Ricercatrice morta di peste in Siberia, l’infettivologo Bassetti rassicura sul rischio pandemia: “Niente panico”

La ricercatrice morta di peste

Matteo Bassetti, professore di Malattie infettive all’Università di Genova e responsabile del Dipartimento Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova rivolge un invito ad avere attenzione e cautela senza cedimenti al panico in merito al drammatico caso della ricercatrice ventottenne deceduta in Siberia.

La giovane donna ha accusato il malore mentre svolgeva la sua attività presso un istituto specializzato nella ricerca sulla peste a Irkutsk. Nonostante le indiscrezioni relative alla rottura accidentale di una provetta contenente il batterio Yersinia pestis, la ricostruzione non ha trovato riscontro ufficiale da parte delle autorità russe, che hanno invece parlato di una polmonite da origine sconosciuta.

Le verifiche internazionali sulla peste

I riflettori della diplomazia e delle organizzazioni sanitarie internazionali rimangono accesi sulla vicenda a seguito delle indicazioni fornite dalle rappresentanze diplomatiche americane. L’ambasciata degli Stati Uniti in Russia ha infatti lanciato un’allerta sanitaria in seguito alle notizie su una possibile peste polmonare a Irkutsk, citando l’attivazione di quarantene e la chiusura temporanea di alcuni presidi ospedalieri.

Gli stessi organismi statunitensi hanno rinnovato la raccomandazione ai propri cittadini di non viaggiare nel Paese, anche se tale indicazione rientrava già nel livello massimo di allerta sicurezza precedentemente in vigore e non risulta legata in maniera esclusiva all’episodio sanitario.

Le valutazioni di Oms e Cdc sulla gestione terapeutica

Le analisi condotte dai Centers for Disease Control and Prevention statunitensi e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità concordano nel ritenere estremamente basso il rischio di una diffusione epidemica su larga scala. Come evidenziato dagli approfondimenti medico-scientifici, la peste polmonare rappresenta una forma clinica di estrema gravità che necessita di diagnosi tempestive.

A differenza di altre patologie virali emergenti come la West Nile, la peste batterica risponde con efficacia alle terapie antibiotiche tradizionali, a condizione di avviare il trattamento con la massima tempestività. Resta ora da chiarire la dinamica esatta del decesso e l’eventuale presenza di ulteriori casi nell’area interessata.