Garlasco, spunta un cellulare mai analizzato fino in fondo: la Procura punta sui 40 gigabyte di dati di Sempio

Garlasco Sempio intercettato

L’inchiesta sul delitto di Garlasco continua a scavare anche nei dettagli apparentemente rimasti ai margini. Mentre l’attenzione pubblica si concentra su Dna, impronte, verbali e ricostruzioni investigative, nell’informativa dei carabinieri compare un elemento destinato ad alimentare nuove verifiche: un telefono cellulare attribuito ad Andrea Sempio che, secondo gli atti, non sarebbe stato ancora analizzato integralmente.

Si tratta di un iPhone 12 mini sottoposto a copia forense dagli investigatori. Un dispositivo moderno, ovviamente non utilizzato nel 2007, ma che potrebbe contenere elementi ritenuti utili dagli inquirenti nell’ambito della nuova indagine. Secondo quanto riportato nell’informativa, il volume dei dati estratti si aggira intorno ai 40 gigabyte e l’attività di analisi, al momento della redazione del documento, non risultava ancora conclusa.

L’analisi forense ancora aperta

Nell’informativa si legge chiaramente: «Il volume dei dati in esso presente si attesta intorno ai 40 GB e l’analisi di quanto estrapolato tramite copia forense non è stata conclusa. A operazioni di analisi ultimate sarà inviata opportuna integrazione delle attività svolte».

Una frase che lascia intendere come il lavoro degli specialisti informatici fosse ancora in corso al momento della stesura degli atti.

Non è possibile sapere, allo stato attuale, se quella successiva integrazione sia già stata depositata oppure se gli accertamenti siano ancora in corso. La Procura di Pavia mantiene infatti il massimo riserbo sulle attività investigative ancora aperte.

Perché quel telefono interessa gli investigatori

Lo smartphone non può naturalmente contenere informazioni dirette sull’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007, essendo un dispositivo acquistato molti anni dopo i fatti. L’interesse investigativo riguarda piuttosto eventuali dati, comunicazioni, archivi, cronologie, contatti o altri elementi che possano contribuire alla ricostruzione complessiva della vicenda o essere utili nell’attuale fase dell’indagine.

Negli ultimi mesi gli investigatori hanno disposto numerosi approfondimenti tecnologici, riesaminando dispositivi elettronici e supporti informatici già acquisiti o sequestrati nel corso della nuova inchiesta. L’obiettivo è verificare ogni elemento che possa confermare oppure smentire l’ipotesi investigativa sviluppata dalla Procura.

L’inchiesta resta aperta

La nuova indagine coordinata dalla Procura di Pavia va avanti ormai da oltre un anno e si caratterizza proprio per la volontà di riesaminare ogni aspetto della vicenda con strumenti investigativi e tecnologie oggi disponibili.

Andrea Sempio resta l’unico indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, mentre Alberto Stasi è stato condannato con sentenza definitiva per il delitto. L’attività della Procura, tuttavia, non è ancora conclusa e gli stessi magistrati stanno continuando ad acquisire elementi prima di assumere eventuali decisioni processuali.

Il futuro dell’indagine

L’esito dell’analisi del telefono potrebbe rappresentare uno dei tasselli aggiuntivi del mosaico investigativo, ma il suo peso potrà essere valutato soltanto quando gli accertamenti saranno completati.

Al momento non è noto se dai 40 gigabyte estratti siano emersi elementi rilevanti o se l’esame abbia semplicemente richiesto tempi tecnici particolarmente lunghi. Proprio per questo gli investigatori hanno previsto una successiva relazione integrativa destinata a completare il lavoro già confluito nell’informativa principale.

Nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco ogni dettaglio viene verificato con estrema attenzione. Anche un telefono apparentemente secondario può diventare uno degli elementi che la Procura intende valutare prima di chiudere definitivamente il quadro investigativo.