La lirica entra a scuola: il melodramma nei programmi di letteratura dei licei

Giuseppe Valditara

Accanto alle pagine dei Promessi Sposi e alle liriche dei Canti, sui banchi di scuola degli studenti italiani troveranno posto i libretti del melodramma. Dal prossimo anno scolastico, la grande opera lirica entrerà ufficialmente nei programmi di letteratura italiana dei licei, affidata direttamente ai docenti di lettere.

A dare l’annuncio è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, nel corso di un incontro con gli studenti di tre istituti milanesi (Tito Livio, Virgilio e San Carlo) organizzato al Teatro alla Scala.

Il valore identitario del melodramma

Per spiegare il senso dell’iniziativa, il ministro ha voluto sottolineare il valore popolare e identitario del genere operistico nella storia d’Italia: «Il cittadino comune non declamava l’Infinito di Leopardi, ma cantava il Va’, pensiero», ha affermato Valditara, definendo la novità come una vera e propria “piccola rivoluzione”.

Secondo il titolare del Viale Trastevere, è giunto il momento di superare un “anziano snobismo” risalente a oltre un secolo fa, quando il melodramma veniva ingiustamente escluso dai programmi scolastici perché considerato una forma d’arte troppo popolare rispetto ai classici della letteratura.

Nessun costo extra: la lirica affidata ai docenti di italiano

L’inserimento del melodramma tra le materie di studio non comporterà l’assunzione di nuovi docenti né l’impiego di risorse o corsi di formazione aggiuntivi. La spiegazione e l’analisi dei testi lirici faranno parte del programma di italiano. «Sarà un capitolo della storia della letteratura italiana e si studierà come si studia Manzoni», ha chiarito il ministro, aggiungendo con fiducia: «Non dobbiamo immaginare che un docente di lettere non conosca il Nabucco».

Ortombina (La Scala): «Opere verdiiane pari ai grandi romanzi»

All’evento intitolato “Il melodramma come letteratura nazionale” è intervenuto anche il sovrintendente del Teatro alla Scala, Fortunato Ortombina, che ha rimarcato lo stretto legame intellettuale tra Giuseppe Verdi e Alessandro Manzoni, ricordando inoltre il peso culturale di maestri come Arturo Toscanini. «Considero opere come La forza del destino, Don Carlo e Simon Boccanegra non meno importanti dei romanzi», ha dichiarato Ortombina, rivendicando il pieno valore letterario e drammaturgico dei libretti d’opera.

E alla domanda se il melodramma o le opere di Verdi potessero persino diventare traccia d’esame alla prossima Maturità, il ministro Valditara ha preferito non sbilanciarsi con un sorriso: «Sarebbe uno spoiler».