«Il 17 ottobre era solo un assaggio». È questo il clima che emerge dai messaggi condivisi su Telegram, dalle chat criptate di Session e dai video pubblicati su TikTok, dove circolano minacce di nuovi scontri, immagini di barricate e riferimenti ai saccheggi avvenuti a Milano. Tra maschere antigas e scene tratte da videogiochi, la mobilitazione del prossimo 24 ottobre viene presentata da alcuni utenti come una nuova occasione di confronto violento. Il malcontento sociale, alimentato anche dalle contestazioni contro i provvedimenti del governo, rischia di trasformarsi in una protesta difficile da prevedere e controllare. A preoccupare è soprattutto l’assenza di una regia comune: le iniziative sembrano nascere in modo spontaneo, mentre nelle stesse piazze potrebbero convergere gruppi con obiettivi e orientamenti opposti.
Social network tra appelli alla protesta e minacce
La data del 24 ottobre è diventata un punto di riferimento per una mobilitazione eterogenea, nella quale si mescolano richieste concrete, provocazioni e contenuti non verificati. Nelle chat circolano messaggi che annunciano vetrine infrante e disordini, mentre altri invitano a concentrare la protesta davanti ad Agenzie delle Entrate, Comuni e tribunali. Accanto agli appelli più estremi, emergono rivendicazioni legate al costo della vita, agli stipendi insufficienti e all’aumento dei prezzi. Una parte dei partecipanti vuole portare in piazza il disagio economico e sociale, mentre altri sembrano puntare soprattutto sulla spettacolarizzazione degli scontri.
TikTok e la diffusione dei contenuti artificiali
TikTok è uno dei principali canali attraverso cui vengono rilanciati volantini, locandine e inviti alla mobilitazione. Molti contenuti presentano caratteristiche riconducibili al cosiddetto AI slop, ovvero materiale digitale di bassa qualità prodotto o manipolato attraverso strumenti di intelligenza artificiale. A comparire sono anche sigle poco conosciute o gruppi di cui si erano perse le tracce, utilizzati per promuovere iniziative e alimentare il clima di protesta. In questo contesto, distinguere gli appelli autentici dalle provocazioni e dai contenuti falsi diventa sempre più difficile.
Il Movimento 17 ottobre e le rivendicazioni sociali
Tra le realtà nate nelle ultime settimane c’è il Movimento 17 ottobre, che propone una mobilitazione permanente contro il governo. I manifesti diffusi online indicano appuntamenti ricorrenti, alle 15, in diverse città italiane, tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna, Padova, Trieste, Rimini, Napoli e Firenze.I simboli scelti richiamano la jacquerie, la rivolta contadina scoppiata in Francia nel 1358. Il riferimento storico si accompagna a un messaggio politico che punta a riunire giovani e cittadini attorno alla denuncia delle disuguaglianze economiche e sociali.
Il movimento si descrive come una realtà non strutturata, composta da giovani intenzionati a interrogarsi su ciò che ritengono di aver perso e sulle modalità per rivendicarlo. Tra le questioni centrali figurano il caro-vita, gli affitti elevati, i salari bassi e la precarietà lavorativa.
Manifestazioni pacifiche e organizzazione spontanea
Accanto ai gruppi più radicali, si stanno formando reti che puntano a organizzare cortei pacifici, assemblee online e forme di assistenza legale e sanitaria. L’obiettivo dichiarato è evitare che gli episodi di violenza finiscano per oscurare le ragioni economiche e sociali della protesta.
Tra le sigle nate sui social figura anche Italia in piazza, che ha promosso iniziative pacifiche. Tuttavia, la partecipazione alle manifestazioni non sembra dipendere necessariamente dall’adesione a un’organizzazione precisa. Molti utenti potrebbero decidere dove andare sulla base delle informazioni e degli inviti che circolano nelle chat. A Roma, in particolare, sono state indicate più possibili sedi di protesta. La scelta, secondo alcuni messaggi condivisi online, potrebbe avvenire anche all’ultimo momento, seguendo gli aggiornamenti pubblicati sui gruppi di comunicazione.
Allarmi falsi e paura nelle città
Nelle ore precedenti alle manifestazioni sono circolati messaggi che annunciavano presunti episodi di violenza a Pavia, aggressioni contro cittadini stranieri a Milano e reati sessuali ai danni di studentesse a Verona. Si tratta di segnalazioni descritte come false, ma capaci di generare paura e disorientamento. Audio concitati, immagini di armi e schermate condivise senza verifiche hanno contribuito ad alimentare l’allarme. In alcune città, le segnalazioni hanno provocato l’attivazione di presidi delle forze dell’ordine in luoghi dove non si sono poi verificati gli episodi annunciati.
Anche a Como sono circolati screenshot relativi a presunti sondaggi per individuare negozi da assaltare. Episodi di questo tipo mostrano quanto la diffusione incontrollata di informazioni non verificate possa incidere sulla percezione della sicurezza e sulla vita quotidiana dei cittadini.
24 ottobre, anche L’estrema destra si prepara alla mobilitazione
A rendere più delicato il quadro è anche la presenza di gruppi dell’estrema destra e di personaggi attivi sui social che stanno promuovendo iniziative di segno opposto. Tra questi viene indicato Ferenc Venturelli, conosciuto come Eterno, ventenne e iscritto a Futuro Nazionale, che si richiama alla figura di Charlie Kirk. Venturelli avrebbe invitato islamofobi e sostenitori di posizioni nazionaliste a mobilitarsi contro i responsabili dei saccheggi e gli attivisti di sinistra. La prospettiva di una presenza di questi gruppi a Milano il 24 ottobre alimenta i timori di possibili contrapposizioni dirette.
Le dichiarazioni diffuse online, nelle quali si prospetta una reazione violenta in caso di nuovi danneggiamenti, contribuiscono ad aumentare la tensione. Il rischio è che una protesta nata attorno a rivendicazioni sociali si trasformi in un confronto tra gruppi contrapposti, con conseguenze difficili da prevedere per la sicurezza pubblica.







