Scatta lo stop, 850 autovelox non conformi sono stati spenti: ecco quali non possono più fare multe e perché

Autovelox 1

Da sabato circa 850 autovelox hanno spento gli “occhi”. È l’effetto immediato del decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore, che introduce finalmente le procedure di omologazione previste dal Codice della strada fin dal 1992.

Per oltre trent’anni il sistema ha convissuto con una situazione paradossale. Il Ministero autorizzava molti dispositivi attraverso una semplice approvazione tecnica, mentre la Corte di Cassazione continuava a ribadire che la legge richiedeva un vero e proprio decreto di omologazione. Da qui migliaia di ricorsi vinti dagli automobilisti e una lunga stagione di incertezza.

Quali autovelox restano in funzione

Il nuovo decreto salva circa 3.150 apparecchi già installati sulle strade italiane.

Il Ministero riconosce infatti come omologati 25 prototipi commercializzati dopo agosto 2017 e considera automaticamente regolari tutti i dispositivi appartenenti agli stessi modelli e alle stesse versioni.

Diversa la situazione per gli autovelox più vecchi. Da sabato non possono più elevare sanzioni. I produttori dovranno presentare la documentazione tecnica, superare le prove previste e ottenere l’omologazione prima di riattivarli.

Verifiche obbligatorie ogni dodici mesi

Il decreto introduce anche controlli molto più severi.

Ogni dispositivo dovrà superare una taratura prima dell’entrata in servizio e una verifica periodica ogni dodici mesi. Se il certificato scade, l’autovelox dovrà fermarsi immediatamente. Nessun verbale potrà nascere da un apparecchio privo della certificazione aggiornata.

L’obiettivo del Ministero consiste nel uniformare i controlli su tutto il territorio nazionale e ridurre il contenzioso che negli ultimi anni ha riempito i tribunali.

Si fermano anche oltre cento Tutor

Tra gli impianti destinati allo stop figurano anche 104 Tutor autostradali di vecchia generazione.

Il Ministero chiarisce però che molti di questi sono già in fase di sostituzione con sistemi più moderni e compaiono ancora negli elenchi soltanto per completare la gestione dei verbali già emessi.

Per Luigi Altamura, comandante della Polizia locale di Verona e referente Anci, il decreto rappresenta una svolta attesa da decenni. «Aspettavamo questa norma da trent’anni», spiega, invitando però gli automobilisti a non interpretare lo spegnimento di centinaia di autovelox come un via libera a premere sull’acceleratore.

Il provvedimento non chiude la stagione dei ricorsi, ma mette finalmente ordine in una materia che per oltre tre decenni ha alimentato dubbi, sentenze contrastanti e migliaia di contestazioni sulle multe per eccesso di velocità.