Inutile girarci intorno: la vera rivelazione di questa edizione di Pechino Express è Chanel Totti. Tappa dopo tappa, la figlia di Francesco Totti e Ilary Blasi si sta scrollando di dosso etichette e pregiudizi, mostrando un lato inaspettato: spontaneo, ironico, sorprendentemente resistente.
Al suo fianco, una presenza che funziona eccome: Filippo Laurino. Tra i due l’intesa è evidente, costruita su un rapporto che affonda le radici nell’infanzia e che oggi, davanti alle telecamere, si traduce in un equilibrio perfetto tra leggerezza e strategia.
Chanel e Laurino, complicità che buca lo schermo
Laurino lo racconta senza giri di parole. «Negli ultimi anni abbiamo avuto modo di legare, entrare più in confidenza. Ci conosciamo da tanti anni ma ho cinque anni più di lei, quando andavo a casa sua da ragazzino giocavo con suo fratello, Cristian». Un legame autentico, quindi, che spiega anche la naturalezza con cui affrontano le difficoltà del viaggio.
E poi c’è il gioco, quello vero. «All’inizio le dicevo: “Guarda che se non fai niente non faccio niente neanch’io”. E lei: “Va bene, arriviamo ultimi”. Poi ha capito che avevamo un potenziale». Da lì, il cambio di passo. Chanel Totti entra nel meccanismo del programma e diventa una risorsa.
Anche nelle situazioni più pratiche. «Era utile quando dovevamo chiedere passaggi: arrivava lì, faceva gli occhi dolci, era rassicurante. Io, a volte, mandavo lei perché magari vedendomi incappucciato non mi avrebbero neanche considerato». Strategia pura, ma con un tocco di ironia che ha conquistato il pubblico.
Il retroscena: la fidanzata che soffre
Fin qui, tutto perfetto. O quasi. Perché fuori dal reality c’è un altro elemento che complica il quadro. Laurino, infatti, è impegnato da tempo. «Sono fidanzato da due anni», ha raccontato al settimanale Chi. E aggiunge, senza nascondere nulla: «Non se la sta vivendo molto bene, si fa molte paranoie, ma sa che sono un ragazzo tranquillo».
Una frase che racconta più di quanto sembri. Perché il successo televisivo, l’esposizione mediatica e la chimica evidente con Chanel Totti stanno inevitabilmente cambiando gli equilibri. Anche se lui prova a ridimensionare: «A me non interessa diventare un influencer, il mio lavoro è il videomaker».
Due mondi che si incontrano
Dietro Filippo Laurino c’è una storia che pesa. È figlio di Graziella Lopedota, manager di grandi nomi dello spettacolo, e di Gabriele Laurino, legato alla maison Armani. Un ambiente abituato ai riflettori, ma che lui sembra voler vivere con una certa distanza.
Eppure, Pechino Express qualcosa ha cambiato. Non solo nella percezione del pubblico, ma anche nella sua quotidianità. La coppia televisiva funziona, crea attenzione, genera narrazione. E inevitabilmente porta con sé conseguenze.
Chanel Totti, da “figlia di” a protagonista
Il punto, però, resta lei. Chanel Totti. Entrata nel programma con l’etichetta ingombrante di “figlia di”, ne sta uscendo come protagonista autonoma. Pigra, sì, come la definisce lo stesso Laurino. Ma capace di adattarsi, crescere, mettersi in gioco.
«Quando le ho detto: “Andiamo a Pechino Express?”, pensava che scherzassi», racconta lui. Poi il provino, l’inizio dell’avventura e la trasformazione. «A parte i primi giorni, poi ha iniziato ad ambientarsi».
E oggi, davanti alle telecamere, è lei a prendersi la scena. Il resto — le gelosie, le dinamiche private, le ombre fuori dal gioco — resta sullo sfondo. Ma non troppo. Perché quando realtà e televisione si intrecciano, il confine diventa sottile. E la storia, inevitabilmente, continua anche fuori dal set.







