Trump rischia la batosta alle elezioni di Midterm: democratici avanti nei sondaggi, il Texas può decidere il destino del presidente americano

Donald Trump, Ipa @lacapitalenews.it

Donald Trump ha trasformato le elezioni di metà mandato in un referendum sulla propria presidenza. «Fate finta che sulla scheda ci sia io», ha chiesto ai suoi sostenitori. Un appello che potrebbe ritorcersi contro di lui il prossimo 3 novembre, quando gli americani saranno chiamati a rinnovare la Camera dei rappresentanti e un terzo del Senato. I democratici arrivano all’appuntamento con un vantaggio nei sondaggi nazionali e la possibilità di sottrarre ai repubblicani il controllo del Congresso, ridimensionando drasticamente il potere politico del presidente negli ultimi due anni del mandato.

La posta in gioco va ben oltre gli equilibri parlamentari. Una maggioranza democratica alla Camera potrebbe avviare nuove inchieste sull’amministrazione Trump, intensificare il controllo sull’operato della Casa Bianca e aprire ulteriori iniziative di impeachment. Per il presidente, già alle prese con un forte calo di popolarità, sarebbe una sconfitta politica di enorme portata.

I democratici puntano alla Camera

Le rilevazioni riportate nelle ultime settimane descrivono un presidente in difficoltà. Secondo le medie citate all’8 ottobre, il gradimento di Trump sarebbe sceso al 36%, contro il 61% di giudizi negativi. Ancora più severi i risultati attribuiti a Reuters/Ipsos e Pew Research, che collocherebbero l’approvazione rispettivamente al 32% e al 30%.

Sul voto nazionale per il Congresso, i democratici vengono indicati avanti di otto o nove punti. Le stime riportate assegnano loro tra 224 e 240 seggi alla Camera, dove la maggioranza assoluta è fissata a 218. Un risultato del genere consentirebbe all’opposizione di bloccare una parte significativa dell’agenda legislativa repubblicana.

A complicare la situazione per Trump contribuisce anche il malcontento economico, alimentato dal costo della vita e dalle difficoltà delle famiglie americane. Tuttavia, il ridisegno dei collegi elettorali ha rafforzato i repubblicani in diversi distretti, rendendo decisiva la distribuzione territoriale dei voti.

Elezioni Midterm, Texas incubo di Trump

Se alla Camera i democratici partono da una posizione favorevole nei sondaggi citati, la battaglia per il Senato presenta maggiori difficoltà. L’opposizione deve conquistare quattro seggi aggiuntivi per raggiungere la maggioranza. Un eventuale pareggio 50 a 50 lascerebbe infatti ai repubblicani il vantaggio del voto decisivo del vicepresidente JD Vance.

Il Texas è una delle sfide più importanti per gli equilibri del Senato. Il democratico James Talarico contende il seggio al repubblicano Ken Paxton, procuratore generale dello Stato e candidato sostenuto da Trump. Secondo le medie riportate, Talarico sarebbe avanti di circa quattro punti, vantaggio che scenderebbe a due includendo le rilevazioni degli istituti vicini ai repubblicani.

Paxton ha conquistato la candidatura sconfiggendo alle primarie il senatore uscente John Cornyn. La scelta di puntare su di lui ha aperto una competizione particolarmente delicata in uno Stato che rappresenta da decenni uno dei principali pilastri elettorali del Partito repubblicano.

Il costo della vita pesa sul voto

Uno dei segnali più preoccupanti per i repubblicani arriva dall’elettorato latinoamericano, determinante nella vittoria presidenziale di Trump nel 2024. Secondo un sondaggio NBC News/Telemundo, soltanto il 27% degli elettori latinos approva l’operato del presidente, mentre il consenso sulla gestione del costo della vita precipita al 20%.

Il 59% degli intervistati preferirebbe un Congresso controllato dai democratici. Il malcontento riguarda soprattutto l’aumento dei prezzi, gli affitti e le operazioni dell’Ice, l’agenzia federale responsabile dei controlli sull’immigrazione. Arizona, Colorado e Texas sono tra gli Stati nei quali questo cambiamento potrebbe incidere maggiormente.

Anche la partecipazione elettorale rappresenta un’incognita. Una rilevazione Reuters/Ipsos indica una maggiore motivazione tra gli elettori che nel 2024 sostennero Kamala Harris rispetto a quelli di Trump. Altri sondaggi, tuttavia, registrano una forte mobilitazione del nucleo MAGA, ancora fedele al presidente.

Nuovo sondaggio Reuters aggrava la crisi di Trump

A rendere ancora più difficile la situazione della Casa Bianca è arrivato il sondaggio Reuters/Ipsos del 19 ottobre: l’approvazione di Trump è scesa al 31%, mentre i democratici raggiungono il 47% nelle intenzioni di voto per il Congresso contro il 35% dei repubblicani. Dodici punti di distacco che confermano la profondità del malcontento.

Sul fronte texano, la media RealClearPolling aggiornata alle rilevazioni del 16 ottobre attribuisce a Talarico il 48,5% contro il 46,3% di Paxton. Il sondaggio CBS News assegna al democratico il 51% e al repubblicano il 49%, con uno scarto compreso nel margine d’errore.

Intanto, oltre al Texas, l’attenzione dei due partiti si concentra su North Carolina, Ohio, Maine, Iowa e Alaska. In North Carolina il democratico Roy Cooper affronta Michael Whatley, mentre in Ohio l’ex senatore Sherrod Brown cerca di conquistare il seggio conteso al repubblicano Jon Husted.