L’immagine che meglio descrive la devastazione del centro di Milano di sabato 17 e domenica 18 ottobre ritrae un giovanissimo di neanche quattordici anni in fuga da un supermercato assalito e depredato in via Torino. Con una mano regge la tuta e con l’altra stringe un mazzo di fiori appena rubato insieme al telefono cellulare con cui sta trasmettendo in diretta l’assalto.
Tra le urla dei coetanei che mettono in guardia dall’arrivo delle forze dell’ordine, emerge il ritratto di una generazione violenta e annoiata. Spaccare il centro di Milano è diventato un passatempo virale in cui la ricerca di visibilità sui social network cancella qualsiasi ideale politico o motivazione ideologica.
A Milano protagonista la rete di TikTok
A coordinare le migliaia di giovanissimi arrivati in città dalle periferie e dalle province vicine è la piattaforma TikTok, ormai strumento principale per diffondere gli appuntamenti e rilanciare le immagini del caos. Su gruppi dedicati e chat di messaggistica si scambiano indicazioni geografiche e mappe per raggiungere i punti di ritrovo.
Il fenomeno unisce modelli di guerriglia ispirati ai casseur francesi a dinamiche di aggregazione spontanea. Tra i manifestanti aumentano i giovanissimi, spesso appena dodicenni, attirati dalla possibilità di compiere atti vandalici e di raccontarli in tempo reale attraverso dirette e brevi filmati condivisi in rete.
L’assenza di interlocutori e la risposta della polizia
Gli investigatori sottolineano la completa assenza di matrici politiche o di leader riconosciuti, un elemento che rende impossibile ogni forma di mediazione o di trattativa sul campo. Le forze dell’ordine si trovano a fronteggiare una massa disorganizzata ma aggressiva, guidata dal desiderio di sfida e dal saccheggio dei negozi.
Nonostante l’aggressività mostrata contro le forze di polizia con il lancio di pietre e ordigni, l’inesperienza di piazza di molti partecipanti ha portato a un numero record di fermi. Nella sola notte di sabato, infatti, diversi minorenni hanno pianto in questura chiedendo l’aiuto dei propri genitori.







