Proteste in tutta Italia, città blindate e tensione nelle piazze. Indagato per istigazione a delinquere il presunto autore del manifesto del Movimento 17 ottobre

Youssef Siher

L’Italia vive un nuovo pomeriggio di tensione. Da Milano a Roma, passando per Torino, Napoli, Firenze e Bari, le forze dell’ordine hanno rafforzato i controlli in vista delle manifestazioni annunciate sui social dopo gli scontri e le devastazioni del fine settimana scorso. In diverse città i negozi hanno abbassato le saracinesche o protetto le vetrine con pannelli, mentre centinaia di agenti presidiano le zone considerate più sensibili.

Sul fronte investigativo, sono scattate oltre 150 perquisizioni tra Milano, Monza e altre città italiane, soprattutto in Lombardia. Le attività rientrano negli accertamenti avviati dopo i disordini dei giorni scorsi e riguardano anche le iniziative promosse online dal Movimento 17 ottobre.

Al centro dell’inchiesta c’è Youssef Siher, trentenne individuato dagli investigatori e ritenuto il presunto autore del manifesto legato alla mobilitazione. Il giovane è indagato per istigazione a delinquere: la sua posizione dovrà essere valutata nell’ambito degli accertamenti giudiziari.

Roma, oltre 260 giovani identificati e 63 accompagnati in questura

Nella Capitale la situazione è rimasta sotto stretta osservazione per tutta la giornata. Le pattuglie della Polizia di Stato hanno identificato oltre 260 giovani, mentre 63 persone sono state accompagnate in questura.

I controlli hanno interessato diverse zone della città, tra cui il Circo Massimo, piazza della Repubblica, via Cavour e alcune stazioni della metropolitana. Secondo quanto comunicato dalla questura, alcuni ragazzi sono stati trovati in possesso di passamontagna, scaldacollo, bombolette spray, maschere e zaini utilizzabili per occultare materiale.

Nel pomeriggio è partito da piazza della Repubblica il corteo promosso dall’area antimperialista, con bandiere palestinesi, cubane e libanesi e slogan contro la Nato, il riarmo europeo e il governo.

La tensione è aumentata quando diverse centinaia di giovani hanno lasciato il percorso autorizzato per tentare di raggiungere il Colosseo. Gli agenti hanno bloccato il passaggio in via Cavour e successivamente lungo gli accessi verso via dei Fori Imperiali. Alcuni esercizi commerciali della zona hanno iniziato a chiudere per precauzione.

Intanto, nella mattinata, oltre 1.500 studenti secondo gli organizzatori hanno partecipato al corteo promosso da Azione studentesca e Azione universitaria, concluso in piazza Risorgimento con lo slogan «Sblocchiamo tutto».

Milano blindata, studenti in corteo verso il centro

A Milano il centro è stato presidiato da un ingente dispositivo di sicurezza, con agenti di polizia, carabinieri e militari dell’Esercito. Il ministero della Difesa ha schierato in città 500 militari della Brigata paracadutisti Folgore, impegnati in presidi fissi e pattugliamenti nelle aree considerate più esposte.

In piazza Duomo e davanti a Palazzo Reale sono stati posizionati anche mezzi militari protetti, mentre diversi negozi hanno coperto le vetrine o anticipato la chiusura.

Nel pomeriggio, gruppi di studenti e attivisti hanno cercato di raggiungere il centro da diversi punti della città. Un presidio davanti al Piccolo Teatro si è trasformato in un corteo diretto verso il parco Sempione e l’Arena civica, mentre un secondo gruppo, composto da circa 600 persone secondo le prime stime, è partito da piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico.

I manifestanti hanno scandito slogan contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il vicepremier Matteo Salvini e il generale Roberto Vannacci.

La giornata ha visto anche iniziative di segno opposto. In piazza XXV Aprile, un centinaio di studenti riuniti sotto la sigla «Studenti col Tricolore» ha manifestato con bandiere italiane per condannare le violenze e rivendicare il proprio legame con la città.

Torino, scontri e negozi protetti

A Torino le forze dell’ordine hanno presidiato il centro fin dalle prime ore della giornata, soprattutto nell’area di piazza Castello e lungo gli accessi a via Po. Il corteo convocato dal centro sociale Askatasuna è partito in un clima teso, con gruppi di manifestanti bloccati dai cordoni di polizia.

