Il film dedicato a Pino Daniele conquista il pubblico, ma provoca la durissima reazione di una delle persone che hanno conosciuto più da vicino il cantautore napoletano. Amanda Bonini, ultima compagna dell’artista, ha stroncato Je so’ pazzo, il film diretto da Nicola Prosatore e interpretato da Massimiliano Caiazzo, accusando la produzione di aver restituito un’immagine profondamente distorta dell’uomo che ha amato.
Presentata alla Festa del Cinema di Roma e arrivata al primo posto del box office nel fine settimana, la pellicola racconta la vita del musicista scomparso nel gennaio 2015. Ma per Bonini il successo commerciale non basta a compensare quella che considera una rappresentazione sbagliata, costruita attraverso atteggiamenti, caratteristiche fisiche e comportamenti che non riconosce.
La sua presa di posizione arriva attraverso un lungo messaggio pubblicato sui social, nel quale non risparmia critiche alla ricostruzione cinematografica. «Sono andata a vedere il film con l’emozione di chi ha l’aspettativa di vedere animati episodi di vita ascoltati direttamente dalla narrazione di Pino. Sento di poter dire che sarebbe inorridito per questa restituzione di sé e dei suoi vissuti».
Amanda Bonini contro Je so’ pazzo: «Pino Daniele non era così»
La delusione di Amanda Bonini nasce soprattutto dalla distanza tra il Pino Daniele che ricorda e quello rappresentato sul grande schermo. Non contesta semplicemente alcune libertà narrative, ma la costruzione complessiva del personaggio, che a suo giudizio finisce per alterarne la personalità.
Bonini conosceva le abitudini, i gesti e i racconti privati del musicista. Proprio per questo si aspettava di ritrovare nel film almeno una parte dell’uomo che aveva frequentato e amato, riconoscendone i comportamenti quotidiani e il modo di rapportarsi alle persone.
L’esperienza in sala, invece, si è trasformata in una successione di dettagli che l’hanno lasciata sconcertata. Particolari apparentemente secondari, ma che per chi ha condiviso la vita con una persona possono diventare fondamentali nel giudicare la fedeltà di un ritratto.
Le mani sporche sulla chitarra: il dettaglio che ha indignato Amanda Bonini
Uno degli aspetti che hanno maggiormente colpito Bonini riguarda il rapporto tra Pino Daniele e la sua chitarra. Nel film il musicista viene rappresentato mentre suona con le mani sporche e le unghie nere, un particolare che l’ex compagna considera completamente incompatibile con la sua personalità.
«Aveva un grande rispetto per la sua chitarra, non l’avrebbe mai toccata con le mani sporche e pizzicato le corde con le unghie nere», scrive, spiegando di essere rimasta sconcertata davanti a quella scena.
La contestazione riguarda qualcosa di più di una semplice scelta estetica. Per Bonini, il rapporto del cantautore con il proprio strumento era caratterizzato da una cura particolare, legata al valore che attribuiva alla musica e al lavoro.
La chitarra era il centro della sua attività artistica, lo strumento attraverso il quale aveva costruito un linguaggio musicale riconoscibile e una carriera capace di attraversare generazioni. Rappresentarlo con un atteggiamento trascurato nei suoi confronti significa, secondo Bonini, fraintendere un aspetto importante del suo carattere.

Pino Daniele e il rapporto con il cibo: «Vederlo mangiare così ha ferito il mio ricordo»
Le critiche proseguono con la rappresentazione delle abitudini alimentari del cantautore. Nel film, secondo Amanda Bonini, Pino Daniele viene mostrato con un rapporto con il cibo che lei non riconosce.
«Non mi risulta sia stato mai un uomo trasandato. Pino aveva il piacere del buon cibo, il film restituisce invece un personaggio con un approccio bulimico, che non corrisponde al vero», osserva.
Particolarmente sgradevole, ai suoi occhi, una scena nella quale il protagonista mangia in maniera disordinata. «Vederlo mangiare sguaiato e in maniera consolatoria, con i friarielli che penzolano dalla bocca, ha ferito il mio ricordo».
È una delle contestazioni più personali del suo intervento, perché riguarda il modo in cui il film trasforma alcuni comportamenti quotidiani in caratteristiche dominanti del personaggio.
Per Bonini, la ricerca di una rappresentazione immediatamente riconoscibile del musicista avrebbe finito per produrre una caricatura, accentuando atteggiamenti che non appartenevano alla persona reale.
Le critiche alla voce e all’aspetto fisico di Pino Daniele
Anche il modo di parlare scelto per il protagonista non convince Amanda Bonini, che contesta il «modo di parlare sbiascicato con cui è stato caratterizzato».
Una scelta interpretativa che, secondo l’ex compagna, contribuisce a restituire un’immagine poco fedele del cantautore. Le sue obiezioni si estendono inoltre alla postura e alla corporatura del personaggio.
Pino Daniele, ricorda Bonini, «era un omone con le spalle grandi, non con la pancia prominente né tantomeno aveva una postura ed un andamento che la mettesse in mostra».
La critica riguarda dunque la costruzione fisica del ruolo, dalla voce ai movimenti, fino alla maniera di occupare lo spazio. Elementi che in un film biografico possono diventare decisivi per convincere lo spettatore di trovarsi davanti a una rappresentazione credibile del protagonista.
Massimiliano Caiazzo nel ruolo di Pino Daniele: Bonini non accusa l’attore
Nonostante la durezza del giudizio, Amanda Bonini tiene a distinguere le responsabilità dell’interprete da quelle di chi ha costruito il personaggio cinematografico.
Nel suo intervento riconosce che portare sullo schermo una figura come Pino Daniele rappresenta una sfida particolarmente difficile, soprattutto per un giovane attore chiamato a confrontarsi con un artista tanto amato e riconoscibile.
«Diventare Pino Daniele è sicuramente un’operazione complessa e complicata: nulla contro il giovane attore, che sicuramente avrà dovuto performare il personaggio per come è stato delineato da percezioni distorte altrui».
Il riferimento è a Massimiliano Caiazzo, protagonista del film di Nicola Prosatore. Bonini non mette quindi direttamente in discussione l’impegno dell’attore, ma le scelte compiute nella definizione del ruolo e nella ricostruzione della figura del musicista.
Je so’ pazzo primo al box office, ma Amanda Bonini boccia il ritratto di Pino Daniele
La polemica arriva mentre Je so’ pazzo sta ottenendo risultati importanti nelle sale cinematografiche. Dopo la presentazione alla Festa del Cinema di Roma, il film ha raggiunto la vetta degli incassi del fine settimana, confermando l’interesse del pubblico per la storia di uno dei musicisti più importanti della canzone italiana.
Il successo della pellicola rende ancora più significativa la presa di posizione di Amanda Bonini, che teme soprattutto che gli spettatori possano identificare il personaggio cinematografico con il vero Pino Daniele.
Il suo intervento riapre così una questione che accompagna frequentemente i film biografici: fino a che punto la libertà narrativa può modificare la personalità di un artista realmente esistito, soprattutto quando il pubblico conserva ancora un ricordo diretto della sua figura?
Bonini non pretende che il cinema riproduca ogni episodio della vita del cantautore, ma contesta una serie di scelte che considera incompatibili con ciò che ha conosciuto personalmente.
La conclusione del suo messaggio è una bocciatura senza appello: «Sono uscita dal cinema con l’amarezza di chi ha la consapevolezza che lo spettatore nel film non troverà Pino, ma una brutta copia oggettivamente non conforme. Peccato».







