Roberta Bertacchi, una morte che non torna: la riesumazione della salma riapre il caso

Roberta Bertacchi

La tragica scomparsa di Roberta Bertacchi, la ventiseienne di Casarano (Lecce) trovata impiccata sul balcone di casa il 6 gennaio 2024, si arricchisce di nuovi elementi investigativi. La ragazza sarebbe scivolata in una relazione tossica con il fidanzato, Davide Falcone, trentaseienne attualmente ai domiciliari nell’ambito di un’inchiesta sullo spaccio di droga e indagato per istigazione al suicidio.

Dalle conversazioni estratte dai telefoni emerge un rapporto segnato da forti turbolenze. Gli inquirenti hanno disposto la riesumazione della salma per fare luce su aspetti ancora oscuri, accogliendo i dubbi della famiglia e dei legali Luciano De Francesco e Silvia Romano, da sempre perplessi di fronte all’ipotesi di un gesto volontario. Questo nuovo filone d’indagine potrebbe aggravare la posizione dell’uomo, atteso a processo il prossimo 5 novembre con l’accusa di maltrattamenti nei confronti della compagna.

Gli accertamenti del Ris sugli stivali di Roberta

Nel cimitero di Ruffano le forze dell’ordine hanno avviato le operazioni di dissepoltura per consentire i rilievi ai carabinieri del Ris di Roma, nell’ambito dell’incidente probatorio. Gli esperti concentrano l’attenzione sugli stivali con cui la giovane è stata tumulata, gli stessi indossati nelle sue ultime ore di vita.

Le impronte delle suole saranno confrontate con i segni rilevati sulla pensilina sottostante il balcone e sulla porta d’ingresso dell’abitazione. La difesa dei familiari riferisce la testimonianza di chi avrebbe visto una persona colpire con un calcio quella porta poco prima del ritrovamento del corpo, dettaglio su cui le prime verifiche non avevano rilevato elementi decisivi.

Il dolore della famiglia Bertacchi

Rimane da chiarire se gli indumenti possano conservare ulteriori tracce utili, inclusa la sciarpa del Casarano Calcio stretta al collo della ragazza. L’inchiesta coordinata dalla procuratrice Rosaria Petrolo intende scavare a fondo nei dettagli del legame di coppia per accertare eventuali responsabilità più gravi.

Marina Bonomo, madre di Roberta, ha espresso il profondo sconforto per la riapertura del feretro, sottolineando come i troppi interrogativi irrisolti impediscano una rassegnazione passiva. L’avvocato De Francesco ha ribadito l’aspettativa di ottenere una ricostruzione dei fatti più nitida, considerando le sofferenze patite dalla giovane e i messaggi scambiati prima della tragedia, elementi che potrebbero mettere definitivamente in discussione la tesi del suicidio.