Secondo le informazioni disponibili, gli agenti hanno effettuato alcune cariche per contenere i tentativi di avanzamento. In piazza Castello è stata bruciata una fotografia della premier Meloni.

Tra gli slogan della protesta anche quelli contro il carovita, il riarmo e a sostegno dei camionisti impegnati nelle mobilitazioni.

Il dispositivo di sicurezza è stato rafforzato dopo i disordini della settimana precedente. Il prefetto ha disposto restrizioni sulla detenzione e sul consumo in luogo pubblico di contenitori che potrebbero essere utilizzati impropriamente, oltre a divieti relativi a oggetti potenzialmente pericolosi e strumenti per coprire il volto.

Nei giorni scorsi, inoltre, il questore aveva emesso provvedimenti nei confronti di alcuni giovani coinvolti nelle manifestazioni precedenti.

Napoli, corteo composto da oltre 500 persone

A Napoli centinaia di persone hanno partecipato a una manifestazione organizzata attraverso chat e gruppi Telegram, senza la promozione di sigle strutturate. Il corteo, composto da oltre 500 partecipanti secondo le stime riportate, ha raggiunto piazza Municipio scandendo slogan contro il governo e chiedendo le dimissioni della presidente del Consiglio.

Durante la manifestazione sono esplosi due petardi, accolti con fischi e contestazioni da parte degli stessi partecipanti. Gli organizzatori e alcuni manifestanti hanno inoltre invitato le persone presenti a togliere cappucci e coperture dal volto.

La protesta si è svolta prevalentemente in modo pacifico, nonostante alcuni momenti di tensione.

Firenze, Bari e Bologna: vetrine protette e controlli rafforzati

Le misure di sicurezza hanno interessato anche altre città italiane. A Firenze diverse attività commerciali del centro hanno protetto le vetrine, mentre alcune gioiellerie e oreficerie di Ponte Vecchio hanno annunciato la chiusura anticipata. La polizia municipale ha predisposto 32 pattuglie, affiancate dalle altre forze dell’ordine.

A Bari, il negozio Prada di via Sparano ha oscurato le vetrine con pannelli, mentre Gucci ha spostato la merce esposta. Le attività sono rimaste accessibili ai clienti, ma le forze dell’ordine hanno rafforzato la presenza nelle aree centrali, tra piazza Prefettura e largo Giannella.

A Bologna alcuni negozi hanno anticipato la chiusura o protetto le vetrine con pannelli di legno. Tra gli esercizi che hanno modificato gli orari figurano Apple Store e Foot Locker, mentre nella galleria Cavour sono state adottate misure preventive per proteggere le attività commerciali.

Controlli e interventi hanno riguardato anche Trieste, Empoli, Lucca e altre città, con verifiche sulle persone sospettate di essere coinvolte nei disordini o nelle iniziative organizzate attraverso i social.

Siher indagato per istigazione a delinquere

Tra gli sviluppi più rilevanti figura l’indagine su Youssef Siher, trentenne e giornalista freelance, individuato dalla polizia come presunto amministratore della piattaforma del Movimento 17 ottobre e possibile autore del manifesto che ha rilanciato la mobilitazione.

Il giovane è stato perquisito a Milano e accompagnato in questura per gli accertamenti. La Procura gli contesta l’ipotesi di istigazione a delinquere, ma gli investigatori devono ancora ricostruire il suo ruolo e verificare gli elementi raccolti.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato l’importanza delle indagini sulle comunicazioni digitali utilizzate per organizzare le proteste, spiegando che le forze dell’ordine stanno lavorando per individuare le responsabilità legate agli episodi di violenza.

Magistrati e disagio giovanile: il dibattito sulle risposte del governo

La giornata di proteste riaccende anche il confronto sulle misure da adottare per contrastare la violenza giovanile. Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Tango, ha condannato gli atti vandalici e manifestato solidarietà agli agenti feriti, ma ha messo in guardia da risposte basate esclusivamente sull’inasprimento delle pene.

Secondo Tango, per affrontare il disagio giovanile servono interventi coordinati tra scuole, famiglie, istituzioni e terzo settore, senza affidare alle sole forze dell’ordine e alla magistratura la soluzione di un fenomeno complesso.

Mentre le manifestazioni proseguono e le autorità mantengono alta l’attenzione, le indagini sui disordini del fine settimana scorso continuano a svilupparsi anche sul fronte digitale. L’obiettivo è individuare eventuali responsabilità individuali e prevenire nuovi episodi di violenza nelle piazze italiane.