Roberto Vannacci può far perdere Giorgia Meloni al primo turno e farla vincere al secondo. È il paradosso che emerge dalla simulazione realizzata da YouTrend mentre in Parlamento infuria la battaglia sulla nuova legge elettorale e il centrodestra discute sull’introduzione del ballottaggio.
I numeri spiegano parecchio. Se si votasse con il sistema che prevede il premio di maggioranza per la coalizione capace di superare il 42%, il Campo largo arriverebbe al 44,4%, mentre il centrodestra si fermerebbe al 38,1%. Più di sei punti di distacco e, soprattutto, una sola coalizione sopra la soglia necessaria per conquistare il premio. Con il ballottaggio, però, succede esattamente il contrario: il centrodestra recupera e vince con 2,2 punti di vantaggio. A compiere il miracolo elettorale è soprattutto quell’uomo che sta facendo venire il mal di testa alla maggioranza: Roberto Vannacci.
Vannacci all’8,2% porta via i voti a Meloni e poi glieli restituisce
La rilevazione YouTrend, condotta tra l’1 e il 2 settembre su 1.200 intervistati, assegna a Futuro Nazionale l’8,2%. Un risultato già enorme per una formazione nata dalla scissione con la Lega e che conferma come Vannacci stia intercettando una fetta consistente dell’elettorato di destra. Al primo turno è un disastro per la coalizione di governo.
Futuro Nazionale drena consensi al centrodestra tradizionale e impedisce alla coalizione di Meloni, Salvini e Tajani di avvicinarsi alla soglia del 42%. Il Campo largo, al contrario, riesce a superarla. Poi arriva il secondo turno e il voto vannacciano torna a casa. Secondo YouTrend, oltre l’82% degli elettori di Futuro Nazionale tornerebbe alle urne al ballottaggio. E la grande maggioranza sceglierebbe il centrodestra.
«Vannacci non accenna a fermare la propria ascesa e al primo turno c’è un evidente travaso dal centrodestra verso Futuro Nazionale», osserva il presidente di YouTrend Giovanni Diamanti. Ma al ballottaggio avviene la ricomposizione: proprio «la mobilitazione degli elettori vannacciani verso il centrodestra» diventa la principale causa del ribaltamento. In altre parole, Meloni potrebbe non avere bisogno di allearsi con Vannacci per prendere i suoi voti.
Il Campo largo passa dal 44,4% alla sconfitta
Il dato più preoccupante per il centrosinistra è però un altro. La coalizione parte con oltre sei punti di vantaggio, ma non riesce a conservarli quando la scelta diventa secca tra due schieramenti.
Pd e Alleanza Verdi e Sinistra mostrano una buona capacità di riportare i propri elettori alle urne. Il problema arriva dagli altri pezzi del Campo largo: una parte degli elettori del Movimento 5 Stelle e dell’area centrista composta da Italia Viva e Più Europa non seguirebbe automaticamente la coalizione al secondo turno.
È esattamente il problema politico che accompagna da mesi il progetto dell’alleanza anti-Meloni: sommare i partiti sulla carta è molto più semplice che sommare gli elettori nelle urne. Il Campo largo riesce così a costruire un ottimo risultato di partenza, ma perde pezzi proprio nel momento decisivo.
Anche gli elettori di Azione possono diventare decisivi
C’è poi una terza componente del ribaltone. Azione e Partito liberaldemocratico valgono insieme, nella simulazione, il 5,4% al primo turno. Elettori che, messi davanti alla scelta finale, mostrerebbero una maggiore disponibilità a spostarsi verso il centrodestra.
Il risultato è quasi matematico: Vannacci restituisce alla destra una parte consistente dei voti sottratti al primo turno, il Campo largo perde una quota dei propri elettori e una parte del centro moderato si sposta verso Meloni.
Sei punti di vantaggio vengono così cancellati. Il risultato finale sarebbe comunque tutt’altro che una passeggiata: appena 2,2 punti di differenza, un margine che lascia il centrosinistra pienamente in partita.
Ecco perché il ballottaggio può salvare il centrodestra
La simulazione arriva mentre la maggioranza sta tentando di modificare la legge elettorale introducendo proprio il secondo turno. E inevitabilmente i numeri finiscono per alimentare lo scontro politico.
«La difficoltà per il centrodestra al primo turno spiega forse la necessità del governo di cambiare la legge elettorale approvata alla Camera», osserva Diamanti. Con il meccanismo attualmente previsto, infatti, il Campo largo della simulazione supererebbe da solo il 42% necessario per il premio. Il centrodestra no.
Con il ballottaggio, invece, Meloni avrebbe la possibilità di recuperare una parte determinante dell’elettorato disperso alla propria destra senza dover necessariamente portare Vannacci dentro la coalizione. Ed è questo il dato politicamente più esplosivo. Il leader di Futuro Nazionale può diventare contemporaneamente il problema del centrodestra e la sua assicurazione sulla vita.
Il paradosso Vannacci cambia anche i rapporti con Meloni
La simulazione assume ancora più peso alla luce delle tensioni di queste ore tra Fratelli d’Italia e Vannacci. Dentro il partito della premier cresce la diffidenza verso l’ex generale, mentre l’ipotesi di imbarcare Futuro Nazionale nella coalizione continua a incontrare fortissime resistenze.
Il ballottaggio offrirebbe a Meloni una possibile via d’uscita: correre separata da Vannacci al primo turno e raccoglierne gli elettori al secondo. Una strategia che consentirebbe alla premier di non concedere all’ex generale posti, candidature e potere negoziale dentro la coalizione, contando però sul fatto che il suo elettorato, davanti all’alternativa tra centrodestra e Campo largo, scelga comunque in massa il primo.
Dall’altra parte, il sondaggio manda un avvertimento altrettanto pesante a Schlein e Conte. Il 44,4% al primo turno può sembrare una fotografia trionfale, ma rischia di diventare inutile se una parte di quel consenso evapora al momento della sfida decisiva. Perché la vera sorpresa della simulazione YouTrend è tutta qui: il Campo largo riesce a mettere insieme più voti. Il centrodestra, almeno per ora, sembra riuscire meglio a tenerseli quando conta davvero.







