Garlasco, la Procura cala l’asso Roberto Catanesi: perché il nuovo super consulente può cambiare il destino dell’inchiesta

Chiara Poggi – @lacapitalenews.it (2)

Mentre il conto alla rovescia verso il 28 settembre entra nella fase decisiva, la Procura di Pavia mette sul tavolo una nuova carta. Si chiama Roberto Catanesi ed è uno dei più autorevoli psichiatri forensi italiani. La sua nomina come consulente rappresenta uno degli ultimi sviluppi della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi e dimostra che i magistrati non ritengono ancora conclusa la fase di approfondimento tecnico.

Il suo arrivo non è un dettaglio. Dopo il deposito delle consulenze difensive presentate dagli avvocati di Andrea Sempio e la decisione della Procura di svolgere ulteriori verifiche, i pubblici ministeri hanno scelto di affidarsi a uno specialista di primo piano della psichiatria forense. L’incarico conferito parla di «specifiche valutazioni tecnico-scientifiche». Una formula volutamente ampia che, almeno per il momento, non chiarisce quale sia il perimetro esatto dell’attività richiesta.

Un incarico ancora coperto dal riserbo

Proprio il contenuto dell’incarico rappresenta uno degli aspetti più interessanti della vicenda. Al momento non è stato reso noto quale sia l’oggetto preciso della consulenza e sarebbe scorretto attribuirle finalità che non risultano dagli atti conosciuti. Non è possibile affermare, ad esempio, che Catanesi debba valutare la personalità di Andrea Sempio, la sua credibilità, il suo comportamento o quello di Alberto Stasi. Allo stato delle informazioni disponibili, nessuna di queste ipotesi trova conferma ufficiale.

È invece certo che la Procura abbia ritenuto necessario coinvolgere un esperto di altissimo livello prima di assumere la decisione finale sul procedimento. La scelta suggerisce che i magistrati intendano esaminare con particolare attenzione alcuni aspetti emersi durante gli ultimi mesi di indagine e confrontarli con le numerose osservazioni formulate dai consulenti della difesa.

Chi è Roberto Catanesi

Roberto Catanesi è considerato uno dei principali specialisti italiani nel campo della psichiatria forense. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerosi procedimenti giudiziari complessi ed è autore di studi dedicati ai comportamenti criminali, alla valutazione psicopatologica e ai rapporti tra psichiatria e diritto.

La sua esperienza lo rende una figura spesso chiamata quando le indagini richiedono valutazioni particolarmente delicate dal punto di vista scientifico. Per questo motivo la sua nomina viene letta come il segnale che la Procura non vuole lasciare alcun margine d’incertezza prima di chiudere definitivamente il fascicolo.

Il 28 settembre sarà il giorno decisivo

L’arrivo di Catanesi si inserisce in una fase cruciale dell’inchiesta. Il prossimo 28 settembre scadranno infatti le indagini preliminari nei confronti di Andrea Sempio. Entro quella data i pubblici ministeri dovranno decidere se chiedere il rinvio a giudizio oppure archiviare nuovamente il procedimento.

Negli ultimi mesi il confronto tra accusa e difesa si è intensificato. Dopo la discovery, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti hanno depositato cinque consulenze tecniche e una memoria difensiva che hanno spinto la Procura ad annunciare nuovi approfondimenti per verificarne il rigore e l’affidabilità scientifica. La nomina di Catanesi si colloca proprio all’interno di questa attività istruttoria supplementare.

Una decisione che può pesare sull’inchiesta

Qualunque sia il contenuto della consulenza, una cosa appare evidente: la Procura non intende arrivare alla scadenza di settembre lasciando zone d’ombra. Prima di decidere il futuro giudiziario di Andrea Sempio, i magistrati vogliono completare tutte le verifiche ritenute necessarie e confrontare ogni elemento raccolto con le osservazioni della difesa.

Sarà poi il contenuto degli atti, e non il solo nome del consulente, a chiarire quale contributo Roberto Catanesi avrà dato all’inchiesta. Di certo, la scelta di affidarsi a uno dei massimi esperti italiani di psichiatria forense conferma che il caso Garlasco continua a evolversi su più piani contemporaneamente: investigativo, scientifico e processuale. E che, prima della decisione attesa per il 28 settembre, la Procura vuole avere a disposizione il quadro tecnico più completo possibile.