Stefano De Martino vuole rivoluzionare tutto, infatti la macchina del Festival di Sanremo 2027 è già partita a tutta velocità e il nuovo direttore artistico ha le idee chiarissime. Non sarà un’edizione “di passaggio”: la Rai ha blindato lo showman affidandogli anche il 2028, segno che il progetto è a lungo termine e destinato a rompere definitivamente con il passato. Cinque serate, dal 16 al 20 febbraio, che trasformeranno l’Ariston in un palcoscenico globale.
Novità clamorose
La novità più clamorosa di De Martino riguarda la quarta serata, quella del venerdì. Dimenticate le esibizioni classiche: i cantanti dovranno trasformare il proprio brano in uno show da vero concerto. “Gli artisti metteranno in scena la loro visione creativa, un salto verso l’internazionalità”, ha spiegato il conduttore.
Ma il vero colpo di scena è un altro: il venerdì verrà scelto il rappresentante italiano per l’Eurovision Song Contest. Si crea così una gara parallela: il vincitore di Sanremo e chi andrà all’Eurovision potrebbero non essere la stessa persona. Sabato resterà invece “sacro” per l’incoronazione del vincitore del Festival. Il nuovo schema delle 5 serate sarà così strutturato:
- Martedì: Prima esibizione di tutti i Big.
- Mercoledì: Seconda manche per tutti gli artisti.
- Giovedì: L’immancabile serata delle Cover.
- Venerdì (Eurovision Night): Performance in versione “Live show” e scelta del rappresentante per l’Europa.
- Sabato: Finalissima e proclamazione del vincitore di Sanremo 2027.
Basta maratone notturne infinite
L’obiettivo di De Martino è “alleggerire” la gara, riducendo il numero dei Big per dare più spazio al racconto e alla qualità delle esibizioni. Nonostante sul tavolo ci siano già circa 500 proposte, il direttore artistico non ha fretta e applica un metodo di selezione rigidissimo e molto personale. Per passare il turno, una canzone deve superare il “test dei tre ascolti”:
- In cuffia: per la qualità tecnica e la pulizia del suono.
- In auto: per testare l’orecchiabilità durante la guida.
- Mentre corre: per capire se il ritmo ha la forza di trascinare.
“Se sopravvive a questi tre test, c’è qualcosa di buono”, assicura Stefano. E sulla pressione del ruolo, cita il maestro Pippo Baudo: “Mi ha insegnato a scegliere con la mia testa, perché in TV è la mia faccia quella che conta”.
Il ritorno dei super ospiti
Il Sanremo di De Martino punta a tornare grande nel mondo. Il diktat è chiaro: riportare all’Ariston i big della musica internazionale, un elemento che negli ultimi anni era passato in secondo piano.
Ma il vero sogno è un nome tutto italiano: Vasco Rossi. “Lui ha le chiavi dell’Ariston, può entrare quando vuole”, ha dichiarato De Martino, lanciando un invito aperto al Blasco nazionale. E sui Måneskin? Lo showman scherza: “Più che una reunion, faranno una riunione a Sanremo”, lasciando intendere che le trattative per grandi ritorni sono già caldissime.
Dopo l’era Conti, De Martino sente la responsabilità: “Spero non si siano sbagliati a scegliermi”, confessa con ironia. Ma tra sarcasmo e nuove regole, il suo Sanremo ha già l’aria di un evento imperdibile.







