ter, scudetto e polemiche. Dopo il titolo conquistato contro il Parma, Giuseppe Marotta prende la parola e chiude il cerchio su una stagione dominata. Ma oltre alla festa, il presidente dell’Inter affronta anche il tema più caldo degli ultimi giorni: l’inchiesta sugli arbitri.
Marotta celebra lo scudetto Inter
«Straordinario questo scudetto per come è arrivato, siamo a 12 punti dalla seconda e abbiamo vinto a quattro giornate dalla fine», ha dichiarato ai microfoni di QSVS. Un titolo che, secondo il dirigente, va oltre le aspettative iniziali: «Questo depone come sia uno scudetto meritato e straordinario».
Marotta sottolinea il lavoro del club negli ultimi anni: «Abbiamo vinto cinque titoli con tre allenatori diversi. Abbiamo una cultura dello sport forte». Un modello che, a suo dire, ha reso più semplice anche un passaggio delicato come il cambio in panchina.
Chivu promosso: “È il futuro dell’Inter”
Il nome su cui punta tutto è quello di Cristian Chivu. «Per me è l’allenatore del futuro dell’Inter, può aprire un ciclo», ha detto senza esitazioni.
Marotta elenca le ragioni della scelta: «Aveva vinto il Triplete, ha allenato la Primavera, ha senso di appartenenza e ha già dimostrato di saper vincere». Poi il riconoscimento pieno: «È stato l’artefice e il leader riconosciuto di questa squadra».
Un’investitura netta, che trasforma la stagione dello scudetto nel punto di partenza di un possibile nuovo ciclo.
Il nome simbolo: Lautaro
Quando gli viene chiesto un volto per questo titolo, Marotta non ha dubbi: «Se devo fare un nome lo faccio, è il capitano». Il riferimento è a Lautaro Martinez, indicato come simbolo della squadra e dei valori che hanno portato alla vittoria.
Non dimentica però il gruppo: «Bisogna ricordare anche chi non ha mai giocato», sottolineando il lavoro invisibile di giocatori come Di Gennaro durante la stagione.
Marotta e l’inchiesta arbitri: “Mai fatto”
Poi il passaggio più atteso, quello sull’inchiesta arbitri che coinvolge il sistema delle designazioni. Marotta respinge tutto senza lasciare spazio a interpretazioni: «Non abbiamo mai immaginato di avere un elenco di arbitri graditi o meno».
E ribadisce: «Non abbiamo mai indicato né verbalmente né per iscritto arbitri graditi o sgraditi. Assolutamente. Non è nel nostro DNA».
Un messaggio diretto anche ai tifosi: «Devo rassicurare ancora i tifosi sul fatto che ci siamo sempre comportati con correttezza e lealtà».
ter, scudetto e polemiche
La stagione dell’Inter si chiude così, tra il trionfo del 21esimo scudetto e le ombre di un’inchiesta che continua ad allargarsi. Marotta prova a separare i due piani: da una parte i risultati sul campo, dall’altra le accuse ancora tutte da verificare.
E mentre Milano festeggia, il presidente nerazzurro prova a blindare il futuro: Chivu in panchina, Lautaro leader e una linea difensiva chiara sulle polemiche. Perché lo scudetto è già storia. Il resto, per ora, è ancora tutto da scrivere.







