Il governo Meloni festeggia il record di longevità, ma la maggioranza degli italiani non sembra avere molta voglia di brindare. Nel giorno delle celebrazioni per un esecutivo diventato il più duraturo della storia repubblicana, arriva il sondaggio YouTrend per Sky TG24 a restituire una fotografia decisamente più complicata: il 53% degli intervistati ritiene che l’Italia stia andando nella direzione sbagliata, contro appena il 31% convinto del contrario. Il restante 16% non prende posizione.
Il giudizio cambia naturalmente a seconda dell’appartenenza politica. Tra gli elettori di Fratelli d’Italia il 97% ritiene corretta la direzione intrapresa dal Paese, mentre tra quelli del Pd l’88% la considera sbagliata. Più interessante ciò che accade nell’elettorato di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, dove il 57% promuove la direzione del governo e il 41% la boccia.
A essere particolarmente critici sono i giovani: tra i 18 e i 34 anni il 60% ritiene che l’Italia stia andando nella direzione sbagliata. E quando agli intervistati viene chiesto di confrontare l’operato dell’esecutivo con le aspettative iniziali, il 39% risponde che il governo ha fatto peggio di quanto immaginasse, il 26% lo giudica in linea con le attese e soltanto l’11% ritiene che abbia fatto meglio.
FdI resta primo, ma il Pd riduce il distacco
Se il giudizio sull’azione del governo è negativo, le intenzioni di voto raccontano però una situazione più articolata. Fratelli d’Italia rimane nettamente il primo partito con il 26,5%, sostanzialmente stabile rispetto alla rilevazione del 22 luglio. Dietro cresce il Partito democratico, che guadagna tre decimali e arriva al 22,2%.
Il distacco tra Giorgia Meloni e il Pd scende così a 4,3 punti percentuali. A registrare l’incremento più consistente è però il Movimento 5 Stelle, che guadagna 1,1 punti e sale al 12,6%.
Nel complesso, Pd, M5S e Alleanza Verdi-Sinistra valgono il 40,6%, mentre l’attuale maggioranza composta da FdI, Forza Italia, Lega e Noi Moderati si ferma al 38,9%, perdendo 1,1 punti rispetto alla precedente rilevazione.
Un vantaggio del Campo largo che cambia completamente se nel perimetro del centrodestra viene inserito anche Futuro Nazionale: in quel caso l’area raggiungerebbe il 46,8%.
Vannacci sorpassa Forza Italia, Lega al 4,4%
Ed è proprio Roberto Vannacci una delle notizie politicamente più significative del sondaggio. Futuro Nazionale raggiunge il 7,9%, guadagna altri tre decimali e completa il sorpasso su Forza Italia anticipato dalle precedenti rilevazioni.
Il partito fondato dall’ex generale diventa così la quarta forza politica nazionale, mentre Forza Italia scende al 7,1%, perdendo otto decimali. Ancora più indietro la Lega, che arretra dello 0,5% e si ferma al 4,4%. Noi Moderati raccoglie lo 0,9%.
Il dato fotografa soprattutto la trasformazione dell’area politica alla destra di Meloni. Futuro Nazionale sottrae consensi ai partiti tradizionali della coalizione, ma quegli stessi voti potrebbero tornare decisivi per il centrodestra nel momento in cui si ragionasse in termini di alleanze elettorali.
Nel centrosinistra, invece, Alleanza Verdi-Sinistra scende al 5,8%. Al centro Azione sale al 3,9%, Italia Viva raggiunge il 2,4%, +Europa scende all’1,6%, mentre il Partito Liberaldemocratico è all’1,3% e Ora all’1,1%. Cala sensibilmente anche l’area composta da indecisi e astenuti, che passa al 33,6%.
Sanità, tasse e bollette: le bocciature più pesanti
Il problema principale per il governo emerge quando il sondaggio entra nel merito dei singoli dossier. Nessuno dei nove settori sottoposti agli intervistati ottiene una maggioranza di valutazioni positive. Il risultato migliore arriva dalla politica estera e dal ruolo internazionale dell’Italia, con il 33% di giudizi positivi contro il 52% di negativi. Seguono immigrazione, con il 27% di promossi e il 63% di bocciature, ed economia e crescita, dove il rapporto è 26 a 63.
Peggiorano ulteriormente i numeri quando si passa ai problemi che incidono direttamente sulla vita quotidiana. Lavoro e salari raccolgono il 24% di giudizi positivi contro il 65% di negativi; sulla sicurezza il rapporto è 24 a 68 e sulla giustizia 22 a 67.
Le bocciature più nette arrivano però su sanità, tasse ed energia. Per la sanità soltanto il 20% esprime un giudizio positivo, mentre il 72% è negativo. Sulle tasse i promossi scendono al 18%, ancora contro un 72% di bocciature. Il dato peggiore riguarda il costo dell’energia e delle bollette: appena il 16% giudica positivamente l’azione del governo, contro il 76% che la considera negativa.
Il record di durata non basta: «Contano i risultati»
Il sondaggio arriva mentre l’esecutivo celebra il proprio record di durata. Ma anche su questo punto la risposta degli italiani ridimensiona il valore politico della longevità: per il 59% non conta quanto a lungo rimane in carica un governo, contano i risultati che riesce a ottenere. Soltanto il 30% considera invece positivo il fatto che un esecutivo riesca a durare a lungo dopo anni segnati da frequenti crisi politiche, mentre l’11% non esprime un giudizio.
La stabilità continua a essere fortemente apprezzata dagli elettori di Fratelli d’Italia, ma fuori dal partito della premier il quadro cambia rapidamente. Ed è forse questo il dato più significativo della rilevazione: Meloni conserva saldamente il primato nelle intenzioni di voto, ma il giudizio sull’azione del suo governo è molto più debole del consenso personale e politico raccolto da FdI. Il record di durata, insomma, c’è. Per una maggioranza degli italiani, però, quattro anni a Palazzo Chigi non bastano da soli per meritare la promozione.







