Codice della strada, primo sì del governo: multe e patente, cosa cambia e quando

Il Codice della strada entra in una nuova fase con il primo via libera del Consiglio dei ministri del 13 ottobre. La riforma tocca multe, controlli, assicurazione e protezione degli utenti più esposti. Il suo obiettivo dichiarato è rendere le sanzioni più proporzionate, mantenendo una risposta severa alle condotte pericolose. Per chi guida, però, il punto di partenza resta uno: gli annunci del governo non rendono automaticamente operative le nuove disposizioni.

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha presentato il testo dopo il confronto con tecnici, imprese e associazioni. Le novità vanno quindi lette distinguendo lo schema approvato dalle ipotesi discusse durante la consultazione estiva. Importi, condizioni e decorrenze dovranno essere verificati sul testo definitivo al termine dell’iter.

Codice della strada: multe più proporzionate, ma non tutte diminuiscono

La revisione delle sanzioni non si traduce in uno sconto generalizzato. Nella tabella aggiornata sottoposta agli operatori a settembre, il MIT aveva esaminato 795 fattispecie: 66 prevedevano aumenti, mentre l’impatto complessivo veniva stimato in diminuzione di circa il 7%. Si tratta del quadro illustrato nella consultazione, utile per comprendere l’impostazione della riforma, senza confonderlo con una tariffa già applicabile.

Tra gli esempi indicati dal ministero figuravano la violazione dell’obbligo di assicurazione, con una sanzione proposta da 866 a 1.000 euro, e il mancato rispetto della precedenza nelle manovre di immissione, retromarcia e inversione, da 42 a 80 euro. Il criterio annunciato è ridurre il peso delle multe meno gravi e rafforzare quelle legate a rischi concreti.

La stessa tabella comprendeva 85 nuovi casi sanzionatori, elaborati anche per risolvere dubbi applicativi segnalati dalla polizia locale. Fra le condotte considerate c’erano l’intralcio ai pedoni provocato dai monopattini e la circolazione sul marciapiede di veicoli a due o tre ruote. Il tema riguarda quindi anche la convivenza quotidiana tra mezzi e persone negli spazi urbani.

Velocità e notifiche: attenzione alle condizioni del nuovo sistema

Le ricostruzioni giornalistiche del provvedimento descrivono un criterio commisurato ai chilometri orari oltre il limite. Repubblica riferisce dieci euro per ogni chilometro orario in eccesso. Questo dato, da solo, non permette però di calcolare qualsiasi futura multa: per farlo occorrono il testo, le condizioni applicative e le eventuali distinzioni fra tipologie di strada.

Anche sulle notifiche serve distinguere le versioni del progetto. Il termine di 30 giorni circolato nei materiali della consultazione non può essere presentato come una regola già acquisita. Per gli automobilisti resta essenziale fare riferimento alle norme applicabili al verbale ricevuto, senza ricavare scadenze o possibilità di annullamento dagli annunci sulla riforma.

Patente e libretto: i controlli attraverso le banche dati

Un altro passaggio riguarda la semplificazione documentale. Secondo Repubblica, il progetto punta a superare l’obbligo di avere materialmente con sé patente e libretto, consentendo agli agenti di verificare i dati negli archivi. La disponibilità digitale dei documenti e l’effettiva validità del titolo di guida sono però questioni diverse: una verifica telematica non autorizza a guidare senza aver conseguito la patente o con un titolo non valido.

Senza assicurazione, la stretta annunciata dal ministero

Nella comunicazione del 13 ottobre il MIT ha indicato il divieto di marcia a tempo indeterminato per i veicoli senza copertura assicurativa. Il progetto interviene inoltre sulla circolazione degli stranieri in Italia per periodi superiori a trenta giorni e sul recupero delle sanzioni non pagate dagli utenti stranieri.

Il ministero segnala anche misure più severe per chi conduce autobus o mezzi destinati agli scolari senza possedere i requisiti necessari. Il filo comune è la tutela delle persone trasportate e degli altri utenti: la semplificazione delle procedure non coincide con una riduzione degli obblighi di sicurezza.

Motociclisti e disabilità: cosa prevede il Codice della strada

Il testo illustrato dal MIT contempla un programma per installare barriere stradali salva-motociclisti e la possibilità, a determinate condizioni, di usare la corsia di emergenza in autostrada quando incidenti o rallentamenti bloccano il traffico. Anche questa previsione richiede di conoscere limiti e modalità: non va interpretata come un’autorizzazione generale già operativa.

Per le persone con disabilità è prevista l’adesione di tutti i Comuni alla piattaforma nazionale del Contrassegno unificato disabili europeo, il CUDE. L’obiettivo è facilitarne il riconoscimento sul territorio italiano. È un intervento che punta a ridurre gli ostacoli amministrativi negli spostamenti, soprattutto quando si passa dal proprio Comune a un’altra città.

Patente a 17 anni: progetto e guida accompagnata sono distinti

La patente a 17 anni è tra le direttrici presentate dal MIT durante il confronto estivo. Prima di descriverla come una possibilità disponibile occorre verificarne la formulazione finale. Esiste già, invece, un percorso specifico di guida accompagnata: il ministero spiega che un diciassettenne titolare di patente A1 o B1 può ottenere l’autorizzazione a esercitarsi per la patente B con un accompagnatore, alle condizioni previste.

Questa autorizzazione non coincide con la patente B e non consente di guidare da soli. Tenere separati i due strumenti evita di sovrapporre una procedura esistente alla novità discussa nella riforma.

Quando cambieranno le regole

Il primo sì del governo è un passaggio dell’iter, non la data dalla quale cambiano automaticamente controlli e sanzioni. Per sapere cosa sarà applicabile occorrerà verificare l’approvazione definitiva, la pubblicazione e le disposizioni sull’entrata in vigore. Il nuovo Codice della strada promette procedure più semplici e multe calibrate sul rischio; la sua portata concreta dipenderà dalle regole che saranno effettivamente adottate.