nel quale sviluppare contenuti, intrattenimento e progetti commerciali.

Il Napoli Basket e gli altri investimenti nel calcio internazionale

Nel 2025 Rizzetta rafforza la propria presenza nel mondo dello sport con la nascita di Underdog Global Partners, piattaforma di investimento focalizzata sul calcio e sull’intrattenimento.

Nello stesso anno acquisisce la maggioranza del Napoli Basket, diventando uno dei protagonisti dello sport cittadino e costruendo un rapporto diretto con l’ambiente napoletano.

Il suo portafoglio comprende anche Brooklyn FC, realtà calcistica statunitense con squadre maschili e femminili, e Res Roma, progetto dedicato al calcio femminile italiano. A queste partecipazioni si aggiungono investimenti nel calcio britannico e il progetto canadese FC Supra du Québec.

La strategia di Rizzetta punta a costruire un gruppo sportivo internazionale, con società presenti in mercati differenti e possibilità di sviluppare attività comuni nella comunicazione, nella produzione audiovisiva e nella valorizzazione commerciale dei marchi.

L’eventuale acquisizione del Napoli rappresenterebbe però un salto di dimensioni completamente diverso rispetto alle operazioni realizzate finora.

Chi finanzia la cordata americana che punta al Napoli?

Il progetto di acquisizione del club azzurro farebbe capo a Underdog Global Partners e a un gruppo di investitori statunitensi, la cui composizione completa non è stata resa pubblica.

Tra i nomi emersi figura Joseph Greco, cofondatore e managing partner della piattaforma. Nelle ricostruzioni dell’operazione compare anche Ariel Investments, società americana specializzata nella gestione di investimenti.

Secondo le indiscrezioni, a Napoli sarebbero arrivati anche Jason Wright, responsabile di Project Level e managing partner e head of investments, e Rebecca Curran Elkins, principal della stessa area.

La presenza di questi nomi alimenta l’ipotesi di un progetto finanziario articolato, ma non chiarisce quali soggetti sarebbero effettivamente disposti a impegnare capitali nell’acquisto del club né con quali quote. Ed è proprio la disponibilità immediata delle risorse il punto sul quale De Laurentiis non sembrerebbe disposto a fare concessioni.

De Laurentiis vuole due miliardi subito, compreso il progetto dello stadio

La valutazione fissata dal presidente del Napoli sarebbe di due miliardi di euro, da versare integralmente al momento dell’operazione. Nella cifra rientrerebbe anche il progetto per la realizzazione di uno stadio di proprietà, elemento destinato a incidere sul valore economico e sulle prospettive commerciali della società.

L’offerta attribuita alla cordata di Rizzetta, pur superiore di 200 milioni rispetto alla richiesta, prevederebbe invece un pagamento dilazionato. Una condizione che De Laurentiis avrebbe respinto perché non garantirebbe la disponibilità contestuale dell’intera somma.

Non è la prima volta che Rizzetta tenta un investimento importante nel calcio italiano. Nella primavera del 2026 aveva avviato contatti per acquisire la Reggina, attraverso una trattativa con Antonio Ballarino sviluppatasi tra aprile e giugno. L’operazione non era andata in porto anche per l’intervento di una cordata collegata a Claudio Lotito, diventato successivamente presidente e proprietario del club amaranto con un investimento da 1,5 milioni di euro, oltre a bonus legati alle promozioni.

Adesso l’obiettivo dell’imprenditore americano è decisamente più ambizioso. Il Napoli rappresenta un marchio calcistico di dimensione internazionale, ma per convincere De Laurentiis non sembrerebbe sufficiente mettere sul tavolo una valutazione miliardaria. La condizione posta dal presidente azzurro resta quella che avrebbe già fatto saltare la prima proposta: due miliardi, tutti insieme.