Il campo largo supera il centrodestra nei sondaggi politici, anche se il vantaggio resta contenuto e non permette di parlare di un risultato elettorale acquisito. L’ultima rilevazione dell’Istituto Piepoli, diffusa il 19 ottobre 2026, assegna alla coalizione delle opposizioni il 43,5% delle intenzioni di voto, contro il 42% dell’alleanza di governo. Un distacco di un punto e mezzo che fotografa una competizione serrata, mentre emergono movimenti significativi tra i singoli partiti.
Fratelli d’Italia conserva il primato nazionale, la Lega recupera consensi e Futuro Nazionale di Roberto Vannacci registra una flessione. Ma il dato politicamente più interessante riguarda il confronto tra Giorgia Meloni e i possibili candidati delle opposizioni alla presidenza del Consiglio.
Il campo largo al 43,5% supera il centrodestra
Il dato sulle coalizioni rappresenta uno degli elementi centrali della rilevazione. Il campo largo raggiunge il 43,5%, mentre il centrodestra si attesta al 42%. La distanza è limitata e deve essere letta tenendo conto del margine d’errore, non indicato nei dati disponibili.
Inoltre, le intenzioni di voto non coincidono automaticamente con la distribuzione dei seggi. Il risultato di eventuali elezioni dipenderebbe anche dalle alleanze effettivamente presentate, dai collegi e dal sistema elettorale.
Resta comunque il segnale di una competizione aperta, soprattutto perché il vantaggio della coalizione non si traduce in un primato del Partito Democratico, ancora distante da Fratelli d’Italia.
Vannacci arretra e la Lega recupera consensi
Fratelli d’Italia mantiene il primo posto con il 27,5%, seguito dal Partito Democratico al 20%, in calo di mezzo punto. Il Movimento 5 Stelle raggiunge il 12,5%, mentre Forza Italia resta stabile al 7,5%.
Alleanza Verdi-Sinistra ottiene il 7%, la stessa percentuale di Futuro Nazionale. Il partito di Roberto Vannacci perde mezzo punto e interrompe, almeno in questa rilevazione, la precedente crescita. La Lega, invece, guadagna cinque decimi e sale al 5,5%.
Tra le formazioni minori, Azione si attesta al 3%, Italia Viva al 2,5% e +Europa all’1,5%. Noi Moderati, Sud chiama Nord e Partito Liberaldemocratico raccolgono ciascuno l’1,5%, mentre Ora! si ferma allo 0,5%. La quota di indecisi e astenuti dichiarati è del 30%, un dato che invita a non considerare immutabili gli attuali equilibri.
Conte al 48% nel confronto con Meloni
La seconda parte del sondaggio analizza tre ipotetici confronti diretti per Palazzo Chigi. Contro Elly Schlein, Giorgia Meloni ottiene il 56% delle preferenze, mentre la segretaria del Pd si ferma al 44%.
La distanza si riduce nel confronto con Giuseppe Conte: Meloni raccoglie il 52% e il presidente del Movimento 5 Stelle arriva al 48%. Nel terzo scenario, contro Roberto Gualtieri, la presidente del Consiglio ottiene il 58%, mentre il sindaco di Roma si attesta al 42%.
Sono preferenze espresse in confronti ipotetici, non risultati elettorali né previsioni certe. Il dato mostra comunque come la scelta del candidato possa modificare le risposte degli intervistati, anche quando le intenzioni di voto ai partiti rimangono sostanzialmente stabili.
Vannacci e le incognite delle alleanze
La posizione di Futuro Nazionale costituisce un altro elemento importante. Il 7% attribuito al partito di Vannacci non viene conteggiato nel 42% assegnato al centrodestra. Di conseguenza, un’eventuale alleanza cambierebbe il confronto numerico tra gli schieramenti, anche se non sarebbe corretto presumere che tutti i voti si trasferirebbero automaticamente alla stessa coalizione.
Sul fronte opposto, il campo largo dovrebbe trasformare l’aggregazione considerata dal sondaggio in un’intesa politica effettiva. Restano quindi determinanti sia la composizione delle alleanze sia la scelta di una leadership condivisa.
La rilevazione Piepoli descrive una situazione nella quale il campo largo registra un vantaggio contenuto nelle intenzioni di voto, Fratelli d’Italia conserva il primato tra i partiti e Meloni mantiene percentuali superiori ai tre avversari nei confronti diretti. Numeri che fotografano orientamenti diversi e che, per essere interpretati correttamente, devono restare distinti.







