A Riccione c’è ancora una spiaggia dove il lettino costa 4 euro e l’ombrellone è gratis: «Se aumento i prezzi la gente non viene più»

C’è una piccola spiaggia di Riccione che sembra essersi fermata nel tempo. Mentre lungo le coste italiane il prezzo di ombrelloni e lettini continua a crescere e una giornata al mare può arrivare a costare decine di euro, allo stabilimento balneare numero 16 la filosofia è rimasta quella di una volta: il lettino costa appena 4 euro e l’ombrellone non si paga.

A difendere questa scelta controcorrente è Guerrino Ricci, 86 anni, storico gestore dello stabilimento, uno dei volti più conosciuti della Riviera romagnola. Da oltre mezzo secolo accoglie clienti e turisti con un’idea semplice: il mare deve restare accessibile a tutti, soprattutto a chi ogni estate torna nella stessa spiaggia.

«L’ombrellone io non lo faccio pagare», racconta con un pizzico di orgoglio, consapevole che la sua politica tariffaria rappresenta ormai un’eccezione nel panorama balneare italiano.

Una scelta che va contro il mercato

Negli ultimi anni il costo dei servizi sulle spiagge italiane è aumentato progressivamente. Anche sulla Riviera romagnola, considerata la culla del turismo balneare italiano, un ombrellone stagionale con tre lettini può costare tra i 500 e gli 800 euro, a seconda della località e della posizione.

Per una famiglia che sceglie il noleggio giornaliero, la spesa si aggira generalmente tra i 30 e i 40 euro per un ombrellone con tre lettini, mentre un affitto mensile può superare tranquillamente i 150 o i 200 euro.

Guerrino Ricci ha deciso invece di percorrere la strada opposta. Nessuna differenza di prezzo tra la prima fila e le postazioni più arretrate. «Che sia a riva o verso la strada non cambia niente», spiega.

«I miei clienti sono anziani»

Dietro questa scelta non c’è soltanto una politica commerciale, ma una precisa idea di ospitalità. «I miei clienti sono spesso anziani e la maggior parte provengono dall’entroterra, poco lontano da Rimini e da Riccione. Non me la sento proprio di aumentare i prezzi, anzi se lo faccio la gente non verrà più al mare».

Parole che raccontano una clientela diversa da quella delle grandi località del turismo internazionale. Molti frequentatori dello stabilimento sono pensionati o famiglie che arrivano per la giornata dai comuni vicini e che, anno dopo anno, hanno mantenuto la stessa abitudine. Per Ricci il rapporto con queste persone vale più di qualsiasi rincaro. Meglio rinunciare a qualche euro in più che perdere clienti storici che continuano a scegliere quella spiaggia da decenni.

La spiaggia che non conosce crisi

La scelta sembra premiarlo. Mentre molti stabilimenti registrano il tutto esaurito soltanto nei fine settimana più affollati, la spiaggia numero 16 continua a riempirsi con regolarità.

La fedeltà dei clienti è uno dei patrimoni più preziosi costruiti in oltre cinquant’anni di attività. C’è chi torna ogni estate senza mai cambiare stabilimento, trasformando la vacanza in una tradizione familiare.

Tra le presenze storiche che Guerrino Ricci ricorda con maggiore affetto c’è Heidi, turista tedesca di 87 anni, che continua a scegliere ogni anno la stessa spiaggia di Riccione. Un esempio di quel turismo affezionato che ha contribuito a costruire il successo della Riviera romagnola negli anni del suo massimo splendore.

Il volto della vecchia Riviera

Lo stabilimento di Guerrino Ricci rappresenta un pezzo della storia del turismo italiano. La Riviera romagnola è stata una delle prime realtà a trasformare la spiaggia in un modello di ospitalità organizzata, capace di attirare milioni di vacanzieri italiani e stranieri.

Oggi il turismo è cambiato, gli stranieri sono diminuiti e il mercato impone spesso politiche tariffarie diverse. Eppure, in questo piccolo tratto di spiaggia di Riccione sopravvive ancora un’idea semplice: il mare come luogo popolare, accessibile e senza distinzioni.

Per Guerrino Ricci, a 86 anni, il segreto non è rincorrere i prezzi del mercato, ma continuare a coltivare il rapporto con chi torna ogni estate. Una filosofia che resiste al tempo e che, almeno per ora, continua a riempire gli ombrelloni.