A poche ore dalla nuova e attesa seduta della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, un video diffuso sui social da Massimo Giletti accende i riflettori su un possibile sviluppo di portata rilevante. Il giornalista e conduttore del programma Lo stato delle cose ha infatti reso nota un’anticipazione secondo cui l’organismo parlamentare potrebbe indicare come presunto mandante dell’omicidio l’ex presidente di Mps Giuseppe Mussari. Allo stato attuale si tratta di un’indiscrezione giornalistica e non di un atto formale dell’organismo d’inchiesta.
La replica di Mussari e il chiarimento di Giletti
Le affermazioni diffuse da Giletti hanno subito innescato una durissima reazione da parte di Giuseppe Mussari. L’ex numero uno dell’istituto senese ha annunciato un’immediata azione legale, definendo quanto dichiarato una calunnia gravissima e senza uguali, oltre che una vera e propria follia. Nonostante l’annuncio della querela, Giletti ha confermato la propria posizione ai microfoni dell’Ansa, spiegando di aver esclusivamente riferito quanto emerso dai propri riscontri giornalistici e aggiungendo che sarà l’ex banchiere a dover rispondere eventualmente ai magistrati e non alla stampa.
La figura di Giuseppe Mussari
Giuseppe Mussari ha guidato la Banca Monte dei Paschi di Siena dal 2006 al 2013 ed è stato anche al vertice dell’Associazione Bancaria Italiana. La sua vicenda manageriale è legata all’operazione di acquisizione di Antonveneta e alle successive manovre finanziarie finite al centro dell’attenzione giudiziaria. Condannato in primo grado a sette anni e sei mesi di reclusione nel 2019, è stato poi assolto in appello nel maggio 2022, verdetto successivamente confermato in via definitiva dalla Corte di Cassazione perché il fatto non sussiste.
I dubbi irrisolti sulla morte di David Rossi
La vicenda comincia nella serata del 6 marzo 2013, quando i soccorritori trovarono senza vita il responsabile della comunicazione di Mps nel vicolo Monte Pio a Siena, precipitato dalla finestra del suo ufficio. Dopo anni in cui la magistratura aveva archiviato la vicenda come suicidio, la commissione d’inchiesta guidata da Gianluca Vinci ha riaperto e riesaminato il caso, mettendo in discussione la tesi del gesto volontario. Durante la sua audizione nel febbraio 2022, Mussari aveva ricordato Rossi dichiarando di avergli voluto bene come a un fratello.







