EasyJet passa di mano, ok all’accordo con Castlelake

EasyJet 1

La compagnia aerea low-cost britannica EasyJet ha annunciato di aver raggiunto un accordo di principio con la società di investimento statunitense Castlelake. La decisione è stata accolta molto favorevolmente dai mercati azionari. In Borsa il titolo è salito del 9,67%. L’operazione, valutata complessivamente 5,5 miliardi di sterline (circa 7,34 miliardi di dollari), segna l’inizio di una trasformazione radicale che punta a rendere la compagnia «più solida e resiliente».

L’accordo poggia su un’offerta migliorata di 6,90 sterline per azione. Questa base finanziaria appresenta un premio del 73% rispetto a quello di chiusura del 29 maggio 2026, data in cui Castlelake aveva formalizzato il proprio interesse iniziale presso le autorità di regolamentazione britanniche.

L’accordo non si limita al solo contante. La struttura portante finanziaria dell’operazione prevede infatti uno scambio parziale in azioni non quotate, offrendo una certa flessibilità agli azionisti attuali. Questa opzione è soggetta all’approvazione definitiva e alla formalizzazione dei termini previsti dal Codice delle acquisizioni britannico.

Questa scelta arriva in un momento di estrema complessità operativa per il settore aereo mondiale. Le compagnie si trovano oggi a lottare contro l’aumento vertiginoso dei prezzi del carburante e la pressione sui margini di profitto derivante dalle tensioni geopolitiche, in particolare il conflitto con l’Iran.

Gli asset strategici della compagnia

Castelake ha puntato su EasyJet per il valore dei suoi asset strategici. Il gruppo britannico ha una flotta composta da 355 aeromobili. Detiene posizioni privilegiate in aeroporti chiave come Londra Gatwick, Parigi e Ginevra, scali estremamente ambiti e difficili da penetrare per la concorrenza. La sua rete di trasporto intercontinentale è capillare. Vola in 38 Paesi e copre oltre 1.200 rotte.

Il Fondo Usa ha confermato il proprio supporto al piano di rinnovo della flotta, che Castlelake immagina con nuovi aeromobili Airbus. L’utilizzo di velivoli appena usciti di fabbrica, di ultimissima generazione e soprattutto meno energivori è considerato un pilastro fondamentale per migliorare l’efficienza operativa e ridurre l’impatto ambientale, garantendo risparmi sui costi del carburante nel lungo periodo.

Settimane di trattative

La possibile intesa giunge dopo settimane di tira e molla sui due fronti e ben 4 offerte. A giugno, easyJet aveva respinto l’ultima proposta da 4,93 miliardi di sterline da parte di Castlelake, ma aveva chiaramente indicato il proprio interesse a proseguire le trattative concedendo al gestore di private equity un accesso limitato ai dati commerciali della compagnia aerea. Negli Usa il Fondo di private equity finanzia decine di compagnie aeree e conosce molto bene il mercato.

Castlelake, secondo quanto si è appreso, deterrebbe il 49% della società. Per il board aziendale si fanno i nomi di Mark Breen e Peter Bellew, una figura di spicco nel settore, già ceo di Malaysia Airlines e direttore operativo di easyJet tra il 2019 e il 2022.

Nei passaggi attesi nelle prossime settimane il ruolo dei grandi azionisti sarà fondamentale. Stelios Haji-Ioannou, fondatore di EasyJet nel 1995, pur avendo lasciato il cda aziendale nel 2010, detiene una delle quote maggiori del gruppo, un pacchetto che vale il 15% dell’azienda. Storicamente critico nei confronti del management riguardo ai piani di espansione, la sua posizione sull’offerta di Castlelake sarà determinante per il successo finale dell’operazione.

L’intesa raggiunta non equivale ancora al lancio formale dell’offerta: la proposta è infatti subordinata a diverse condizioni preliminari. Tra queste spicca il completamento di un’attività di due diligence, cioè l’analisi approfondita dei conti, dei contratti e dei principali aspetti legali e operativi del passaggio di proprietà che potrebbe avvenire tra 4 settimane, lunedì 3 agosto.