«Non sono mai stato amico di Putin». Matteo Salvini sceglie una risposta netta quando, a margine dell’evento “60 under 30”, una partecipante lo interpella sui suoi rapporti con il presidente russo. Il vicepremier e leader della Lega interviene all’Università Link di Roma, dove l’associazione La Giovane Roma di Federico Lobuono ha promosso un appuntamento dedicato alle nuove generazioni. Il confronto offre a Salvini l’occasione per affrontare anche gli equilibri politici europei, con un attacco al presidente francese Emmanuel Macron e un esplicito auspicio di successo per Marine Le Pen e Jordan Bardella.
Le dichiarazioni arrivano mentre la guerra in Ucraina continua a pesare sulle relazioni tra Mosca e l’Europa. Il riferimento a Vladimir Putin richiama inevitabilmente le polemiche che negli anni hanno accompagnato le posizioni del leader leghista sulla Russia. Salvini, questa volta, risponde direttamente alla domanda e nega di avere mai avuto un rapporto di amicizia personale con il presidente russo.
«Non sono mai stato amico di Putin»: la risposta di Salvini
La frase pronunciata dal vicepremier è breve, ma riguarda uno dei temi più discussi della sua storia politica. In passato Salvini ha espresso giudizi favorevoli su Putin e sulle sue scelte di governo, attirando critiche da parte degli avversari politici. La sua risposta all’Università Link distingue invece il rapporto personale dalle posizioni politiche assunte nel corso degli anni.
«Non sono mai stato amico di Putin», afferma il segretario della Lega, sollecitato da una partecipante all’iniziativa. Una dichiarazione che non cancella le precedenti prese di posizione, ma chiarisce come Salvini intenda oggi definire il proprio rapporto con il presidente russo. Nel materiale disponibile non emergono ulteriori precisazioni del vicepremier su questo punto.
L’attacco a Macron: «Un malgoverno con pochi precedenti»
Dal rapporto con la Russia, Salvini passa alla situazione francese e non risparmia critiche al presidente Emmanuel Macron. Il leader leghista guarda alle tensioni politiche e sociali d’Oltralpe e auspica apertamente un cambio alla guida del Paese.
«Spero veramente che l’anno prossimo Marine Le Pen e Jordan Bardella licenzino Macron, perché un malgoverno come quello che sto vedendo nelle strade francesi in questi giorni ha pochi precedenti», dichiara il vicepremier durante l’incontro romano.
È un giudizio politico particolarmente duro, che conferma la vicinanza della Lega al Rassemblement National. Salvini individua nella leadership di Le Pen e Bardella un’alternativa all’attuale assetto politico francese e collega le difficoltà del governo alla possibilità di una svolta elettorale.
Salvini scommette su Bardella: «A 31 anni potrebbe guidare il governo francese»
Il vicepremier si spinge anche a indicare il nome del possibile futuro capo del governo francese. «Il prossimo presidente del Consiglio in Francia, se gli elettori vorranno, la primavera prossima si chiamerà Jordan Bardella, 31 anni», sostiene Salvini, accompagnando la previsione con una precisazione: parla «col pieno rispetto della sovranità popolare nazionale altrui».
Il riferimento è al giovane presidente del Rassemblement National, figura centrale nella strategia politica del movimento guidato da Marine Le Pen. Salvini ne valorizza l’età e il ruolo, immaginando per lui un futuro alla guida dell’esecutivo francese.
Le parole del leader della Lega restano un auspicio politico e non una prospettiva elettorale acquisita. La scelta del futuro presidente del Consiglio francese dipenderà dagli equilibri istituzionali e parlamentari che emergeranno dalle prossime scadenze elettorali.
All’evento “60 under 30”, dunque, Salvini affronta due questioni differenti ma entrambe centrali nel confronto europeo: da un lato respinge l’etichetta di amico di Putin, dall’altro ribadisce il sostegno politico alla destra francese, indicando in Bardella il protagonista del cambiamento che auspica per il 2027.







