Garlasco, Cassese rompe il silenzio: «Senza l’intervento del 118 avremmo avuto un’altra verità». E spiega il giallo dei verbali di Sempio

Andrea Sempio e il mistero dell’impronta

L’inchiesta bis sul delitto di Garlasco continua a riaprire anche le pagine più controverse della prima indagine. A tornare a parlare è Gennaro Cassese, all’epoca capitano dei carabinieri e oggi al centro delle verifiche della Procura di Pavia sulle modalità con cui vennero condotti gli interrogatori degli amici di Marco Poggi.

L’ex ufficiale ha ricostruito la propria versione dei fatti, soffermandosi sia sull’intervento del 118 che riguardò Andrea Sempio sia sulle contestazioni relative alla sovrapposizione degli orari riportati nei verbali del gennaio 2008.

«Senza il 118 avremmo avuto un’altra verità»

Il primo passaggio riguarda proprio il malore accusato da Andrea Sempio durante gli interrogatori. «Senza la ricerca dell’intervento del 118 noi avremmo avuto un’altra verità e la verità che emerge oggi è agghiacciante», è stato ribadito.

Secondo la ricostruzione illustrata, già il 9 gennaio 2008 il tenente Francesco Bruno avrebbe segnalato un elemento ritenuto anomalo. «Analizzando i tabulati di casa Poggi e di Chiara fa una nota alla Procura in cui dice: “State attenti, è emersa un’anomalia nei confronti di Andrea Sempio per le telefonate fatte a casa Poggi”. Specifica richiesta.» Un elemento che, secondo questa ricostruzione, avrebbe rappresentato uno dei primi segnali investigativi riguardanti Sempio.

La spiegazione sul giallo dei verbali

Cassese ha poi affrontato direttamente uno dei punti più discussi della nuova inchiesta, cioè la presunta incompatibilità tra gli orari riportati nei verbali degli interrogatori. «Se lei vede gli altri verbali è scritto “presso questo comando”. Significa che Andrea Sempio è stato sentito negli uffici del Nucleo Operativo della Compagnia, che si trovano diametralmente opposti all’ufficio presso questa sede, che era il mio ufficio, dove ho sentito gli altri ragazzi.»

Secondo l’ex capitano, proprio questa diversa collocazione degli uffici spiegherebbe la sovrapposizione temporale contestata oggi dalla Procura. «Questo cosa vuol dire? Significa che noi abbiamo necessariamente, tra virgolette, sospeso quel verbale per prendere questo scontrino e ci siamo portati nell’altra parte della caserma, perché lì era indicato il luogo, e abbiamo sentito gli altri ragazzi». Per Cassese quella ricostruzione chiarisce la successione delle attività investigative. «Questo è importante per fare chiarezza perché questa è una sequenza temporale.»

Le verifiche della Procura proseguono

Le dichiarazioni dell’ex ufficiale arrivano mentre la Procura di Pavia continua ad approfondire le presunte anomalie emerse nella prima inchiesta sul delitto di Chiara Poggi. Tra gli aspetti al centro degli accertamenti figurano proprio gli orari degli interrogatori, il malore accusato da Andrea Sempio con il successivo intervento del 118 e la gestione delle attività investigative svolte nella caserma dei carabinieri nel gennaio 2008. Elementi che oggi vengono nuovamente riletti dagli inquirenti nell’ambito della nuova indagine, con l’obiettivo di verificare se vi siano state omissioni, errori o ricostruzioni incomplete durante la prima fase investigativa.