Gli esami istologici definitivi e le indagini di biologia molecolare sul materiale asportato durante l’operazione a Papa Leone XIV confermano la presenza di un adenocarcinoma polmonare localizzato. La successiva valutazione oncologica stabilisce che il Pontefice non dovrà sottoporsi ad alcuna ulteriore terapia.
Il dottor Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora comunicano la notizia aggiornando tutti sul decorso post-operatorio del Papa. Gli accertamenti confermano quindi che la malattia era del tutto circoscritta.
Dall’annuncio all’Angelus all’operazione al Policlinico Gemelli
La vicenda clinica del Santo Padre si e sviluppata nell’arco di dieci giorni, dall’annuncio a sorpresa durante l’Angelus dell’11 ottobre fino alla diagnosi definitiva. Il Papa stesso ha informato i fedeli spiegando che i controlli medici avevano individuato un nodulo in fase iniziale e ben localizzato.
Il Pontefice ha scelto di seguire le indicazioni degli specialisti procedendo subito con l’asportazione. Il ricovero al Policlinico Gemelli di Roma e avvenuto il 12 ottobre e l’équipe guidata dal professor Stefano Margaritora ha eseguito l’intervento nel pomeriggio di martedì 13 ottobre. I chirurghi hanno rimosso il lobo inferiore del polmone destro con una tecnica videoassistita per eliminare la lesione in modo radicale. L’operazione è durata novanta minuti senza alcuna complicazione.
Le dimissioni dal ricovero e la ripresa degli impegni di Leone XIV
Nei giorni successivi il decorso post-operatorio è proseguito in modo regolare. Il Papa ha ripreso gradualmente le sue attività celebrando la Messa nella cappella del decimo piano del Gemelli. Sabato 17 ottobre i medici hanno firmato le dimissioni dopo aver controllato gli esami del sangue e la radiografia del torace.
Leone XIV ha lasciato l’ospedale nel pomeriggio per rientrare in Vaticano con qualche giorno di anticipo rispetto alle previsioni iniziali. Domenica 18 ottobre il Papa e tornato ad affacciarsi dalla finestra per recitare l’Angelus insieme ai fedeli. Ora lo attende un periodo di convalescenza e una ripresa graduale delle attività, mentre lo staff valuta le sue condizioni in vista del viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù previsto a novembre.







