Mario Orfeo lascia la direzione di Repubblica e si trasferisce nel gruppo QN di Leonardo Maria Del Vecchio. Dal 9 settembre assumerà il ruolo di direttore editoriale di QN Media, con il compito di coordinare la strategia delle testate Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Quotidiano Nazionale. L’annuncio ufficiale racconta però soltanto l’approdo. Dietro la partenza da Largo Fochetti emergono incomprensioni profonde con il nuovo editore di Gedi, Theodore Kyriakou, e con l’amministratrice delegata Mirja Cartia d’Asero.
Orfeo dirigeva Repubblica dall’ottobre 2024. Ha guidato Il Mattino, Il Messaggero e tutti e tre i principali telegiornali della Rai, oltre ad aver ricoperto il vertice operativo della televisione pubblica. Proprio il suo lungo curriculum televisivo rende ancora più significativa la frattura con Kyriakou.
Il progetto televisivo che avrebbe escluso Orfeo
Il nuovo proprietario vuole trasformare Gedi in un gruppo multimediale con una forte componente televisiva. Il progetto, descritto come una possibile «Cnn italiana», dovrebbe integrare giornale, video, piattaforme digitali e informazione continua attorno al marchio Repubblica.
Secondo le indiscrezioni circolate negli ambienti editoriali, Kyriakou e Cartia d’Asero avrebbero affidato a società di selezione il compito di individuare il profilo adatto a guidare il nuovo polo televisivo. La decisione avrebbe irritato Orfeo, che poteva rivendicare un’esperienza difficilmente eguagliabile nel settore dell’informazione televisiva.
Il direttore avrebbe letto la ricerca esterna come un segnale inequivocabile: la nuova proprietà non intendeva affidargli il progetto centrale del rilancio. Da qui lo strappo, maturato mentre i nuovi vertici ridisegnavano ruoli, strategie e catena di comando del gruppo.
Tra i nomi che circolano per la nuova area televisiva compare Andrea Pucci, attuale responsabile dell’informazione Mediaset e manager con un profilo editoriale molto distante dalla tradizione politica e culturale di Repubblica. Al momento Gedi non ha ufficializzato alcuna nomina.
L’offerta di Del Vecchio e il nuovo ruolo in QN
Leonardo Maria Del Vecchio ha offerto a Orfeo un incarico più ampio della semplice direzione di una testata. Il giornalista dovrà infatti coordinare l’indirizzo editoriale dell’intero gruppo QN e contribuire al progetto di integrazione tra identità dei quotidiani, tecnologia, prodotto e raccolta pubblicitaria.
Il passaggio gli consente quindi di lasciare una direzione che sentiva ormai indebolita e di entrare in un gruppo nel quale potrà esercitare un’influenza più vasta. Del Vecchio, azionista di maggioranza da gennaio 2026, punta a rilanciare i quotidiani territoriali e a rafforzarne la presenza nazionale.
Orfeo saluterà ufficialmente Repubblica il 1° settembre. Otto giorni dopo inizierà la nuova avventura. Il cambio rappresenta uno dei movimenti più rilevanti dell’estate nel mercato dell’editoria italiana.
Repubblica perde anche Lirio Abbate
L’uscita di Orfeo arriva subito dopo quella di Lirio Abbate, giornalista specializzato in mafia, terrorismo e grandi inchieste. Abbate entrerà al Giornale con il ruolo di vicedirettore e lavorerà accanto a Tommaso Cerno.
Le due partenze alimentano le preoccupazioni sul futuro del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. Kyriakou ha promesso investimenti e rilancio, ma la nuova amministrazione ha avviato anche una revisione dei costi, dei ruoli dirigenziali e degli organici. Negli ultimi mesi hanno lasciato il gruppo il responsabile delle risorse umane Alessandro Bianco e il capo dell’area digitale Fabiano Begal, mentre Cartia d’Asero ha inserito diversi manager provenienti dal Sole 24 Ore.
Il nodo decisivo riguarda ora la direzione di Repubblica e l’identità che la nuova proprietà vorrà assegnare al giornale. L’addio di Orfeo non racconta soltanto un cambio professionale: fotografa lo scontro tra un direttore con una lunga esperienza nei quotidiani e nella televisione e un editore che vuole costruire un gruppo nuovo, scegliendo personalmente uomini, linguaggi e linea editoriale.







